Il cervello indottrinato – Dr. Michael Nehls
In un’epoca di radicalizzazione politica mondiale con il pretesto di varie crisi, il medico e genetista molecolare Michael Nehls ci mette di fronte, in IL CERVELLO INDOTTRINATO, alle sue allarmanti scoperte su una guerra silenziosa contro il cervello umano. Come dimostra, questa guerra è già in pieno svolgimento ed è il presupposto del Great Reset perseguito dal World Economic Forum (WEF) e da molti leader politici e tecnocrati.
Robert CibisLa conversazione con Michael Nehls, che ho avuto l'onore di condurre, mi ha probabilmente fornito le intuizioni più importanti della mia vita. Grazie a questa analisi sono riuscito a gettare un ponte concettuale ad esempio tra la descrizione della formazione di massa di Matthias Desmet da da un lato e gli studi patologici del professor Arne Burkhardt dall’altro, che ha potuto dimostrare la presenza di proteine spike, ad esempio, nel tessuto cerebrale di esseri umani. E vediamo qui che gli aspetti psicologici, biologico, sociale, economico e militare si intrecciano. E l’ iniziativa e la progettazione di questo cosiddetto farmaco devono essere di natura militare e deve essere diretta contro la popolazione. Si tratta di ipotesi che erano già state molto ben argomentate sulla base dei contesti giuridici, ad esempio da Sasha Latypova, la quale aveva dimostrato che in realtà i produttori non erano affatto quelle grandi aziende farmaceutiche che poi commercializzavano i prodotti e che nemmeno le normali autorità avessero alcuna supervisione su queste sostanze, contenute nelle siringhe.
Ma anche se lo si sa già, anche se sulla base di queste informazioni si siano già formulate ipotesi e si siano ipotizzati giochi di potere è comunque tutta un’altra cosa quando si vede che queste iniezioni non solo causano danni alla salute, ma anche il carattere, la psiche, il pensiero, l’autobiografia delle persone, volevo dire «stravolgono», ma forse «distruggono» è ancora più appropriato. Quindi, per favore, guardate questa conversazione, soprattutto ascoltate fino alla fine e alla fine abbiamo anche qualcosa di positivo che si può fare e leggete il libro e credo che nulla sia più importante del diffondere questo messaggio adesso e naturalmente non c’è nulla che mi faccia più piacere che qualcuno, che sta guardando o ascoltando questa trasmissione, riesca a confutare le tesi espresse.
Chiedo quindi di inviarmi posta e lettere, se possibile. E se ci sono prove aggiuntive, ovviamente è sempre un bene. Vi auguro una buona giornata, nonostante le notizie sconvolgenti su Michael Nehls. Nel 2008 Wikileaks ha divulgato un documento intitolato *The Handbook of "The Handbook of Unconventional Warfare". E lì viene sostanzialmente descritta la guerra ibrida, ovvero, per così dire, come le forze armate debbano coinvolgere tutti i settori della società, per tenere sotto controllo, tenere a freno o sottomettere altre regioni, oppure per distruggerle. Secondo Julian Assange, questa è la sua rivelazione più importante ed è sorprendentemente poco discussa. E lei ora introduce qui un elemento di analisi, che ai miei occhi è assolutamente rivoluzionaria, con il libro *Il cervello indottrinato* e questa analisi rivoluzionaria offre un nuovo punto di vista su ciò che in realtà già sappiamo, cioè che la nostra coscienza, il nostro cervello, il modo in cui funziona, è anche un campo di battaglia. E questo campo di battaglia, è stato già descritto da Matthias Desmet, per così dire, sotto aspetti psicologici e psichiatrici nel suo libro sulla formazione di massa, ma ora facciamo un passo avanti.
Il suo libro inizia dove quello di Desmet finisce, ovvero le manipolazioni psicologiche hanno naturalmente anche conseguenze. Come mai riesce a capire tutto questo? Insomma, cosa la rende così competente?
Dr. Michael NehlsSì, proprio qualche giorno fa, la mattina davanti a un caffè con mia moglie, di come sia possibile perché ho scritto questo libro. L’abbiamo appena ritirato dalla tipografia. Come è possibile, in realtà, che sia stato proprio io a scrivere questo libro e non uno degli gli altri 8 miliardi di abitanti del nostro pianeta? I fatti sono evidenti. Sono tutti lì. Si tratta solo di capire come unire i punti in un'immagine, cioè unire i tanti pixel presenti in un'immagine e poi dire: ok, ecco come appare. E se poi tutti i pezzi del puzzle, per così dire, e l’immagine è perfetta, allora è molto improbabile che si possa ancora costruire un’altra immagine con gli stessi tasselli. Quindi può darsi che ci stiamo avvicinando moltissimo alla verità. E mi sono proprio chiesto e poi mi sono detto: sì, beh, è così: ho, per capire tutto questo, bisogna ovviamente conoscere un po’ di medicina. L’ho studiata. Poi bisogna capire un po’ di biologia molecolare, perché, in fin dei conti, si tratta anche di ingegneria genetica dei virus e dei principi attivi, cioè in questo caso questo materiale genetico, che dovrebbe essere regolarmente iniettato alle persone, che è stato anch’esso geneticamente modificato. E quindi forse bisogna capire qualcosa riguardo alla PCR. Questo test PCR è stato infatti molto pubblicizzato, che è stato introdotto nel 2020, come se fosse qualcosa di davvero speciale. Solo per fare un esempio, nella mia vita ho sicuramente sviluppato da 4.000 a 5.000 test PCR sviluppati personalmente. Era semplicemente necessario per la mia ricerca.
Ovviamente non sono stati venduti, ma semplicemente utilizzati, ma sono sempre stati sviluppati per identificare determinati geni bersaglio o clonarli. Insomma, non è niente di speciale. Ma è diventato proprio questo: per un profano è così che appare. Allora bisogna comprendere un po’ di neurobiologia e, soprattutto, un particolare processo che coinvolge, per così dire, il centro della memoria autobiografica. E si tratta proprio di un meccanismo molto particolare, di cui parleremo più tardi. E su questo meccanismo ho già scritto quattro bestseller del «Spiegel». E soprattutto negli ultimi tre, quattro anni ho fatto una scoperta che ora ha persino portato a dopo una conferenza tenuta all’Università di Monaco, che lì la professoressa, che mi ha invitato, sia anche redattrice presso Frontiers in Psychology, una delle più importanti riviste di psicologia al mondo, ho deciso di scrivere addirittura un articolo scientifico proprio su questa scoperta.. Devo dire, che in realtà, ormai, sono un privato cittadino, ma questa scoperta, beh, è una di quelle che si fanno, non serve un laboratorio per farlo, basta semplicemente riflettere sulle cose e poi si possono collegare i pixel e all’improvviso si ha una nuova idea creativa. Ciò significa che, nella mia carriera scientifica, ho fatto tantissime cose diverse cose, ho studiato i geni insieme a premi Nobel, quindi molta ricerca di base nel campo della genetica.
E tutte queste cose ora si ricongiungono, in pratica, nel contesto del coronavirus. Quindi l’attacco, come ne parleremo più avanti, alla memoria autobiografica, la metodologia, che comprende misure non solo genetiche, ma anche psicologiche e la consapevolezza proprio del fatto che qui non si attacca solo il software, per così dire nel cervello, ma anche l’hardware. Forse ancora una riflessione a questo proposito: recentemente mi è stato chiesto, sì, Desmet descrive in principio il software, cioè, per così dire, gli effetti o le, sì, e io lo descrivo in qualche modo come un attacco all’hardware, ma se si spinge davvero così lontano questa analogia con i computer, allora è già sbagliato, perché in un cervello del genere non c’è distinzione tra hardware e software. Se, ad esempio, dico: «Beh, ora ho una certa, minore resilienza psicologica e questo potrebbe essere un problema di software, allora si può dire chiaramente che c’è anche un hardware, che viene compromessa e che ne è responsabile. E viceversa, se ho una minore resilienza, allora questo processo di distruzione dell’hardware viene addirittura accelerato notevolmente. Ciò che poi si manifesta, ad esempio, come sindrome da stress post-traumatico e si nota anche che in questo caso, in effetti, il centro della memoria addirittura si restringe, e in modo molto accelerato.
Robert CibisMolti conoscono infatti questa idea secondo cui la memoria è fondamentalmente una connessione tra cellule cerebrali e che ogni, proprio perché sono collegate in questo modo, si ha quindi questa immagine nella memoria, per esempio.
Dr. Michael NehlsÈ vero. Sì, in linea di principio sono le funzionalità delle sinapsi, quindi non si tratta affatto di una vera e propria connessione, non si collegano realmente. Quindi c’è ancora uno spazio tra di loro. Questo spazio viene chiamato fessura sinaptica. Ma fisicamente si tratta di una connessione, perché attraverso di essa vengono trasmessi dei segnali. E l’intensità di questi segnali genera poi, in un modo ancora sconosciuto e nel nostro caso immagini nella mente, contenuti mnemonici, pensieri e anche nuovi pensieri. Sì, è proprio così.
Robert CibisCosa fa ora questa iniezione? Cosa succede quando si è sotto l'influenza della proteina spike?
Dr. Michael NehlsSì, poco fa ha accennato al fatto che la guerra, per così dire, ha origine nell’ambito militare, quindi dai ministeri della difesa, come si chiamano, in fin dei conti. Non ministeri dell’attacco, ma ministeri della difesa.
Robert CibisHo sentito dire che questi nomi sono relativamente recenti nella storia dell’umanità. Un tempo si chiamavano ministeri della guerra.
Dr. Michael NehlsSì, sì, esatto. Ma oggi tutto è un po’ edulcorato. Quindi, naturalmente, i termini influenzano anche la nostra comprensione. E tutto sembra molto più innocuo. Ed è anche un bene che non vediamo, per così dire, alcun pericolo, quando in realtà c’è. Se ora torniamo al virus o al vaccino, cioè prima del vaccino c’era innanzitutto il virus. E il virus stesso presentava già una certa pericolosità. E in realtà è quasi impossibile distinguere quest’ultima dal vaccino. Tranne per il fatto che si presenta il problema che la probabilità di contrarre il virus sia bassa. Che di solito infetta solo il tratto respiratorio, per così dire. Mentre proprio quella parte contro cui si viene vaccinati, rappresenta proprio la parte più pericolosa del virus. E lo fa regolarmente e con una probabilità molto più elevata. Quindi, in Germania al momento solo dal 10 al 20 per cento delle persone ha mai visto il virus. Ma l’80 per cento ha già visto il vaccino più volte. Ecco, è proprio questo che lo rende in realtà così pericoloso. Inoltre, il fatto che raggiunga tutte le cellule dell’organismo, proprio perché viene somministrato per via sistemica e non, come nel caso del virus, solo al tratto respiratorio. Comunque sia. Ciononostante, entrambi sono geneticamente modificati, cioè prima il virus e poi subito dopo anche il vaccino.
Sono stati modificati geneticamente. Ormai tutti ne sono ben consapevoli. E ci sono anche segni distintivi molto chiari, che spiegano perché non si tratti di una mutazione casuale o di un virus casuale, che potrebbe essersi sviluppato da qualche parte nel regno animale. E soprattutto una zona del virus e in particolare nella cosiddetta proteina spike del virus, quindi stiamo parlando qui di coronavirus, che hanno una corona e la corona ha delle punte, che in inglese si chiamano “spike”. Ed è per questo che si chiama proteina spike, che caratterizza la punta. E geneticamente si tratta del gene spike. Per produrre la proteina, cioè affinché il virus possa produrre la proteina, iniettando nelle nostre cellule il proprio materiale genetico. Ed è proprio lì che si trova il gene della proteina spike. E proprio questo gene della proteina spike è stato geneticamente modificato. E lo è stato in modo davvero attivo. Non è successo per caso. Tra le mie mutazioni genetiche ce ne sono anche di casuali. Si chiamano mutazioni quelle che avvengono per caso. Ma questa mutazione è talmente improbabile, che può essere esclusa da ogni logica, che possa essersi verificata per caso da qualche parte in natura, soprattutto perché non esiste nulla di simile. E si è cercato davvero. Sono state esaminate oltre 100.000 specie. Insomma, esemplari, campioni. Quindi sono stati prelevati campioni nel regno animale, nei dintorni di Wuhan, su oltre 100.000 animali.
Non è stato trovato alcun coronavirus da nessuna parte, che assomiglia solo vagamente a questo qui. All’epoca, infatti, non si era ancora diffuso e non era possibile essere individuato. Nel frattempo, ovviamente, è presente anche nel regno animale. Ma questa mutazione, che proprio suggerisce in modo così significativo un intervento di ingegneria genetica, è un cosiddetto sito di scissione della furina. E ora faccio subito un collegamento con il Ministero della Difesa degli Stati Uniti, perché esiste un collegamento diretto. E per capire tutto questo, devo ora fare un passo indietro. I coronavirus si legano, per così dire, alle cellule del corpo tramite questa proteina spike. Si tratta, per così dire, della parte più esterna della superficie. Con delle sporgenze. E poi si lega alle nostre cellule. E poi il materiale genetico viene iniettato nelle cellule, in modo che il virus possa nuovamente riprodursi. E affinché il virus diventi, per così dire, efficiente, durante la penetrazione questa proteina spike viene scissa. E questa scissione è un processo lento. Per rendere il virus, per così dire, un’arma biologica più efficiente in termini di infettività, un think tank, ovvero un centro di ricerca della cosiddetta DARPA, ovvero la Defense Agency for Research e così via. Si occupano, per così dire, della ricerca sulle armi biologiche, sulle armi nucleari, su qualsiasi cosa.
Insomma, fanno ricerca su tutto ciò che è un'arma. E lì un think tank di loro ha proposto di migliorare il coronavirus come arma biologica, si dovrebbe già studiare una di queste due scissioni, necessarie affinché il virus possa penetrare nella cellula, una delle quali andrebbe anticipata. Idealmente, inseriamo un sito di scissione della furina nella proteina spike. Questa era la proposta. Una furina di questo tipo, bisogna precisare, è un enzima presente nelle nostre cellule corporee. Cioè, con un colpo secco la proteina spike viene divisa in due parti. E così il virus diventa più infettivo e più facile da utilizzare come arma biologica. Ufficialmente, era il 2018, ufficialmente la DARPA ha dichiarato: che non lo facciamo. La realtà, però, è che che nel coronavirus è poi comparso un sito di scissione della furina. E precisamente proprio al centro della proteina spike. E questa sequenza della proteina spike, cioè il gene della proteina spike per questo sito di scissione della furina, cioè per questo sito di scissione, è stata brevettata già nel 2016 da Moderna. Ed è composta da 19 lettere. E la probabilità che ora 19 lettere nell’ordine perfetto e sequenza si verifichino per caso da qualche parte, è come se, non so, non l’ho calcolata, ma è più probabile vincere dieci jackpot del lotto di fila con sei numeri esatti, è più probabile. Quindi è praticamente impossibile, per così dire.
Robert CibisL'ho letto, curiosamente, di recente, circa uno su un trilione.
Dr. Michael NehlsSì, è incredibilmente bassa. E per questo bisogna supporre che questa sequenza di Moderna sia stata inserita lì a Wuhan con l’idea di un’arma biologica. Ok. Ora, il fatto è che mi sono posto la domanda: beh, si tratta solo di infettività? Può darsi. Ma ciò che era noto fin dai tempi della SARS-CoV-1, è che la proteina spike è neurotossica. E cioè, ed è qui che entra in gioco la mia conoscenza della memoria autobiografica, è necessario un determinato meccanismo, per poter pensare in modo efficiente. Per questo motivo mi spingo ora brevemente in questa direzione e poi riuniremo i due filoni di pensiero, come vorrei fare nella mia proposta. Quindi la memoria autobiografica ha una certa caratteristica. Ci permette di ricordare immediatamente tutto ciò ciò che abbiamo sentito una volta. Quindi, se ora stiamo conversando qui e qualcuno ci ascolta, oppure se entrambi cerchiamo naturalmente di ricordare anche noi quello che abbiamo detto, allora è possibile solo perché, grazie a questo centro della memoria autobiografica, che ha la capacità di fissare un pensiero dopo averlo sentito una sola volta o un pensiero, che abbiamo avuto solo una volta, di memorizzarlo immediatamente e in modo permanente. Si tratta di una funzionalità unica, se si pensa, quando vado in bicicletta, devo prima provarlo dieci volte finché non ci riesco.
Se voglio imparare un brano al pianoforte, devo ripeterlo un'infinità di volte, finché non mi viene abbastanza bene. Se voglio imparare una parola, un termine straniero, non so quante ripetizioni mi servano, prima di riuscire finalmente a impararla. Ma un pensiero che ci viene in mente, soprattutto se ci entusiasma, quello è importante, ce lo ricordiamo per sempre. So persino esattamente quando e dove ho avuto quel pensiero. E proprio quel «quando» e quel «dove» sono determinanti, perché proprio in quel momento e in quel luogo si trova l’ippocampo, ovvero il nostro centro della memoria autobiografica, e situata qui, grande quanto un pollice, nei lobi temporali, è l’ippocampo a stabilire il quando e il dove, ciò che, per così dire, abbiamo pensato, come ci siamo sentiti e memorizza anche questo contenuto da qualche parte. Per questo chiamo queste cellule nervose “del quando” e “del dove”. Per i neuroni «dove» c’è stato almeno un premio Nobel, quando sono state scoperte. Esistono anche i neuroni “quando”, i neuroni temporali, per i quali però non è stato ancora assegnato alcun Premio Nobel, ma ne varrebbe la pena. E insieme definiscono ciò che abbiamo pensato, quando e dove, e dove lo ritroviamo nel cervello. Ciò significa che anche per ricordare abbiamo bisogno di questi neuroni del «quando» e del «dove», per questo li chiamo anche neuroni indice. Questo è il termine. E per ora lavoreremo semplicemente con questo, i neuroni indice. E l’ippocampo possiede questi neuroni indice e ora, quando impariamo qualcosa durante il giorno, pensiamo o conversiamo, allora a un certo punto ci sentiamo stanchi, lo sente chiunque. Questa stanchezza, che si sviluppa, si chiama «ego-depletion». È un termine scientifico.
E quando siamo stanchi, non ci va più di mettere in moto la mente. Allora lasciateci in pace. E rimandare i pensieri importanti al giorno successivo, meglio così. E questo “ego depletion”, questo non attivare il pensiero, cioè questo non attivare il pensiero, per questo Daniel Kahneman ha persino ricevuto un Premio Nobel. Ha ricevuto un Premio Nobel per aver scoperto che esistono due sistemi di pensiero. Un pensiero veloce, che comprende, per così dire, le nostre azioni di routine, e un vero e proprio ragionamento. E ha scoperto che, che in determinate condizioni non vogliamo più riflettere. Ha quindi compreso che, in caso di “ego depletion”, una certa energia mentale venga persa. Ma quando fu assegnato il Premio Nobel nel 2002, all’epoca, non si sapeva cosa fosse questa energia mentale. E non lo si sapeva nemmeno fino a poco tempo fa. E ho scritto un libro che si intitola, "Il cervello esausto", in cui ho identificato questa energia. Segretamente spero che forse ci sia un Premio Nobel anche per la scoperta di questa energia. Sarebbe una cosa fantastica, soprattutto perché ha implicazioni incredibili. L’energia, la faccio breve, che è, per così dire, necessaria, per poter formulare continuamente nuovi pensieri, risiede nella produzione di nuovi neuroni indice.
È facile da immaginare. Quando i neuroni indice sono esauriti a causa di un intenso processo di riflessione, non ci sono sinapsi libere, allora non vogliamo più affaticare il nostro cervello. Perché quando ci vengono in mente nuovi pensieri, anche se tutti gli spazi sono già occupati, allora funziona solo sovrascrivendo i vecchi neuroni indice. Credo che sia comprensibile. Insomma, è come sfogliare le pagine di un diario. Ho un diario e riempio la pagina di scarabocchi. E se adesso non volo la pagina e continuo a scrivere, allora alla fine tutto diventa illeggibile. E il "voltare pagina" consiste nel fatto che produciamo nuovi neuroni indice. Questa è una seconda caratteristica particolare dell’ippocampo, che si trova proprio qui in alto, ovvero il nostro centro della memoria. Può farlo per tutta la vita, ogni giorno, o meglio, ogni notte, solo di notte, quando dormiamo, produrre migliaia di nuovi neuroni indice. E senza questi neuroni indice siamo cronicamente a corto di ego. Non siamo in grado, o semplicemente non vogliamo accogliere nuovi pensieri. Questo è il problema. Ciò significa che se ora, per così dire, volessi influenzare qualcuno, affinché, per esempio, smetta di riflettere, che, per così dire, accetti tutto, che non voglia guardare oltre il proprio naso, allora in realtà devo solo fare in modo che, che non produca nuovi neuroni indice. A quel punto sarà cronicamente esausto e accetterà tutto.
E questo significa che i neuroni indice come bersaglio d’attacco sono un argomento molto interessante argomento. A ciò si aggiunge il fatto che i neuroni indice, che vengono prodotti di recente, hanno ancora molte altre proprietà. Ad esempio, sono responsabili della nostra resilienza psicologica. Meno neuroni indice produciamo, tanto meno siamo resilienti dal punto di vista psicologico. Di conseguenza, ciò significa che le persone che producono pochi neuroni indice tendono alla depressione. In casi estremi, la condizione diventa cronica. E quando diventa cronica, la produzione, cioè la mancata produzione di neuroni indice, la causa principale dell’Alzheimer. Ecco perché ho detto, quando ho esaminato tutte le misure anti-Covid del 2020 tutto ciò che stava accadendo, è in linea di principio già un attacco alla produzione dei neuroni indice. Perché la produzione di neuroni indice dipende dal fatto dal fatto che viviamo in modo adeguato alla nostra specie. Se non viviamo in modo adeguato alla nostra specie, allora essa si arresta. E ho già potuto dimostrare, in libri precedenti, che possiamo mantenere il nostro centro della memoria eternamente giovane, anche grazie a questo meccanismo, la neurogenesi ippocampale adulta. Si tratta cioè della formazione di nuove cellule cerebrali nell’ippocampo, anche negli adulti, è un fenomeno unico. E questa neurogenesi ippocampale adulta produce proprio questi neuroni indice.
E questi neuroni indice, questa produzione costante, è il correlato della nostra naturale curiosità, perché vogliono, appunto, raccogliere nuovi ricordi. Se non lo facciamo, muoiono di nuovo, perché in quel caso le sinapsi non vengono utilizzate. E le sinapsi che non vengono utilizzate, sono un segnale di morte per le cellule, si chiama apoptosi. Ciò significa che solo se utilizzo davvero i miei neuroni indice, quelli nuovi, cioè se sono curioso e voglio davvero imparare qualcosa di nuovo, allora questi rimangono. E per questo mi sono chiesto: ok, quali sono i meccanismi che fanno crescere i neuroni indice, che ne stimolano la produzione, e quali sono i meccanismi che li bloccano. Perché nella nostra società si verifica, nonostante abbiamo il potenziale per far crescere l’ippocampo ogni anno di, uno, due, tre per cento, il potenziale di crescita, l’ippocampo si riduce. Nella nostra società l’ippocampo si riduce in media dall’1 all’ 1,5 per cento negli adulti. Ciò significa che viviamo già in modo così estraneo alla nostra natura, che il nostro ippocampo, il nostro centro della memoria, si sta riducendo, ed è per questo che la depressione, la malattia numero uno, già nel 2019, e la terza più diffusa, cioè nella lista delle malattie, per così dire, che causano la morte, al terzo posto c’è l’Alzheimer. E già nel 2020, quando sono state introdotte tutte quelle misure, sapendo cosa fosse necessario per produrre i neuroni indice, ho detto: «In pratica, lo stiamo paralizzando».
E ho previsto che i tassi di depressione sarebbero aumentati, e che i tassi di Alzheimer dovranno aumentare. E questa è solo la punta dell’iceberg di una società, la cui memoria autobiografica non funziona più, e che dice “sì” e “amen” a tutto. E in effetti, nel corso del primo anno di pandemia, grazie alle misure che erano già in vigore all’epoca, a livello mondiale, rispetto al picco massimo, che l’OMS aveva dichiarato come picco massimo a livello mondiale nel 2019, i tassi di depressione sono triplicati. Per quanto riguarda l’Alzheimer, solo tra il 2018 e il 2021, i casi in Germania sono aumentati del 30 per cento. E a causa dell’accelerazione del processo dell’Alzheimer, ora ci sono molti più giovani, circa 100.000 persone sotto i 65 anni, che attualmente sviluppano l’Alzheimer. E questo fenomeno è destinato ad accelerare ulteriormente. Allora ho detto: «Sì, fantastico, questo è un attacco diretto alla memoria autobiografica, tutto ciò che accade lì. Ma la cosa più scioccante è stata in realtà la proteina spike. Insomma, l’inserimento di questo sito di scissione della furina è l’intervento definitivo e più duraturo nell’ intervenire sulla memoria autobiografica, nella produzione di questi neuroni indice, per noi vitali. Ed è proprio questo che mostro ora in questo libro, che a ciò si aggiunge anche questo. E questo appello, che proprio tre, quattro giorni fa sulla rivista «Ärztezeitung», che ricevo regolarmente, dice che dovremmo ricominciare a pensare alla vaccinazione, in autunno, contro il Covid, preferibilmente insieme al vaccino antinfluenzale, doppia vaccinazione, anche con mRNA, una novità assoluta sul mercato, vaccinazione regolare e, preferibilmente, vaccinare anche gli adolescenti off-label.
E mi sono anche già chiesto: perché si vaccinano persone che sono così giovani, sì, bambini, sì, neonati, sì, le donne incinte, che non appartengono affatto a gruppi a rischio. Che senso ha? Si tratta davvero solo di fare soldi con la vaccinazione? Oppure, dal mio punto di vista, non si tratta proprio di questo attacco alla memoria autobiografica che porta a rendere le persone docili. e questo fin dalla più tenera età. E ciò che ricorda un po’ «Il mondo nuovo», sì, la distruzione del cervello fin dalla nascita, sì, il fatto che si producano, per così dire, esseri umani Alfa, Beta, Gamma, Delta. E questo è un po’ azzardato, forse un po’ inverosimile, ma in un certo senso è ovvio, no? E ora torniamo forse a quel sito di scissione della furina. Perché è così importante per il nostro ippocampo e, soprattutto, per la formazione di nuove cellule cerebrali così drammatica e problematica? E perché si tratta di un attacco? Questo è in realtà il nocciolo della questione. Ciò che mi ha stupito fin dall’inizio è stato è l’inserimento di questo sito di scissione della furina dal punto di vista di che effetto ha avuto, oltre al fatto che che il virus diventi così leggermente più infettivo. e poiché sapevo già, grazie alle mie ricerche, quali siano, per così dire, le conseguenze, ovvero che la neurogenesi nell’ippocampo, cioè la produzione dei neuroni indice, che sono fondamentali per la nostra autostima, la nostra consapevolezza di sé, la nostra capacità di ragionare, tutti questi fattori, che sono facoltà così importanti, con le quali affrontiamo la vita, perché cosa lo ostacola? E mi è diventato chiaro abbastanza rapidamente, grazie alcuni studi, che oltre allo stress, gli alti livelli di cortisolo, che bloccano la neurogenesi, allo stesso tempo è neurotossico, ecco perché le persone che soffrono di stress cronico, sindrome da stress post-traumatico, tendono ad avere un ippocampo rimpicciolito, lo stress cronico porta infine alla depressione e, a lungo termine, all’Alzheimer, tutto aveva senso. Ma ciò che è estremamente efficace è per stimolare l’ippocampo nella produzione di queste cellule nervose, che sono importanti per noi, proprio questi neuroni indice, è l’infiammazione, l’infiammazione cronica, ovvero l’infiammazione acuta, che diventa cronica.
La logica è molto semplice: in caso di infiammazione acuta, il corpo deve mobilitare tutte le energia per combattere l’ infiammazione acuta. È quindi logico che in questo stato si debbano bloccare le misure rigenerative vengano bloccate, dato che richiedono anch’esse energia. Quindi la guarigione della ferita viene compromessa, finché combattiamo un’infezione. Ciò significa che tutte le cellule staminali non si moltiplicano in quel momento, in cui siamo sotto stress, o meglio, lo stress, appunto, fa aumentare il cortisolo, e inibisce la produzione di cellule staminali, ovvero, non c’è neurogenesi. È logico, ma lo stesso vale anche in caso di infezioni, perché, e poi è così, ho controllato, sì, in effetti tutte le mediatori dell’infezione, comprese le interleuchine, ad esempio l’interleuchina 1, l’interleuchina 6, l’interleuchina 10 o anche il fattore di necrosi tumorale alfa, TNF-alfa, che sono potenti, anzi davvero estremamente potenti inibitori della neurogenesi nell’ippocampo. E l’ho scoperto già nel 2007, quando uscì una pubblicazione sul SARS-CoV-1, secondo cui la proteina Spike sovraregola proprio queste citochine. Ciò significa che già allora mi era chiaro che con la proteina Spike si può bloccare la neurogenesi.
E ora arriva la sorpresa: grazie all’ introduzione di questo sito di scissione della furina si formano ora, dopo il taglio operato dalla furina, la proteina Spike viene tagliata in due parti, quindi abbiamo due subunità, chiamate S1 e S2, S sta per Spike, S1 e S2, subunità. E quella esterna è la subunità S1 ed è quella che interagisce con le nostre cellule corporee. Ed è proprio questa che, ad esempio, fa sì che che i globuli bianchi producano l’interleuchina e il TNF-alfa, che bloccano l’ippocampo, vengano prodotti. Ciò significa che, attraverso il sito di scissione della furina, ora produco una grande quantità di subunità S1 nel corpo. E questa subunità S1 ha un’altra caratteristica davvero critica. È in grado di superare molto facilmente la barriera emato-encefalica. Mentre il virus, un virus respiratorio, non riesce affatto a superare la barriera emato-encefalica in modo significativo, la proteina spike invece sì. E soprattutto la subunità S1 è estremamente neurotropica. Ciò significa che non solo è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, ma è anche tossica per il cervello. Ciò significa che, con l’introduzione del sito di scissione della furina, ho creato un’arma biologica contro la memoria autobiografica. E questo spiega anche diverse cose. In primo luogo, perché si è creato, solo per il virus, per questo vaccino, cioè questo materiale genetico, che contiene questa proteina spike, compresa proprio l’interfaccia della proteina Spike nel codice genetico, perché si sono scelte come veicolo proprio queste nanoparticelle lipidiche come veicolo, cioè queste LNP?
Sono state sviluppate proprio per raggiungere il cervello. Quindi ecco un secondo indizio: si vuole che quella roba arrivi al cervello, forse. Insomma, posso solo fare delle ipotesi, ma perché si assume, per una malattia respiratoria, qualcosa che può raggiungere il cervello? A questo proposito vorrei citare, ad esempio, Anthony Fauci, il protagonista negli Stati Uniti dell’ intero programma di vaccinazione nei primi anni e forse anche uno dei protagonisti dietro le quinte nella produzione, si ipotizza questo, ma ovviamente si tratta solo di una speculazione al momento, ma si ipotizza che fosse coinvolto nella produzione a Wuhan. Ma a prescindere da ciò, lui ne ha fatto un forte sostegno, affermando che tutti dovessero essere vaccinati con questo vaccino a base di proteina spike. Nella primavera del 2023 ha pubblicato un articolo e l’ho letto molto attentamente; si tratta di nuovi vaccini e poi scrive o meglio, il suo gruppo, lui è l’ultimo autore, cioè in realtà l’autore principale, il capo del gruppo, è sempre l’ultimo autore nelle riviste scientifiche, poiché è il gruppo a scrivere e quindi anche lui, non è sorprendente che contro le malattie respiratorie, malattie, cioè virus respiratori, un vaccino somministrato per via sistemica non possa funzionare. Dice lui. O meglio, lui e il suo gruppo, e quindi devono, per così dire, e con questo in realtà spiega perché il vaccino contro il Covid non ha funzionato e bisogna proprio pensare a nuove soluzioni, a nuove possibilità, nuove strategie.
Ma si è semplicemente deciso di farlo e si è anche deciso di non farlo, contro un vaccino che, ad esempio, non si limitasse semplicemente a iniettasse, cosa che sarebbe stata la più semplice, ma qualcosa che non si replica. Si sarebbe potuto prendere anche una parte completamente diversa del virus, il cosiddetto nucleocapside. Quindi è quella che, se si osserva la corona, in pratica l’anello, cioè l’involucro del virus. Questo è il cosiddetto nucleocapside. Quindi “capside” significa, in pratica, “capsula”, mentre il “nucleo” è il materiale genetico, che racchiude il materiale genetico, il nucleocapside. E queste proteine, di cui è composto il nucleocapside, quando si sviluppano anticorpi contro di esse, che hanno, ad esempio, le persone che hanno appena superato l’infezione, più anticorpi si hanno contro il nucleocapside, tanto più si è resistenti a una nuova infezione. Questo, in realtà, è il vaccino migliore. Ma non è stato fatto così: si è utilizzata la proteina spike tossica, o meglio, il materiale genetico, il che è ancora peggio, perché produce in modo permanente la proteina spike nelle cellule dell’organismo. Poi si è inserito il sito di scissione della furina e, in un attimo, raggiunge il cervello. A parte il fatto che comunque una certa percentuale arriva al raggiunge comunque il cervello attraverso la somministrazione sistemica, le LNP, ovvero le nanoparticelle lipidiche, il loro involucro, consentono proprio anche il trasferimento nel cervello, proprio per questo sono state sviluppate, per trasportare sostanze tossiche, ovvero i farmaci chemioterapici, nel cervello.
Quindi c’era un interesse a far arrivare quella roba al cervello, non si può quasi negare. E allora sorge spontanea la domanda: perché, se si vuole davvero agire sul cervello, sì, perché, allora risulta in realtà quasi logico, che, se si vuole trasformare la società, bisogna partire dai bambini. Sì, quindi prima si inizia, meglio è, sì, se si vuole una società docile e si vuole si voglia limitare la capacità di pensare, allora non lo si fa solo con gli adulti, ma si vuole influenzare l’intera società, anche la prossima generazione già da ora. E questo spiega anche perché si trattino persone, cioè i giovani, che non rappresentavano assolutamente alcun pericolo, per i quali il virus non rappresentava alcun pericolo, perché sono stati spinti a vaccinarsi. Per me ha senso solo questo, si potrebbe anche dire: ok, si tratta di soldi, ma per me in realtà non è così, è meno probabile che si trattasse solo di soldi, perché c’era una pressione ben maggiore, al punto da oltrepassare le linee guida etiche. Insomma, un vaccino che viene testato sugli esseri umani, che non è stato affatto testato negli studi clinici. Le donne incinte sono state escluse. E improvvisamente si dice che le donne incinte debbano essere vaccinate. Perché? Perché questa idea è stata diffusa, per così dire, in tutto il mondo?
Ci sono molti elementi che indicano che alla fine si voglia mettere a rischio il feto, in modo da interferire con lo sviluppo del centro della memoria autobiografica fase di sviluppo. In questo modo l’intero cervello, perché nel bambino la neurogenesi non avviene solo nell’ippocampo, ma in tutto il cervello, sì, è lì che avviene. Ciò significa che i danni saranno ancora molto più gravi. E poi c’è anche la regolarità della vaccinazione, che diventa un tema importante. Voglio dire, perché ogni anno? L’ultimo studio che ho visto, riguardava persone infette, era pubblicato, sottoposto a revisione tra pari, che ancora 15 mesi dopo l’infezione è possibile rilevare la proteina spike, cioè la subunità S1, nel cervello. 15 mesi dopo l’infezione, il che significa che dopo l’iniezione del materiale genetico non sarà affatto diverso. Quindi, anche se dovessi eliminare quella roba, dopo qualche anno, a causa del richiamo annuale si ha praticamente una presenza cronica di spike nel cervello e quindi un paralisi cronica della neurogenesi nell’ippocampo e quindi un blocco cronico delle capacità cognitive degli esseri umani, molto semplicemente.
Robert CibisSemplice ma sbalorditivo. Agiscono come un
Dr. Michael Nehlsinvestigatori che non lasciano tracce nella mente umana, dove, come già accennato, software e hardware sono la stessa cosa, e per fortuna si possono, per così dire, trarre conclusioni sul svolgimento dei fatti e anche sull’autore del reato e persino sulle intenzioni degli autori, perché qui si tratta di un lavoro ingegneristico in cui c’è una pianificazione e non di un atto impulsivo, emotivo scatto d’ira. Non si tratta di un omicidio passionale né di una ferita d’impeto. Sembra proprio il contrario meticolosamente pianificato, perché bisogna prima di tutto pensarci. È geniale e perfido allo stesso tempo. Lo scrivo così anche perché se fosse davvero così, sarebbe davvero geniale e perfido. Insomma, non posso dire che sia andata davvero così, ma i pezzi del puzzle, cioè tutti i fenomeni che vediamo, combaciano, perché si può ancora un passo oltre. Vorrei spiegare ancora una volta quale sia la come conseguenza secondaria. Si siamo meno capaci di ricorrere al pensiero di Sistema 2, come lo descrive Kahneman. Ciò significa che non riusciremo a guardare oltre il nostro orizzonte. Il secondo passo è che, in realtà, non è che non abbiamo comunque ricordi o che non viviamo eventi senza che vengano prodotti neuroni indice. Quindi il nostro cervello dispone di meccanismi di emergenza che, se non abbiamo neuroni indice freschi, quando la sera stanchissimi, possiamo comunque assimilare qualcosa se necessario, sì. Insomma, è non è proprio così: è vero che a quel punto non ne abbiamo più voglia, siamo in uno stato di esaurimento dell’ego, ma questo non significa che non siamo costretti a farlo comunque.
Il mio esempio pratico è sempre questo: sono stanco, mi sdraio davanti alla TV, guardo Netflix o qualsiasi altra cosa, mi sto semplicemente rilassando e all’improvviso sento un rumore giù in cantina e penso: Ok, un ladro, potrebbe essere, forse è solo il gatto che ha fatto qualcosa, comunque sia, ma vado a andare a controllare, ed è un’esperienza emozionante, cioè, me lo ricorderò il giorno dopo che che forse non si tratta solo di un gatto, ma proprio di qualcuno che ha fatto irruzione. Tutte queste cose suscitano emozioni, ma sono, e queste emozioni ora costringono l’ippocampo a ricordarlo comunque, e lo si può, è semplice logica: se non ci sono neuroni indice, freschi, perché la la produzione è proprio in fase di arresto, allora ne userà automaticamente alcuni che sono già utilizzati, e dato che i neuroni indice ovviamente possono memorizzare, per così dire, ricordi, in precedenza questo nuovo evento, che ora viene inevitabilmente appreso o ricordato, sovrascriverà quelli vecchi. Non ce ne accorgiamo, non è doloroso. Quindi, se ora dimentico quando vedrò un'immagine in un secondo momento e dirò: «Ah, lì c'era qualcosa, ma non me lo ricorderò più ricorderò esattamente, svanirà proprio per questo. È in realtà un processo normale, ed è va bene. Solo se ora abbiamo un’inibizione cronica della produzione dei neuroni indice, ma allo stesso tempo viviamo in un clima di panico e paura costanti, che si tratti dei decessi per Covid, di tutte le notizie che riceviamo, costantemente in un ora della sera, quando siamo già stanchi, nei telegiornali, nelle trasmissioni speciali, poi arriva la guerra, che è altrettanto inutile quanto le misure anti-Covid, e tutto quel panico sul clima. Sono tutte informazioni che ci piombano addosso e sempre con un forte contenuto emotivo. Ciò significa che siamo costantemente costretti ad assimilare questi contenuti e, inevitabilmente, con ogni contenuto che assimiliamo, cancelliamo una parte della nostra personalità, una parte della nostra individualità.
Questa cancellazione, come dicevo, avviene in modo continuo, e alla fine ci ritroviamo con persone che, in linea di principio, non fanno altro che ricordare questi eventi, e a un certo punto, naturalmente, gli eventi diventeranno, in assenza di resilienza psicologica, difficilmente sopportabili, e le persone diranno: «Abbiamo bisogno qualcuno che metta fine a tutto questo». Quindi, in principio, la strada è già stata spianata per dire: «Abbiamo bisogno di un governo forte, un governo forte, magari mondiale» per i problemi mondiali, e per questo la strada viene spianata proprio in questo momento. Insomma, l’OMS è attualmente autorizzata a prendere le redini in tutte le situazioni di crisi che sono rilevanti in questo momento sono rilevanti, cioè potenziali pandemie, e persino questioni climatiche, e questo, in linea di principio, potrebbe già essere la strada da seguire; è uno dei motivi principali alla base di questo fenomeno, che descriverei come qualcosa che semplicemente rende le persone docili e in realtà lascia loro ancora la speranza che arrivi qualcuno a dirci quale strada prendere, e che un’IA non si limiti solo a vicino, per assicurarsi che non sia dannoso per il clima, e se controlla il sorveglia, allora naturalmente potrà sorvegliare anche me, e così avremo già un sistema sociale sistema a punti. E questa non è nemmeno una teoria del complotto: l’ si trova l’idea completa in documenti che il governo federale conserva sui propri server e l’anno fatidico in tutti questi documenti è sempre il 2030. Ma tornando a questo cervello: come si fa a uscirne? Sì, è un’ottima osservazione. Ho riflettuto a lungo riflettuto a lungo se scrivere il libro solo come distopia, come saggio distopico. Così ho ho parlato di “modalità zombie”. Sì, appunto, quella è la modalità zombie. Era un altro premio Nobel, Francis Crick, con cui Christof Koch, ricercatore nel campo della coscienza, ha dopo aver ricevuto il Premio Nobel per la scoperta della struttura del DNA, cioè la struttura del genoma, ha detto che in quel campo non ci sarebbe stato un altro Premio Nobel per lui che desiderasse o in cui credesse, e voleva riceverlo proprio per la coscienza, e poi già allora, un anno dopo il Premio Nobel del 2003, ha pubblicato un articolo su *Nature* insieme a Christof Koch, e lì parlano proprio del fatto che è fantastico che abbiamo un Sistema 2, il che ci permette di guardare oltre i confini, ma non è male, dal punto di vista evolutivo, che abbiamo il Sistema 1, una cosiddetta “modalità zombie”, che agisce senza coscienza. Quindi anche questo è un criterio importante. Il Sistema 1 funziona, in principio, senza consapevolezza. Ciò significa che, se siamo intrappolati nella modalità zombie, allora agiamo sempre più e più agiamo inconsciamente, perché solo quando facciamo qualcosa consapevolmente, attiviamo il Sistema 2, e questo proprio perché in questa “modalità zombie” siamo intrappolati nel Sistema 1, poiché ci viene capacità del Sistema 2, bloccando la produzione dei neuroni indice.
Ma la questione va ben oltre, si tratta proprio della sovrascrittura dell’ individualità da parte dei contenuti narrativi che ci vengono forniti quotidianamente, e questa sovrascrittura dell’ individualità, che in definitiva costituisce la base anche per la creatività. Si tratta di qualcosa di molto più profondo della semplice “modalità zombie”. È infatti molto più incisivo: se perdiamo la nostra individualità, allora perdiamo in pratica la nostra capacità di reagire mentalmente alle cose e quindi a riprodurci. Questo è l’obiettivo, l’ imperativo: «Siate fecondi e moltiplicatevi». Quello che c’è scritto nella Bibbia avrebbe potuto scriverlo anche Darwin. È per così dire il modus operandi, per così dire, dell’evoluzione. È in base a questo che veniamo valutati: quanti discendenti abbiamo. È, per così dire, la moneta con cui l’evoluzione misura il proprio successo; e per avere successo e procreare, bisogna prima di tutto sopravvivere, e per sopravvivere dobbiamo difenderci, dobbiamo nutrirci, ma anche controllarci dai nemici, e tra questi ci sono proprio i microrganismi e i macroorganismi, e per i microrganismi abbiamo il nostro sistema immunitario classico, sistema immunitario fisico, mentre per i macroorganismi abbiamo qualcosa che io sistema immunitario mentale. E le armi del sistema immunitario mentale sono i ricordi che conserviamo nell’ippocampo.
Quindi, se per esempio un cane mi corre incontro, ho diverse possibilità di reagire. Se non ho mai visto un cane, probabilmente probabilmente reagirò in modo sbagliato. Se invece ho già visto un cane, avrò un ricordo, e forse anche una valutazione: è un cane piccolo cane, un cane grande, ha i denti grossi, ha un carattere piuttosto amichevole? Queste sono tutte cose che sono memorizzate in modo autobiografico nella mia mente e che definiscono, per così dire, la mia reazione, per così dire. Ciò significa che la mia reazione ai macroorganismi, in un caso del cane, nell’altro forse Bill Gates, sono cose di cui noi, l’esperienza. E lo stesso vale ora, quando blocchiamo la produzione di neuroni indice attraverso le misure che abbiamo sperimentato con il coronavirus e soprattutto attraverso le iniezioni di Spike, e la sovrascrittura causata da questa guerra permanente che conduciamo all’esterno contro tutto, contro il nostro cervello, e così perdiamo sempre più contenuti della memoria autobiografica contenuti. Ciò significa che il nostro sistema immunitario mentale crolla. E in fondo è proprio questo, come lei ha accennato all’inizio, quando si tratta della condurre una guerra, è proprio questo che si deve fare: distruggere il sistema immunitario mentale della società, per poterla controllare. Questa è la cosa più semplice che si possa fare ed è questo un aspetto. L’altro aspetto è che, con i ventenni e i trentenni, si pianifichi, come si può leggere anche nei documenti del governo federale, che si punta sempre si investe sempre di più nella sorveglianza tramite IA della società, e l’IA deve ovviamente non solo osservare il comportamento delle persone, ma deve anche prevedere. Sì, sul sito del Ministero federale dell’Interno c’è persino un articolo in cui si afferma che noi stessi, proprio perché l’IA sa meglio di come noi stessi, che alla fine sia l’IA a decidere per noi come plasmare il futuro. Ciò significa che stiamo entrando in una società post-voto, potremmo abolire la democrazia, perché l’IA sa bene cosa è meglio per noi. Perché non andare più alle urne, e perché mai dovremmo?
Beh, e l’IA può prevedere in modo ideale il nostro comportamento solo se disponiamo della minima creatività possibile, che è caotica e può provocare comportamenti imprevedibili. Per ridurre ciò, occorre ridurre l’individualità, e questa è una conseguenza, si possa o meno considerarlo un motivo principale è discutibile, ma è sicuramente un fenomeno collaterale molto preoccupante di questo processo. Wow. Come sto cercando di scrivere nel capitolo 7, l’ultimo capitolo, in tono di speranza, ci sono diverse cose. Da un lato, forse, ci sono tre aspetti che, a mio avviso, uno è ovviamente chiarissimo: se la lotta si svolge, per così dire, nel cervello, allora dobbiamo forgiare le nostre armi proprio lì. Insomma, dobbiamo affrontare la battaglia proprio lì. Le armi che abbiamo sono proprio quelle che il nemico, per così dire, vuole toglierci, ovvero la capacità di pensare in modo creativo pensare, guardare oltre i propri orizzonti, comprendere le connessioni, sviluppare una resilienza psichica, in modo che, nonostante tutte queste avversità, non crolliamo, psicologicamente, ma troviamo invece un modo per difenderci. Ciò significa che dobbiamo semplicemente semplicemente riattivare la neurogenesi nell’ippocampo. L’ho anche come formula contro l’indottrinamento: quali ambiti della vita dobbiamo esaminare e individuare dove si trovano eventuali deficit che potrebbero proprio bloccare la naturale dell’ippocampo e la produzione di questi neuroni indice. Esempio: carenza di vitamina D. La vitamina D non è solo un ormone immunitario, importante per il sistema immunitario è importante per questo, ed è ci sono fattori che indicano che probabilmente si verifica una tempesta di citochine, il che fa sì che le le misure anti-Covid possano essere applicate. Ecco perché ovunque si sostiene: non abbiamo più bisogno della vitamina D. È un argomento davvero interessante, sì. Non abbiamo bisogno di più della vitamina D, l’uomo ha compiuto un passo evolutivo. Se ne siete notato?
L’ho letto proprio di recente, pochi mesi fa, quindi quasi un anno fa, ad esempio il New England Journal of Medicine, la più autorevole rivista scientifica in ambito clinico che si possa immaginare, insomma chiunque vuole il Premio Nobel, pubblica lì, e lì è stato pubblicato uno studio che è assolutamente assolutamente scandaloso. Ho realizzato un video al riguardo, soprattutto sull’interpretazione di questo studio, e lì viene poi pubblicato come risultato un editoriale, cioè gli gli editori stessi, per così dire, non si sono lasciati sfuggire l’occasione di esprimere un giudizio sulla vitamina D, e in sostanza si afferma che le persone smettere di assumere vitamina D, anche se ne sono carenti, solo per allungare la vita o a mantenersi in salute. è scritto lì, e questo significa che non abbiamo più bisogno della vitamina D, né dell’ormone della vitamina D. Ma, di conseguenza, abbiamo bisogno della regolare "spiking", come lo chiamo io, questa somministrazione a picco, per poter sopravvivere. Quindi abbiamo compiuto un passo evolutivo: niente più vitamina D, ma lo “spiking” garantisce la nostra sopravvivenza. Quindi, Se, ad esempio, si considera l’Alzheimer come, per così dire, un correlato biologico di una neurogenesi persistentemente compromessa, a tal proposito ho scritto un articolo su questo argomento: «Unified Theory of Alzheimer's Disease», in un articolo scientifico. Lì l’ho descritto in dettaglio, ed è su questo che si basa anche la strategia di prevenzione per morbo di Alzheimer. E se ora lo considero come un correlato, e come abbiamo appena visto, la neurogenesi compromessa sta portando ora a un aumento dei casi di Alzheimer in tutto il mondo in modo drammatico, se si osserva la situazione, allora è vero che anche la vitamina D è fondamentale, per quanto riguarda la neurogenesi. E la logica è questa: se ho una carenza, ho una maggiore probabilità di sviluppare l’Alzheimer.
Ho riassumendo, hanno pubblicato, nel titolo: A 125 nanomoli la probabilità di morire di Covid è pari a zero. Quindi, in realtà sarebbe bastato solo aumentare i livelli di vitamina D e non ci sarebbero stati non ci sarebbero stati decessi per il coronavirus. Ok, lo ha detto anche il Centro tedesco per la ricerca sul cancro: 9 su 10 decessi da Covid sarebbero stati evitabili. È semplice, se si aumenta di 10 millimoli il livello, si riduce la probabilità di sviluppare l’Alzheimer del 7%. Ciò significa che solo questo aumento da 30 a 130 ridurrebbe l’Alzheimer del 70% a livello mondiale. La dose annuale costa 6 euro. Quindi, per ridurre l’Alzheimer del 70%, ci vorrebbero ci vorrebbero 6 euro all’anno e non avremmo morti per il coronavirus. Sarebbe così semplice, eppure solo l’Internet Journal sostiene che non abbiamo affatto bisogno di vitamina D. Insomma, non si può immaginare di peggio. Ma la carenza di vitamina D è in pratica un doppio attacco al nostro sistema immunitario contro i microrganismi e al nostro sistema immunitario contro i macroorganismi, e questo viene spiegato ora, ad esempio, nel libro come un nella mia formula c’è, ad esempio, il senso della vita. Ogni persona ha bisogno di un senso nella vita. Se non abbiamo uno scopo nella vita, secondo alcuni studi psicologici, allora il tasso di Alzheimer aumenta drasticamente. Perché? Perché non abbiamo un motivo per alzarci la mattina alzarci la mattina, non abbiamo nulla da fare, il nostro cervello non viene stimolato che siano interessanti, poiché non facciamo nulla di interessante, e l’ippocampo si atrofizza e l’Alzheimer incombe. Ciò significa che abbiamo bisogno di un senso della vita, e un senso della vita potrebbe essere quello di opporci a ciò che sta accadendo proprio ora. Quindi, io cerco di dare alle persone un senso della vita attraverso il compito di trovare altre persone che si possano convincere. Questo è un compito importante che abbiamo ora. E c’è il famoso esperimento sulla conformità di Solomon Asch, che dimostra che il 23 per cento delle persone sottoposte al test all’epoca, negli anni ’60, il 23 per cento, non la maggioranza, ma al proprio buon senso, e altrettanto elevata era anche la percentuale di coloro che non si sono fatti vaccinare.
E quando una certa percentuale non si fa vaccinare e poi si manifestano anche gli si manifestano effetti collaterali, ovviamente per tutti, allora improvvisamente ci sono quelli che dicono: Beh, avete ragione. E poi, se anche solo uno, per così dire, di quel 23 per cento, riuscisse a convincere un altro, avremmo già il 46 per cento. Insomma, se tutti prendessero sul serio questo compito della vita, avremmo relativamente rapidamente una maggioranza, che cambi qualcosa non solo a livello politico, ma anche per le strade, in modo che la gente esca davvero per strada e dica: «Ehi, non possono farci questo», non va bene. Insomma, dobbiamo formare delle maggioranze. E il terzo punto, l’ho già nel terzo punto, che a parte il proprio cervello e poi il cervello come influenze, la domanda è naturalmente: qual è la nostra visione dell’uomo? Da decenni o fin dall’inizio dei tempi, in realtà fin dal peccato originale, per dirla in modo così ampio nel libro, ci viene detto che l’ uomo è cattivo, dobbiamo difenderci da tutto, e l’uomo è così cattivo che solo un sistema di punti sociali, sorvegliato dall’IA, per così dire, possa salvarci dall’ autodistruzione. E questa visione dell’uomo, deve essere messa in discussione. C’è un famoso storico che ha appena scritto un libro intitolato «Fondamentalmente buoni», che ho letto con grande piacere, e che noi dobbiamo allenarci insieme a credere che le persone siano buone, che nessuno ci voglia fare del male a priori e che dobbiamo lavorare insieme. Questa è la base per una cooperazione tra le persone, che ci viene negata dall’immagine dell’uomo che ci viene viene erroneamente inculcata, secondo cui l’uomo sarebbe cattivo e incapace di agire socialmente. Quindi, dobbiamo anche cambiare rotta, e questo è possibile solo se l’ ippocampo torna a funzionare.
Robert CibisSì, e allora ci troviamo di fronte al problema che le persone prive di empatia tendono ad essere
Dr. Michael Nehlspersone che esercitano potere sugli altri rispetto a quelle che hanno empatia. Sì, è ancora un po’ più complicato. Nel libro parlo di sociopatia acquisita; ci sono studi che dimostrano che le persone che hanno potere, e più potere hanno, tanto più i neuroni specchio vengono disattivati. Quindi, già di per sé è interessante. Anche su questo scrivo un intero capitolo. C’è uno scienziato, di nome Bloom, lo scienziato, che ha scritto “The Case Against Empathy”, un libro. L’empatia è, in definitiva, il Sistema 1. L’empatia attinge, per così dire, ai nostri riflessi innati e acquisiti, agendo rapidamente per agire. Vediamo qualcuno che soffre e reagiamo di conseguenza. È una cosa positiva, ma se ci limitiamo a rimanere nel Sistema 1 e praticando l’empatia, per così dire, secondo il Sistema 1, siamo stati indotti con l’empatia a farci vaccinare. Sì, prova empatia per l’anziano che ora giace in terapia intensiva, ansimando, giace in terapia intensiva, ansimando, sì, perché tu non ti fai vaccinare. È con quell’ immagine, per così dire, si è creata empatia e si è influenzato un comportamento. E ciò che scrivo nel libro è, per così dire, che esiste un’alternativa all’empatia che non non dovremmo perdere di vista, ed è ciò che io chiamo: compassione razionale o «Compassion».
Un esempio: quando la mia dottoressa di famiglia mi ha detto: «Devi farti vaccinare, sì, quindi fatti vaccinare, e io, in quanto medico, in quanto modello di riferimento, e in generale, quelle persone che rantolavano persone lì, e proprio questa immagine me l’ha fatta venire in mente solo per un attimo, se qui stiamo davvero parliamo di aiuti esterni, quindi c'erano già studi attendibili al riguardo, persino uno del CDC, che poi ha nuovamente raccomandato alla persona vaccinata di indossare nuovamente la mascherina; questo era già noto all’epoca noto. Ma ciò che era meno noto era che tutte le misure di lockdown dovevano essere finanziate, e una conseguenza di tale finanziamento è stata che sospeso il programma di aiuto contro la fame nel mondo e l’UNICEF ha dichiarato: a causa di ciò, ora milioni di bambini moriranno di fame. Quando l’ho detto al medico di famiglia, mi ha risposto semplicemente: Sì, va bene, ma in quei paesi muoiono comunque bambini ogni giorno. Insomma, nessuna empatia per queste cifre, e queste cifre ovviamente non sono un'immagine che ci viene in mente almeno nella mente, e per questo si può affrontare la questione solo con un ragionamento razionale: un attimo, anche lì muoiono delle persone. Se qui ne salvo uno con queste strane misure, lì ne muoiono dieci. Qui un ottantacinquenne sopravvive forse un anno in più, se funzionasse davvero, ma là muoiono dei bambini, e questo però non è stato messo in relazione. Ciò significa che noi come una società guidata dalle emozioni passi da un dramma al un altro e lo fa, apparentemente come mossa da una mano invisibile, compiendo azioni che, purtroppo fin troppo spesso, va contro gli interessi di queste stesse persone.
Robert CibisMolte cose si può spiegare più facilmente in questo modo, ma c’è ancora molto da descrivere, c’è ancora molto da comunicare, affinché noi noi cittadini impariamo a proteggerci meglio e a farci valere meglio e a plasmare la società che desideriamo. Diventi membro di Ovalplus, così avrete accesso a tutte le pubblicazioni di OVALmedia. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per andare avanti, perché vogliamo lavorare per voi e non per terzi. Vogliamo rimanere indipendenti, cosa che ora è più importante che mai, perché la temuta agenda, di cui ha parlato Michael Nehls, quella sta avanzando. Ma possiamo agire, possiamo agire. Per favore, restiamo uniti. avanza grida contro l’HIV o grida grida grida
Robert CibisDas Gespräch mit Michael Nehls, was ich führen durfte, hat mir wahrscheinlich die wichtigsten Erkenntnisse meines Lebens gebracht. Ich habe durch diese Analyse die gedankliche Brücke schlagen können zwischen zum Beispiel der Beschreibung der Massenformation von Matthias Desmet auf der einen Seite und den pathologischen Untersuchungen von Professor Arne Burkhardt auf der anderen Seite, der Spike-Proteine zum Beispiel im Hirngewebe von Menschen nachweisen konnte. Und wir sehen hier, dass Psychologisches, Biologisches, Gesellschaftliches, Wirtschaftliches und Militärisches zusammenkommt. Und die Initiative und das Design dieses sogenannten Medikamentes militärisch sein muss und gerichtet sein muss gegen die Bevölkerung. Das sind Hypothesen, die schon sehr gut argumentiert waren durch die vertraglichen juristischen Zusammenhänge, zum Beispiel von Sasha Latypova, die belegt hatte, dass tatsächlich die Hersteller gar nicht diese großen Pharmaunternehmen waren, die sie die Produkte dann vertrieben haben und dass auch die normalen Behörden gar nicht die Aufsicht hatten über diese Stoffe, die in den Spritzen waren.
Aber selbst wenn man das schon weiß, selbst wenn man aufgrund dieser Informationen schon Hypothesen entwickelt und Machtzusammenhänge vermutet, ist es doch was anderes, wenn man sieht, dass diese Spritzen nicht nur gesundheitlichen Schaden zufügen, sondern den Charakter, die Psyche, das Denken, die Autobiografie von Menschen, ich wollte erst sagen umkrempelt, aber noch treffender ist vielleicht zerstört. Also bitte schauen Sie sich dieses Gespräch an, hören Sie vor allen Dingen zu bis zu Ende und am Ende haben wir auch Positives, was man machen kann und lesen Sie das Buch und ich glaube nichts ist wichtiger, als dass diese Nachricht jetzt verbreitet wird und natürlich ist mir nichts lieber, als dass irgendjemand, der diese Sendung sieht oder hört es schafft, die geäußerten Thesen zu widerlegen.
Ich bitte also um Post und Briefe, falls das möglich ist. Und wenn zusätzliche Belege da sind, ist das natürlich auch immer gut. Ich wünsche einen guten Tag, trotz der erschütternden Nachrichten von Michael Nehls. 2008 wurde von Wikileaks ein Dokument mit dem Titel The Handbook of Unconventional Warfare geleakt. Und da wird im Grunde die hybride Kriegsführung beschrieben, wie sozusagen das Militär alle Bereiche der Gesellschaft mit einbeziehen soll, muss, um andere Regionen im Griff im Zaum zu halten oder zu unterwerfen oder zu zerstören. Das ist laut Julian Assange sein wichtigster Leak und es ist erstaunlich wenig besprochen. Und Sie bringen jetzt hier ein Analyse-Element hin, was in meinen Augen absolut revolutionär ist, mit dem Buch Das indoktrinierte Gehirn und diese revolutionäre Analyse gibt nochmal einen neuen Blick auf das, was wir eigentlich schon wissen, dass unser Bewusstsein, unser Gehirn, wie es arbeitet, auch Schlachtfeld ist. Und dieses Schlachtfeld, das hat Matthias Desmet schon quasi unter psychologischen und psychiatrischen Aspekten beschrieben, in seinem Buch über die Massenformation, aber jetzt kommen wir eine Stufe weiter.
Ihr Buch fängt da an, wo das von Desmet aufhört, nämlich die psychologischen Manipulationen haben natürlich auch biologische Auswirkungen. Wieso können Sie das alles verstehen? Also was macht Sie so kompetent?
Dr. Michael NehlsJa, ich habe mich erst vor ein paar Tagen mit meiner Frau morgens beim Kaffee unterhalten darüber, wie es sein kann, warum ich das Buch geschrieben habe. Wir haben es ja gerade in die Hand bekommen aus der Druckerei. Wie kann es eigentlich sein, dass ich das Buch geschrieben habe und nicht einer von den anderen 8 Milliarden Mitbewohnern auf unserem Planeten? Die Fakten liegen ja auf der Hand. Die sind ja alle da. Es ist ja nur die Frage, wie man die Punkte zu einem Bild vereinigt, also die vielen Pixel, die da sind, zu einem Bild vereinigt und dann sagt, okay, so sieht es aus. Und wenn dann sozusagen die Puzzlesteine alle perfekt passen und das Bild perfekt ist, dann ist es sehr unwahrscheinlich, dass es ein anderes Bild noch zu konstruieren wäre mit den gleichen Puzzlesteinchen. Also dann kann es sein, dass wir uns sehr, sehr nah an der Wahrheit bewegen. Und ich habe mich halt eben auch gefragt und dann habe ich gesagt, ja, also es ist schon mal so, ich habe, um das alles zu verstehen, muss man natürlich ein bisschen Medizin verstehen. Habe ich studiert. Dann muss man ein bisschen Molekularbiologie verstehen, weil es geht ja schließlich auch um ein genetisches Engineering von Viren und von Wirkstoffen, also in dem Fall dieses genetische Material, was den Leuten regelmäßig gespritzt werden soll, was auch genetisch verändert wurde. Und da muss man also etwas über PCR verstehen vielleicht. Wurde ja groß gepriesen, dieser PCR-Test, der da eingeführt worden ist 2020, als etwas ganz Besonderes wäre. Nur als Beispiel, ich habe in meinem Leben mit Sicherheit 4.000 bis 5.000 PCR-Tests selbst entwickelt. Also einfach für meine Forschung musste das sein.
Die wurden natürlich nicht verkauft, sondern die wurden einfach benutzt, aber die wurden stets entwickelt, um bestimmte Target-Gene zu identifizieren oder zu klonieren. Also das ist nichts Besonderes. Aber es wurde halt das, für einen Laien sieht es so aus. Dann muss man etwas Neurobiologie verstehen und vor allem einen besonderen Prozess, der um das autobiografische Gedächtniszentrale sozusagen involviert. Und das ist eben ein ganz spezieller Mechanismus, über den wir nachher noch sprechen werden. Und dieser Mechanismus, über den habe ich jetzt schon vier Spiegel-Bestseller geschrieben. Und vor allem habe ich im letzten drei, vier Jahre eine Entdeckung gemacht, die jetzt sogar dazu geführt hat, nach einem Vortrag in München an der Universität, dass dort die Professorin, die mich eingeladen hat, die ist auch gleichzeitig Editorin bei Frontiers in Psychology, eines der wichtigsten Psychologie-Journale der Welt, habe ich eingeladen, jetzt genau zu dieser Entdeckung sogar einen wissenschaftlichen Artikel zu schreiben. Ich muss dazu sagen, ich bin eigentlich Privatperson in der Zwischenzeit, aber diese Entdeckung, die macht man eben, da braucht man kein Labor dazu, da muss man einfach nur über Sachen nachdenken und dann kann man die Pixel verbinden und hat plötzlich eine neue kreative Idee. Das heißt, in meinem Wissenschaftsleben habe ich eben ganz viele verschiedene Dinge gemacht, Gene aufgeklärt mit Nobelpreisträgern, also sehr viel Grundlagenforschung im Genetikbereich.
Und all diese Dinge kommen jetzt praktisch bei Corona zusammen. Also der Angriff, wie wir da noch besprechen werden, auf das autobiografische Gedächtnis, die Methodologie, die genetische, aber auch psychologische Maßnahmen beinhaltet und die Erkenntnis eben, dass man hier nicht nur die Software angreift, sozusagen im Gehirn, sondern auch die Hardware. Vielleicht dazu noch ein Gedanke, ich bin vor kurzem mal gefragt worden, ja, Desmet beschreibt im Prinzip jetzt die Software, also sozusagen die Auswirkungen oder die, ja, und ich beschreibe es irgendwie wie die Hardware-Angriff, aber wenn man diese Analogie zu Computern wirklich so weit treibt, dann ist es schon falsch, weil in so einem Gehirn gibt es keine Unterscheidung zwischen Hardware und Software. Wenn ich mal zum Beispiel sage, naja, ich habe jetzt eine gewisse, geringere psychologische Resilienz und das könnte jetzt ein Softwareproblem sein, dann kann man ganz klar sagen, da gibt es auch eine Hardware, die zerstört wird und die dafür verantwortlich ist. Und umgekehrt, wenn ich die geringere Resilienz habe, dann wird dieser Hardware-Zerstörungsprozess sogar noch viel schneller vorangetrieben. Was man dann zum Beispiel als posttraumatisches Stresssyndrom sieht und dann sieht man auch, dass tatsächlich in diesem Fall die Gedächtniszentrale sogar schrumpft und zwar ganz beschleunigt.
Robert CibisViele kennen ja diese Idee, dass Gedächtnis im Grunde Verbindung zwischen Gehirnzellen ist und jede, weil die so verbunden sind, hat man dann dieses Bild im Gedächtnis zum Beispiel.
Dr. Michael NehlsDas ist richtig. Ja, im Prinzip sind es die Funktionalitäten der Synapsen, also gar keine richtige Verbindung, die verbinden sich nicht wirklich. Also da ist noch eine Lücke dazwischen. Diese Lücke nennt man dann den synaptischen Spalt. Aber physisch ist es eine Verbindung, weil dort drüber Signale vermittelt werden. Und die Stärke dieser Signale erzeugt dann auf eine unbekannte Weise und bei uns dann so lange Bilder im Kopf und Erinnerungsinhalte und Gedanken und auch neue Gedanken. Ja, genau das ist es.
Robert CibisWas macht jetzt diese Spritze? Was macht es jetzt, wenn man gespiked ist?
Dr. Michael NehlsJa, Sie haben ja vorhin erwähnt, dass der Warfare sozusagen von Militär ausgeht, also von Verteidigungsministerien letztendlich nennt man die ja. Nicht Angriffsministerien, sondern Verteidigungsministerien.
Robert CibisIch habe gehört, dass diese Namen auch relativ neu sind in der Menschheitsgeschichte. Früher hießen die Kriegsministerien.
Dr. Michael NehlsJa, ja, genau. Aber heute ist ja alles etwas verharmlost. Also Begriffe prägen natürlich auch unser Verständnis. Und es klingt alles viel harmloser. Und das ist ja auch gut so, dass wir sozusagen gar keine Gefahr drohen sehen, wenn sie eigentlich da ist. Wenn Sie jetzt auf das Virus zurückgehen oder die Impfung, also vor der Impfung war ja erst mal das Virus. Und das Virus selbst hatte ja auch schon eine gewisse Gefährlichkeit. Und die ist eigentlich kaum zu unterscheiden von der Impfung. Außer, dass man das Problem hat, dass die Wahrscheinlichkeit, das Virus einzufangen, gering ist. Dass es meist nur den respiratorischen Trakt hier sozusagen infiziert. Während halt das, was man geimpft bekommt, halt der gefährlichste Teil des Virus ist. Das regelmäßig und mit einer viel höheren Wahrscheinlichkeit. Also in Deutschland sind ja momentan erst 10 bis 20 Prozent der Menschen haben jemals ein Virus, das Virus gesehen. Aber 80 Prozent haben die Impfung schon mehrfach gesehen. Also das macht es eigentlich so gefährlich. Plus der Umstand, dass es eben alle Körperzellen erreicht, weil es eben systemisch verabreicht wird und nicht wie beim Virus eben nur den respiratorischen Trakt. Trotzdem. Trotzdem haben beide, sind so genetisch engineiert, also erst das Virus und dann daraufhin auch der Impfstoff.
Die sind ja genetisch engineiert worden. Da sind sich inzwischen alle klar drüber. Und da gibt es auch ganz klare Signaturen, warum das nicht eine Zufallsmutation oder ein Zufallsvirus ist, der im Tierreich irgendwo entstanden sein konnte. Und vor allem eine Stelle im Virus und vor allem im sogenannten Spike-Protein des Virus, also wir reden hier von Coronaviren, die haben eine Krone und die Krone hat Zacken und die Zacken heißen im Englischen Spike. Und deswegen nennt man das Spike-Protein, was die Zacke ausmacht. Und genetisch ist es das Spike-Gen. Das Protein zu produzieren, also dass der Virus das Protein produzieren kann, injiziert er ja bei uns in die Zellen sein genetisches Material. Und da ist eben das Gen für das Spike-Protein. Und dieses Gen für das Spike-Protein ist eben genetisch modifiziert worden. Und zwar also wirklich aktiv. Das ist nicht zufällig passiert. In meinen genetischen Veränderungen gibt es auch zufällig. Mutation nennt man die, die zufällig passieren. Aber diese Mutation ist so unwahrscheinlich, dass sie als ausgeschlossen werden kann mit allem gesunden Menschenverstand, dass es irgendwo in der Natur zufällig entstanden sei, zumal es nichts Ähnliches gibt. Und man hat wirklich gesucht. Über 100.000 Spezies wurden untersucht. Also Spezimens, Aspecimens. Also man hat Proben genommen beim Tierreich, bei Wuhan herum, bei über 100.000 Tieren.
Man hat nirgends ein Coronavirus gefunden, der nur annähernd so aussieht wie das hier. Also es hat sich damals noch nicht verbreitet gehabt und konnte nicht gefunden werden. Inzwischen gibt es es natürlich auch im Tierreich. Aber diese Mutation, die da eben so signifikant für das Engineering spricht, ist so eine sogenannte Furin-Spaltstelle. Und ich mache gleich den Bogen hier zum Verteidigungsministerium der USA, weil da gibt es eine direkte Verbindung. Und um das alles zu verstehen, muss ich jetzt gleich ein ganzes Stück weiter ausholen. Die Coronaviren docken sozusagen an Körperzellen mit diesem Spike-Protein an. Das ist an der Oberfläche sozusagen das Äußerste. Mit Zacken. Und dann dockt es an bei uns in Körperzellen. Und dann wird das genetische Material in die Zellen injiziert, damit das Virus sich wieder vervielfältigen kann. Und damit der Virus sozusagen effizient wird, wird beim Eindringen dieses Spike-Protein gespalten. Und diese Spaltung ist ein langsamer Prozess. Um das Virus sozusagen als Biowaffe effizienter zu machen in seiner Infektiosität, hat ein Think Tank, also eine Denkzentrale der sogenannten DARPA, also Defense Agency for Research und so weiter. Die machen sozusagen die Forschung an Biowaffen, an Atomwaffen, was auch immer.
Also alles, was Waffen sind, erforschen die. Und da hat ein Think Tank von denen vorgeschlagen, um das Coronaviren als Biowaffe besser zu machen, sollte man schon mal eine dieser zwei Spaltungen, die notwendig sind, damit das Virus in die Zelle eindringen kann, eine schon mal vorwegnehmen. Idealerweise, wir bauen eine Furin-Spaltstelle in das Spike-Protein ein. Das war der Vorschlag. Eine solche Furin, Furin muss man sagen, ist ein Enzym, das unsere Körperzellen haben. Das heißt, es macht Schnipp und das Spike-Protein wird in zwei Teile geteilt. Und damit wird das Virus infektiöser und als Biowaffe besser zu verwenden. Offiziell, das war 2018, offiziell hat die DARPA gesagt, das machen wir nicht. Realität ist allerdings, dass eine Furin-Spaltstelle dann im Coronavirus auftauchte. Und zwar genau mitten im Spike-Protein. Und diese Spike-Protein-Sequenz, also die eben Gen von Spike-Protein für diese Furin-Spaltstelle, also für diese Schnittstelle, kodiert, die wurde 2016 schon patentiert von Moderna. Und die besteht aus 19 Buchstaben. Und die Wahrscheinlichkeit, dass jetzt 19 Buchstaben in der perfekten Reihenfolge und Sequenz irgendwo zufällig auftreten, ist so, wie wenn man, keine Ahnung, ich habe es nicht ausgerechnet, aber ich habe zehn Lotto-Jackpots hintereinander mit sechs richtigen, ist wahrscheinlicher. Also es ist sozusagen ausgeschlossen.
Robert CibisIch hatte das witzigerweise neulich gelesen, eins zu einer Billion circa.
Dr. Michael NehlsJa, es ist unfassbar gering. Und deswegen muss man davon ausgehen, diese Moderna-Sequenz wurde dort eingebaut in Wuhan und mit der Idee der Biowaffe. Okay. Jetzt ist es so, jetzt habe ich mir die Frage gestellt, na, geht es nur um Infektiosität? Kann sein. Aber was auch bekannt war seit SARS-CoV-1, dass das Spike-Protein neurotoxisch ist. Und zwar, und da kommt eben mein Wissen um das autobiografische Gedächtnis her, da ist ein bestimmter Mechanismus notwendig, dass wir effizient denken können. Deswegen hole ich jetzt mal ganz kurz in dieser Ecke aus und dann bringen wir die beiden Gedankenstränge zusammen, würde ich bei meinem Vorschlag. Also das autobiografische Gedächtnis hat eine gewisse Eigenschaft. Es erlaubt uns, alles sofort zu merken, was wir einmal gehört haben. Also wenn wir jetzt hier ein Gespräch führen und jemand hört zu oder wir beide versuchen natürlich uns auch zu merken, was wir gesagt haben, dann ist es nur möglich, weil wir über diese autobiografische Gedächtniszentrale, die die Fähigkeit hat, einen Gedanken nach einmaligem Hören oder einen Gedanken, den wir nur einmal hatten, ihn sofort zu merken und zwar dauerhaft. Das ist eine einzigartige Funktionalität, wenn man sich vorstellt, wenn ich Fahrrad fahre, fahre ich erst mal zehnmal runter, bis ich es kann.
Wenn ich ein Klavierstück lernen möchte, muss ich es zigmal wiederholen, bis es einigermaßen sitzt. Wenn ich ein Vokabel lernen will, ein Fremdwort, ich weiß nicht, wie viel Wiederholung ich brauche, bis es endlich kann. Aber ein Gedanke, den wir haben, vor allem wenn er uns begeistert, das ist wichtig, den merken wir uns für immer. Ich weiß sogar genau, wann und wo ich diesen Gedanken hatte. Und dieses Wann und Wo ist auch entscheidend, weil über das Wann und Wo liegt der Hippocampus, das ist unsere autobiografische Gedächtniszentrale und daumengroß hier in den Schläfenlappen gelegen, das Wann und Wo legt der Hippocampus fest, was wir sozusagen gedacht haben, wie es sich angefühlt hat und speichert auch diesen Inhalt irgendwo. Deswegen nenne ich diese Wann- und Wo-Nervenzellen. Für die Wo-Nervenzellen gab es zumindest einen Nobelpreis, als die entdeckt worden sind. Die Wann-Neurone gibt es auch, die Zeit-Neurone, dafür hat man noch keinen Nobelpreis vergeben, das ist aber auch wert. Und in Kombination definieren die, was wir wann wo gedacht haben und wo wir es im Gehirn wiederfinden. Das heißt, wir brauchen auch zur Erinnerung diese Wann- und Wo-Neurone, deswegen nenne ich die auch Index-Neurone. Das ist der Begriff. Und mit dem arbeiten wir jetzt einfach mal, die Index-Neurone. Und der Hippocampus hat diese Index-Neurone und jetzt, wenn wir uns tagsüber etwas lernen, Gedanken haben oder Gespräche führen, dann sind wir irgendwann mal müde, spürt jeder. Diese Müdigkeit, die sich entwickelt, nennt man Ego-Depletion. Das ist ein wissenschaftlicher Begriff.
Und wenn wir müde sind, dann schalten wir unser Denken nicht mehr gerne ein. Dann wollen wir unsere Ruhe haben. Und wichtige Gedanken lieber auf den nächsten Tag wieder verlegen, besser. Und diese Ego-Depletion, dieses Nicht-Einschalten des Denkens, also dieses Nicht-Einschalten des Denkens, dafür hat Daniel Kahneman sogar einen Nobelpreis bekommen. Er hat einen Nobelpreis bekommen, indem er herausgefunden hat, dass es zwei Denksysteme gibt. Ein schnelles Denken, was sozusagen unsere Routine-Handlungen umfasst und ein wirkliches Nachdenken. Und er hat herausgefunden, unter bestimmten Bedingungen wollen wir nicht mehr nachdenken. Er hat also begriffen, dass bei dieser Ego-Depletion irgendeine mentale Energie verloren geht. Aber der Nobelpreis 2002 vergeben, damals, man wusste nicht, was diese mentale Energie ist. Und das wusste man auch bis vor kurzem nicht. Und ich habe ein Buch geschrieben, das heißt, Das erschöpfte Gehirn, dort habe ich diese Energie identifiziert. Insgeheim hoffe ich, vielleicht gibt es einen Nobelpreis auch für die Entdeckung der Energie. Wäre eine coole Sache, vor allem, weil es unglaubliche Implikationen hat. Die Energie, ich mache es jetzt kurz, die sozusagen notwendig ist, dass wir immer wieder neue Gedanken fassen können, liegt in der Produktion neuer Indexneuronen.
Das kann man sich ganz einfach vorstellen. Wenn die Indexneuronen durch viel Nachdenken verbraucht sind, es gibt keine freien Synapsen, dann wollen wir unser Gehirn nicht mehr belasten. Weil wenn wir neue Gedanken haben, obwohl alle schon besetzt sind, dann funktioniert es ja nur, indem wir alte Indexneuronen überschreiben. Ich glaube, das ist verständlich. Also es ist wie so ein Umblättern im Tagebuch. Ich habe ein Tagebuch und kritzele die Seite voll. Und wenn ich jetzt nicht umblättere und weiterschreibe, dann ist nachher alles unleserlich. Und das Umblättern besteht darin, dass wir neue Indexneuronen produzieren. Das ist eine zweite besondere Eigenschaft des Hippocampus, der hier oben liegt, also unserer Gedächtniszentrale. Er kann lebenslang, täglich, beziehungsweise jede Nacht, das ist nur nachts, wenn dann wir schlafen, tausende neue Indexneuronen produzieren. Und ohne diese Indexneuronen sind wir chronisch ego-depletiert. Wir sind nicht fähig, oder wir wollen nicht neue Gedanken aufnehmen. Das ist das Problem. Das heißt, wenn ich jetzt sozusagen jemanden beeinflussen will, dass er zum Beispiel nicht mehr nachdenkt, dass er sozusagen alles hinnimmt, dass er nicht über den Tellerrand schauen will, dann muss ich eigentlich nur dafür sorgen, dass er keine neuen Indexneuronen produziert. Dann ist er chronisch erschöpft und nimmt alles hin.
Und das heißt, die Indexneuronen als Angriffsziel ist ein sehr spannendes Thema. Dazu kommt noch, Indexneuronen, die produziert werden neu, haben noch ganz viele weitere Eigenschaften. Zum Beispiel sind sie verantwortlich für unsere psychologische Resilienz. Je weniger Indexneuronen wir produzieren, umso weniger sind wir psychisch resilient. Im Umkehrschluss bedeutet das, Menschen, die wenig Indexneuronen produzieren, neigen zur Depression. Im Extremfall wird es chronisch. Und wenn es chronisch wird, ist die Produktion, also die Nichtproduktion von Indexneuronen, die Hauptursache für Alzheimer. Deswegen habe ich gesagt, als ich die ganzen Corona-Maßnahmen 2020 mir angeschaut habe, alles, was da passiert, ist im Prinzip schon ein Angriff auf die Produktion der Indexneuronen. Weil die Indexneuronenproduktion hängt davon ab, dass wir artgerecht leben. Wenn wir nicht artgerecht leben, dann steht die still. Und ich konnte schon zeigen, in früheren Büchern, dass wir unsere Gedächtniszentrale ewig jung halten können, auch über diesen Mechanismus, der adulten hippocampalen Neurogenese. Also die Bildung neuer Hirnzellen im Hippocampus, auch beim Erwachsenen, einzigartig. Und diese adulte hippocampale Neurogenese produziert eben diese Indexneuronen.
Und diese Indexneuronen, diese ständige Produktion, ist das Korrelat für unsere natürliche Neugier, weil die wollen ja neue Erinnerungen sammeln. Wenn wir es nicht tun, sterben die wieder ab, weil dann werden die Synapsen ja nicht gebraucht. Und Synapsen, die nicht gebraucht werden, sind ein Todessignal für Zellen, nennt man Apoptose. Das heißt, nur wenn ich meine Indexneuronen wirklich nutze, die neuen, das heißt neugierig bin und wirklich Neues lernen will, dann bleiben die erhalten. Und deswegen habe ich dann geschaut, okay, was sind die Mechanismen, die Indexneuronen wachsen lassen, die die Produktion anregen, und was sind die Mechanismen, die sie blockieren. Denn in unserer Gesellschaft findet, obwohl wir das Potenzial haben, den Hippocampus jedes Jahr ein, zwei, drei Prozent wachsen zu lassen, so ist das Potenzial des Wachstums, schrumpft der Hippocampus. In unserer Gesellschaft schrumpft der Hippocampus im Jahr im Schnitt von 1 bis 1,5 Prozent beim Erwachsenen. Das heißt, wir leben jetzt schon so artfremd, dass unser Hippocampus, unsere Gedächtniszentrale schrumpft, und deswegen ist Depression, die führende Krankheit Nummer 1, war schon 2019, und die dritte häufigste, also an der Liste der sozusagen Krankheiten, die Tod verursachen, an Stelle 3 liegt Alzheimer. Und ich habe schon, als sich 2020 die ganzen Maßnahmen eingeführt worden sind, mit dem Wissen, was notwendig ist, um die Indexneuronen zu produzieren, habe ich gesagt, wir legen das praktisch jetzt lahm.
Und ich habe prognostiziert, dass die Depressionsraten hochgehen müssen, und dass die Alzheimer-Raten hochgehen müssen. Und das ist ja nur die Spitze des Eisbergs einer Gesellschaft, deren autobiografisches Gedächtnis nicht mehr funktioniert, und zu allem Ja und Amen sagt. Und tatsächlich, innerhalb des ersten Jahres von Corona, durch die Maßnahmen, die damals schon waren, hat sich weltweit von Höchststand, den die WHO als Höchststand weltweit deklariert hatte 2019, die Depressionsraten verdreifacht. Alzheimer hat sich allein von 2021 und 2018 ausgesehen, die Fälle in Deutschland haben sich um 30 Prozent erhöht. Und durch die Beschleunigung des Alzheimer-Prozesses sind sogar jetzt viel mehr Junge, um die 100.000 Menschen unter 65, kriegen wir momentan Alzheimer. Und das wird sich noch weiter beschleunigen. Dann habe ich gesagt, ja super, das ist ein direkter Angriff auf das autobiografische Gedächtnis, alles was da passiert. Aber der größte Hammer war eigentlich dann das Spike-Protein. Also der Einbau dieser Furin-Spaltstelle ist der ultimative und dauerhafteste Eingriff in das autobiografische Gedächtnis, in die Produktion dieser für uns lebenswichtigen Index-Neurone. Und das zeige ich jetzt in diesem Buch eben auf, dass das noch dazu kommt. Und dieser Aufruf, der gerade vor drei, vier Tagen wieder war in der Ärztezeitung, ich kriege die ja regelmäßig, wir sollen jetzt wieder an die Impfung denken, im Herbst, Corona, am besten noch gleichzeitig mit Influenza, Doppelimpfung, auch mRNA, ganz neu auf dem Markt, regelmäßige Impfung und am besten Jugendliche auch impfen off Label.
Und ich habe mich auch schon gefragt, wieso impft man Menschen, die so jung sind, ja Kinder, ja Babys, ja Schwangere, die gar nicht Risikogruppen sind. Was ist der Sinn? Geht es wirklich nur um Geld verdienen an der Impfung? Oder aus meiner Sicht eben ist es nicht dieser Angriff auf das autobiografische Gedächtnis, der dazu führt, Menschen gefügig zu machen. und zwar schon von klein an. Und was ein bisschen an Brave New World erinnert, ja, die Zerstörung des Gehirns schon von Geburt an, ja, dass man sozusagen Alpha, Beta, Gamma, Delta Menschen produziert. Und das ist ein bisschen weit, vielleicht weit hergeholt, aber es liegt irgendwie auf der Hand, ne. Und jetzt ganz zurück vielleicht zu dieser Furin-Spaltstelle. Warum ist die für unseren Hippocampus und vor allem für die Bildung neuer Hirnzellen so dramatisch und problematisch? Und warum ist das ein Angriff? Das ist eigentlich der Kern. Was mich eben ganz früh dann gewundert hat, ist das Einbau dieser Furin-Spaltstelle unter dem Aspekt, was hat es bewirkt, es noch außer dem Umstand, dass das Virus dadurch etwas infektiöser wird. und weil mir eben bekannt war aufgrund meiner Forschung, was alles sozusagen bewirkt, dass die Neurogenese im Hippocampus, also die Produktion der Indexneuronen, die für unser Selbstwertgefühl, unser Selbstbewusstsein, unsere Denkfähigkeit, all diese Faktoren, die so wichtige Fakultäten sind, mit denen wir durchs Leben schreiten, denn was behindert das? Und mir ist relativ schnell klar geworden durch Studien, dass vor allem ein großer Hemmer neben Stress, hohe Cortisol-Spiegel, blockieren die Neurogenese, gleichzeitig ist es neurotoxisch, deswegen Leute, die chronischen Stress haben, posttraumatisches Stresssyndrom, neigen dazu, einen geschrumpften Hippocampus zu haben, Dauerstress führt letztendlich dann zur Depression und langfristig zu Alzheimer, hat alles Sinn gemacht. Aber was auch extrem effizient ist, um den Hippocampus in der Produktion dieser Nervenzellen, die wichtig sind für uns, eben diese Indexneurone, zu blockieren, ist Entzündung, chronische Entzündung, also oder akute Entzündung, die chronisch wird.
Die Logik ist ganz einfach, in einer akuten Entzündung muss der Körper alle Energie mobilisieren, um die akute Entzündung zu bekämpfen. Logisch ist deswegen auch, dass man in dem Zustand ja regenerative Maßnahmen blockiert, die kosten ja auch Energie. Also die Wundheilung wird gestört, solange wir eine Infektion bekämpfen. Das heißt, alle Stammzellen vermehren sich nicht in dem Moment, wo wir unter Stress sind, beziehungsweise, Stress macht es eben auch, Cortisol geht hoch, unterdrückt die Stammzellproduktion, sprich, wir haben keine Neurogenese. Das ist logisch, aber auch bei Infektionen ist es eben so, weil, und dann ist es, habe ich nachgeguckt, ja, tatsächlich alle relevanten Infektionsbotenstoffe, Interleukine dazu, zum Beispiel Interleukin 1, Interleukin 6, Interleukin 10 oder auch der Tumor-Nekrose-Faktor Alpha, TNF-Alpha, die sind potente, also wirklich extrem potente Inhibitoren der Neurogenese im Hippocampus. Und das habe ich herausgefunden, 2007 schon, da gab es eine Publikation zu SARS-CoV-1, dass das Spike-Protein genau diese Zytokine hochreguliert. Das heißt, mir war damals schon klar, mit Spike kann man die Neurogenese blockieren.
Und jetzt kommt der Hammer, durch die Einführung dieser Furin-Spaltstelle entstehen jetzt nach dem Schnitt durch das Furin, schneidet es in zwei Teile des Spike-Protein, dann haben wir zwei Untereinheiten, man nennt die S1 und S2, S steht für Spike, S1 und S2, Untereinheit oder Subunit. Und die äußere ist die S1-Subunit und das ist die, die mit unseren Körperzellen interagiert. Und es ist die, die zum Beispiel dafür sorgt, über die weißen Blutkörperchen, dass diese Interleukin und TNF-Alpha, die den Hippocampus blockieren, produziert werden. Das heißt, über die Furin-Spaltstelle produziere ich jetzt ganz viel S1-Subunit im Körper. Und diese S1-Subunit hat noch eine weitere, ganz kritische Eigenschaft. Sie kann sehr leicht die Blut-Hirn-Schranke überwinden. Während das Virus, ein respiratorisches Virus, gar nicht über die Blut-Hirn-Schranke vernünftig kommen kann, das Spike-Protein kann es. Und vor allem die S1-Subunit ist extrem gehirngängig. Das heißt, sie ist nicht nur gehirngängig, sie ist auch gehirntoxisch. Das heißt, mit dem Einführen der Furin-Spaltstelle habe ich eine Biowaffe gegen das autobiografische Gedächtnis gebaut. Und das erklärt dann auch mehrere Dinge. Erstens, warum hat man allein um das Virus, um diesen Impfstoff, also dieses genetische Material, das dieses Spike-Protein hat, inklusive eben der Spike-Schnittstelle im genetischen Code, wieso hat man als Vehikel diese Lipid-Nanopartikel genommen, also diese LNPs.
Die sind ja entwickelt worden für Gehirngängigkeit. Also hier ein zweiter Hinweis, man will das Zeug im Gehirn haben, möglicherweise. Also ich kann jetzt nur spekulieren, aber warum nimmt man für eine respiratorische Krankheit etwas, was ins Gehirn kann? Dazu möchte ich mal beispielsweise Anthony Fauci, den Protagonisten in den USA für das ganze Impfprogramm die ersten Jahre und möglicherweise auch einer der Drahtzieher bei der Produktion, das wird ja spekuliert, das ist auch eine Spekulation natürlich jetzt, aber es wird spekuliert, dass er da mit involviert war bei der Produktion in Wuhan. Aber unabhängig davon, er hat das ja stark propagiert, dass eben alle geimpft werden mit diesem Spike-Impfstoff. Der hat jetzt im Frühjahr 2023 einen Paper publiziert und ich habe das sehr sorgfältig gelesen, es geht um neue Impfstoffe und dann schreibt er beziehungsweise seine Gruppe, er ist der Last Author, also der Head-Autor eigentlich, der Chef der Gruppe, ist immer der Last Author in den wissenschaftlichen Journalen, da schreibt diese Gruppe und damit auch er, es sei nicht verwunderlich, dass gegen respiratorische Krankheiten, Erkrankungen, also respiratorische Viren, ein systemisch verabreichter Impfstoff nicht funktionieren kann. Sagt er. oder beziehungsweise er und seine Gruppe und dann müssen sie sich sozusagen, und damit erklärt er eigentlich, warum der Covid-Impfstoff nicht funktioniert hat und man muss eben jetzt über neue nachdenken, über neue Möglichkeiten, neue Strategien.
Aber man hat eben sich dafür entschieden und man hat sich auch gegen entschieden, gegen einen Impfstoff, der zum Beispiel nicht nur das Spike-Protein einfach injiziert, was das einfachste gewesen wäre, etwas, was sich nicht vermehrt. Man hätte auch einen ganz anderen Teil des Virus nehmen können, das sogenannte Nucleokapsid. Also das ist die, wenn man die Krone anschaut, im Prinzip der Ring, also die Hülle des Virus. Das ist das sogenannte Nucleokapsid. Also Kapsel steht im Prinzip für Kapsel und Nukleon ist das Genmaterial, das umschließt das Genmaterial, das Nucleokapsid. Und diese Proteine, aus denen das Nucleokapsid aufgemacht ist, wenn man da Antikörper dagegen entwickelt, das haben zum Beispiel Leute, die eben die Infektion durchgemacht haben, je mehr Antikörper man hat gegen das Nucleokapsid, umso resistenter ist, man gegen eine erneute Infektion. Das ist jetzt eigentlich der bessere Impfstoff. Hat man aber nicht gemacht, man hat das toxische Spike-Protein genommen, beziehungsweise das Genmaterial, was noch viel schlimmer ist, weil es dauerhaft in den Körperzellen Spike-Protein produziert. Dann hat man die Furin-Spaltstelle eingebaut und zack, geht es ins Gehirn. Abgesehen davon, dass sowieso ein gewisser Prozentsatz ins Gehirn geht durch die systemische Verabreichung, gehen die LNP, also die Lipid-Nanopartikel, die Verpackung, erlaubt eben auch den Transfer ins Gehirn, denn dafür sind sie entwickelt worden, Giftstoffe, sprich Chemotherapeutika ins Gehirn zu transportieren.
Also es war ein Interesse, das Zeug ins Gehirn zu bekommen, kann man fast nicht leugnen. Und dann stellt sich dann eben auch die Frage, warum, wenn man wirklich das Gehirn angreifen will, ja, warum, dann ergibt sich eigentlich schon fast logisch, dass man, wenn man die Gesellschaft transformieren will, bei den Kindern anfängt. Ja, also je früher, je besser, ja, wenn man ein gefügiger Gesellschaft haben will und die Denkfähigkeit einschränken will, dann macht man das nicht nur bei Erwachsenen, dann will man die gesamte Gesellschaft, auch die nächste Generation schon beeinflussen. Und dann erklärt sich daraus auch, wieso man Menschen, also junge Menschen, die absolut keine Gefahr waren, für die das Virus keine Gefahr war, warum man die zur Impfung gedrängt hat. Macht für mich eigentlich nur den Sinn, man kann auch sagen, okay, es geht ums Geld, aber das ist für mich eigentlich nicht, es ist unwahrscheinlicher, dass es nur ums Geld ging, weil da war schon mehr Druck dahinter, dass man so ethische Richtlinien überschreitet. Also ein Impfstoff, der an Menschen getestet wird, der in Studien gar nicht getestet wurde. Schwangere wurden ausgeschlossen. Plötzlich heißt, Schwangere muss man impfen. Warum? Warum wurde das sozusagen weltweit propagiert?
Da spricht eben viel dafür, dass man letztendlich das ungeborene Kind belasten wollte, dass die autobiografische Gedächtniszentrale schon in ihrer Entwicklung stört. Damit ist das ganze Gehirn, weil beim Kind ist ja die Neurogenese nicht nur im Hippocampus, der ist im ganzen Gehirn ja, findet die ja statt. Das heißt, die Schäden werden dort noch viel größer sein. Und jetzt kommt auch dann die Regelmäßigkeit der Impfung ist dann ein großes Thema. Ich meine, warum jedes Jahr? Die letzte Studie, die ich gesehen habe, war von Infizierten, es publiziert, peer-reviewed, dass noch 15 Monate nach Infektion man das Spike-Protein, also die S1-Subunit jetzt, im Gehirn nachweisen kann. 15 Monate nach Infektion, das heißt, es wird nach der Injektion des Genmaterials kein bisschen anders sein. Also selbst wenn ich das Zeug abbauen sollte, mal nach ein paar Jahren, durch das jährliche Nachimpfen hat man praktisch eine chronische Spike-Präsenz im Gehirn und damit ein chronisches Lahmlegen der Neurogenese im Hippocampus und damit ein chronisches Lahmlegen der Denkfähigkeit der Menschen ganz einfach.
Robert CibisEinfach aber umwerfend. Sie wirken wie ein
Dr. Michael NehlsSpurensicherer im menschlichen Geist, wo, wie schon erwähnt, Software und Hardware dasselbe sind, und zum Glück kann man sozusagen so Rückschlüsse ziehen auf den Tathergang und auch auf den Täter und sogar auf die Absicht der Täter, weil wir hier von einer Ingenieursarbeit reden, wo es Planung gibt und nicht von einer impulsiven, emotionalen Ausschreitung. Es ist kein leidenschaftlicher Mord oder keine leidenschaftliche Verletzung. Es wirkt eben ganz im Gegenteil minutiös geplant, weil da muss man erst mal drauf kommen. Das ist genial und perfide gleichzeitig. So schreibe ich das auch, weil wenn es wirklich so wäre, ist es wirklich genial und perfide. Ich meine, ich kann nicht sagen, dass es wirklich so war, aber die Puzzlesteine, also alle Phänomene, die wir so sehen, passen zusammen, weil es geht noch einen Schritt weiter. Ich würde es gerade nochmal ausführen, was es als sekundäre Konsequenz hat. Es wir sind weniger fähig, System-2-Denken einzusetzen, wie Kahneman es beschreibt. Das heißt, wir werden nicht über den Tellerrand schauen. Der zweite Schritt ist, es ist ja nicht so, dass wir nicht trotzdem Erinnerungen haben oder Ereignisse auch ohne dass Indexneuronen produziert werden. Also unser Gehirn hat ja Notfall- Mechanismen, dass, wenn wir keine Indexneuronen haben, frische, wenn wir abends müde sind, trotzdem noch etwas aufnehmen können, wenn es sein muss, ja. Also das ist ja nicht so, wir wollen dann zwar nicht mehr, wir sind ego-depletiert, aber das heißt nicht, dass wir nicht gezwungen werden dazu, es trotzdem tun.
Mein praktisches Beispiel ist immer: Ich bin müde, fletze mich auf dem Fernseher, schau Netflix oder was auch immer, bin einfach nur noch am Relaxen und plötzlich höre ich ein Geräusch unten im Keller und denke: Okay, Einbrecher, könnte sein, vielleicht hat auch nur die Katze was gemacht, was auch immer, aber ich werde nachschauen, und es ist ein emotionales Ereignis, das heißt, ich werde mich am nächsten Tag erinnern, dass dass es vielleicht doch nicht nur eine Katze ist, sondern eben jemand, der eingebrochen ist. All diese Dinge sorgen für Emotionen, aber sie sind, und diese Emotionen zwingen jetzt den Hippocampus, es ist trotzdem zu merken, und man kann das, ist einfache Logik jetzt, wenn keine Indexneuronen da sind, frische, weil die Produktion eben da niederliegt, dann wird er automatisch welche benutzen, die schon benutzt wurden, und da Indexneuronen natürlich nur einmalig sozusagen Erinnerungen sich merken können, früher wird praktisch dieses neue Ereignis, was jetzt gezwungenermaßen gelernt wird oder erinnert wird, alte überschreiben. Das merken wir nicht, das ist nicht schmerzhaft. Also wenn ich jetzt vergesse, wann ich später mal ein Bild sehe und sage: Ah, da war was, aber ich werde mich nicht mehr genau daran erinnern, verblassen eben dadurch auch. Das ist eigentlich normaler Vorgang, und das ist okay. Nur wenn jetzt wir eine chronische Inhibition, Hemmung der Indexneuronen- Produktion haben, gleichzeitig aber in einem Klima der konstanten Panik und Angst leben, sei es nun Corona-Tote, die ganzen Meldungen, die wir kriegen, ständig zu einer Zeit abends, wo wir sowieso schon müde sind, in den Nachrichten, in den Sondersendungen, dann kommt der Krieg, der genauso sinnlos ist wie die Corona-Maßnahmen, und die ganze Klimapanik. Das sind alles Informationen, die ständig auf uns einprasseln, und zwar immer mit sehr viel emotionalem Content. Das heißt, wir werden ständig gezwungen, diese Inhalte aufzunehmen, und notgedrungen mit jedem Inhalt, den wir aufnehmen, löschen wir einen Teil unserer Persönlichkeit, einen Teil unserer Individualität.
Dieses Löschen, wie gesagt, läuft kontinuierlich, und am Schluss haben wir Menschen, die im Prinzip nur noch sich erinnern an diese Ereignisse, und irgendwann werden die Ereignisse natürlich unter mangelnder psychischer Resilienz kaum noch auszuhalten sein, und die Menschen werden sagen: Wir brauchen irgendjemand, der das stoppt. Also im Prinzip wird auch schon der Weg gebahnt für: Wir brauchen eine starke Regierung, eine starke, möglicherweise Weltregierung für Weltprobleme, und dafür wird der Weg auch momentan geebnet. Also die WHO wird ja momentan auch ermächtigt dazu, in allen Krisensituationen, die jetzt gerade relevant sind, also potenzielle Pandemien, selbst Klimafragen, die Zügel zu übernehmen, und das ist im Prinzip, könnte das schon der Weg sein, das ist eines der übergeordneten Motive hinter diesem Phänomen, das ich so beschreibe, dass man einfach die Menschen gefügig macht und ihnen eigentlich noch die Hoffnung lässt, dass irgendjemand kommt, der uns sagt, wo es langgeht, und eine KI nicht nur den Nachbar überwacht, dass er eben nicht klimaschädlich ist, und wenn er den überwacht, dann darf er mich natürlich auch überwachen, und schon haben wir ein Sozial- Punktesystem akzeptiert. Und das ist noch nicht mal eine Verschwörungstheorie, die ganzen Gedanken findet man in Dokumenten, die die Bundesregierung auf ihren Servern hat, und das Schicksalsjahr ist in all diesen Dokumenten immer 2030. Aber zurück zu diesem Gehirn: Wie kommt man da raus? Ja, ist ein guter Punkt. Ich habe lange überlegt, ob ich das Buch nur als Dystopie schreibe, als dystopisches Sachbuch. So habe ich Zombie-Modus gesprochen. Ja, eben, das ist der Zombie-Modus. Es war ein anderer Nobelpreisträger, Francis Crick, damit Christof Koch, Bewusstseinsforscher, hat er nach seinem Nobelpreis über die Entdeckung der DNA-Struktur, also die Identatur des Erbguts, hat er gesagt, in dem Bereich gibt es keinen weiteren Nobelpreis für ihn möchte oder Glaube zu haben, und er wollte das eben fürs Bewusstsein haben, und dann hat er damals schon, ein Jahr nach dem Nobelpreis 2003, ein Paper in Nature publiziert mit Christof Koch zusammen, und da sprechen sie eben davon, dass es toll ist, dass wir ein System 2 haben, was uns erlaubt, über Tellerrand zu blicken, aber es ist auch nicht schlecht, evolutionär gesehen, dass wir System 1 haben, einen sogenannten Zombie-Modus, der ohne Bewusstsein agiert. Also das ist auch ein wichtiges Kriterium. System 1 läuft im Prinzip ohne Bewusstsein ab. Das heißt, alles, wenn wir nur im Zombie-Modus gefangen sind, dann werden wir immer mehr und mehr unbewusst handeln, weil erst wenn wir bewusst etwas tun, schalten wir System 2 ein, und das genau, weil wir in diesem Zombie-Modus System 1 gefangen sind, weil man uns die System-2-Fähigkeit raubt, indem man die Indexneurone blockiert in der Produktion.
Aber es geht eben noch viel weiter, es geht eben um die Überschreibung der Individualität durch die narrativen Inhalte, die wir täglich geliefert bekommen, und dieses Überschreiben der Individualität, und die letztendlich die Basis ist auch für Kreativität. Das ist noch viel tiefer greifender als nur der Zombie-Modus. Das ist ja noch viel eindringlicher, wenn wir unsere Individualität verlieren, dann verlieren wir im Prinzip unsere Fähigkeit, der mental auf Dinge zu reagieren und da sich zu vermehren. Das ist das Ziel, der Imperativ: Seid fruchtbar und mehret euch. Könnte auch Darwin geschrieben haben, was da in der Bibel steht. Das ist sozusagen der Modus Operandi sozusagen der Evolution. Daran werden wir gemessen, wie viel Nachkommen wir haben. Das ist sozusagen die Münze, mit der Evolution ihren Erfolg misst, und erfolgreich zu sein und sich zu vermehren, muss man erst mal überleben, und um zu überleben, müssen wir uns wehren, müssen uns ernähren, aber uns auch behehren gegen Feinde, und da gibt es eben die Mikroorganismen und die Makroorganismen, und für die Mikroorganismen haben wir unser klassisches Immunsystem, körperliches Immunsystem, und für die Makroorganismen haben wir etwas, was ich ein mentales Immunsystem nenne. Und die Waffen des mentalen Immunsystems sind die Erinnerung, die wir im Hippocampus haben.
Also wenn ich zum Beispiel einen Hund auf mich zurennt, habe ich mehrere Möglichkeiten, darauf zu reagieren. Habe ich noch nie einen Hund gesehen, werde ich wahrscheinlich falsch reagieren. Habe ich schon mal einen Hund gesehen, habe ich eine Erinnerung daran, möglicherweise auch eine Einschätzung darauf: Ist es ein kleiner Hund, großer Hund, hat er dicke Zähne, ist es eher ein freundlicher Charakter? Das sind alles Dinge, die autobiografisch gespeichert sind bei mir und meine Reaktion sozusagen definieren. Das heißt, meine Reaktion auf Makroorganismen, in dem Fall Hund, im anderen vielleicht Bill Gates, das sind Dinge, die wir, die Erfahrung benötigen. Und jetzt ebenso, wenn wir jetzt die Indexneuronproduktion blockieren durch die Maßnahmen, die wir bei Corona erlebt haben, und vor allem durch die chronischen Injektionen von Spike, dann, und das Überschreiben dann durch diesen permanenten Krieg, den wir außen führen gegen alles, gegen unser Gehirn, ist dann verlieren wir immer mehr autobiografische Gedächtnis- Inhalte. Das heißt, unser mentales Immunsystem bricht zusammen. Und das ist ja eigentlich, Sie hatten es ja eingangs erwähnt, wenn es um die Kriegsführung geht, das ist ja das, was man machen muss: das mentale Immunsystem der Gesellschaft brechen, um sie zu übernehmen. Das ist das Einfachste, was man machen und das ist der eine Aspekt. Der andere Aspekt ist, dass man ja mit 20-30er eben plant, das kann man ja auch in der Bundesregierung nachlesen, dass man immer mehr in die KI-Überwachung der Gesellschaft geht, und die KI muss natürlich dann das Verhalten der Menschen nicht nur beobachten, es muss es auch vorhersagen können. Ja, beim BMI gibt sogar einen Artikel, wo es dann darum geht, dass wir sogar, weil die KI besser weiß, was wie wir selbst, dass die KI letztendlich für uns entscheidet, wie die Zukunft zu gestalten ist. Das heißt, wir kommen in eine Post-Voting-Gesellschaft, wir können Demokratie abschaffen, weil die KI weiß ja, was das Beste für uns ist. Warum man nicht mehr an die Wahlurne gehen, warum auch?
Naja, und KI kann es nur dann unser Verhalten ideal vorhersagen, wenn wir über möglichst wenig eigene Kreativität verfügen, die chaotisch ist und möglicherweise Verhaltensweisen hervorruft, die nicht vorherbestellbar sind. Das zu reduzieren, muss Individualität reduziert werden, und das ist eine Begleiterscheinung, ob es ein Hauptmotiv ist, kann man diskutieren, aber es ist mit Sicherheit ein sehr beunruhigendes Begleitphänomen dieses Prozesses. Wow. Wie ich in Kapitel 7, im letzten Kapitel, hoffnungsmachend versuche zu schreiben, es sind mehrere Sachen. Also einerseits sind vielleicht drei Dinge, wo ich so sehe, das eine ist natürlich ganz klar, wenn der Kampf sozusagen im Gehirn stattfindet, dann müssen wir auch dort unsere Waffen schmieden. Also wir müssen dort den Kampf annehmen. Die Waffen, die wir haben, sind eben genau die, die uns der Feind sozusagen wegnehmen will, also die Fähigkeit, kreativ zu denken, über Tellerrand zu schauen, Zusammenhänge zu begreifen, eine psychische Resilienz zu entwickeln, dass wir trotz aller dieser Widrigkeiten nicht einbrechen, psychisch, sondern eben einen Weg finden, uns zu wehren. Das heißt, wir müssen die Neurogenese im Hippocampus schlichtweg wieder ankurbeln. Das habe ich auch beschrieben als Formel gegen Indoktrination, welche Lebensbereiche wir anschauen müssen und gucken müssen, wo sind da Defizite, möglicherweise, die eben das natürliche Wachstum des Hippocampus, die Produktion dieser Indexneurone blockieren. Beispiel: Vitamin-D-Mangel. Vitamin D ist ja nicht nur ein Immunhormon, was im Immunsystem dafür wichtig ist, und es ist Dinge, wir haben wahrscheinlich einen Zytokinsturm, was dazu führt, dass die Corona-Maßnahmen durchgesetzt werden können. Deswegen wird überall propagiert: Vitamin D brauchen wir nicht mehr. Das ist ganz spannendes Thema, ja. Wir brauchen kein Vitamin D mehr, der Mensch hat einen evolutionären Schritt gemacht. Haben Sie mitbekommen?
Ich habe gerade gelesen, vor wenigen Monaten, also fast ein Jahr schon wieder her, hat zum Beispiel das New England Journal of Medicine, das hochrangigste Wissenschaftsjournal im klinischen Bereich, das man sich vorstellen kann, also wer Nobelpreis will, publiziert dort, und dort gab es eine Studie, die absolut hanebüchen ist. Ich habe ein Video drüber gemacht, vor allem die Interpretation dieser Studie, und dort wird dann als Resultat ein Editorial, also die Herausgeber haben dann selbst sozusagen über diese Studie sich nicht nehmen lassen, ein Urteil über Vitamin D zu fällen, und in der Quintessenz steht, dass Menschen aufhören sollen, Vitamin D zu nehmen, selbst wenn sie einen Mangel haben, nur um ihr Leben zu verlängern oder gesund zu bleiben. steht da drin, und das heißt, wir brauchen kein Vitamin D mehr, auch kein Vitamin-D-Hormon mehr. Aber im Umkehrschluss brauchen wir die regelmäßige Spiking, nenne ich das, diese Spike-Verabreichung, um überleben zu können. Also wir haben einen evolutionären Schritt gemacht, kein Vitamin D mehr, aber Spiking sichert unser Überleben. Also, wenn man zum Beispiel jetzt Alzheimer als sozusagen biologisches Korrelat einer dauerhaft gestörten Neurogenese sieht, da habe ich ein Paper darüber geschrieben: „Unified Theory of Alzheimer's Disease“, in einem wissenschaftlichen Artikel. Da habe ich das genau beschrieben, und da basiert auch die Präventionsstrategie für Alzheimer drauf. Und wenn ich jetzt das als Korrelat sehe, und wir sehen ja eben, die gestörte Neurogenese führt jetzt zu einer Erhöhung der Alzheimer-Raten weltweit dramatisch, wenn man das sieht, anschaut, da ist es so, dass Vitamin D auch kritisch ist, was das Neurogenese angeht. Und die Logik ist: Wenn ich einen Mangel habe, habe ich eine erhöhte Wahrscheinlichkeit, Alzheimer zu entwickeln.
Ich zusammengefasst, die haben publiziert, im Titel: Bei 125 Nanomol ist die Wahrscheinlichkeit, der Corona zu sterben, gleich null. Also, man hätte eigentlich nur den Vitamin-D-Spiegel anheben müssen, und es hätte keine Corona-Toten gegeben. Ok, hat auch das Deutsche Krebsforschungszentrum gesagt: 9 von 10 Corona-Toten wären verhinderbar gewesen. Einfach, wenn man um 10 Millimol anhebt, den Schritt, reduziert die Wahrscheinlichkeit, Alzheimer zu entwickeln, um 7%. Das heißt, allein diese Anhebung von 30 auf 130 würde Alzheimer weltweit um 70% reduzieren. Die Jahresdosis kostet 6 Euro. Also, um Alzheimer um 70% zu reduzieren, bräuchten wir 6 Euro im Jahr, und wir hätten keine Corona-Toten. So einfach wäre es, und das nur Internet Journal sagt, wir brauchen gar keine Vitamin D. Also, den Irrsinn kann man sich gar nicht größer vorstellen. Aber der Mangel an Vitamin D ist im Prinzip ein doppelter Angriff auf unser Immunsystem gegen Mikroorganismen und auf unser Immunsystem gegen Makroorganismen, und das erläutert jetzt zum Beispiel im Buch als ein in meiner Formel ist zum Beispiel der Lebenssinn. Jeder Mensch braucht einen Sinn im Leben. Wenn wir keinen Sinn im Leben haben, gibt es psychologische Studien, dann steigt die Alzheimer-Rate dramatisch. Warum? Weil wir keinen Grund haben, morgens aufzustehen, wir haben nichts zu tun, unser Gehirn wird mit neuen Informationen geführt, die interessant sind, weil nichts Interessantes tun, und der Hippokampus schrumpft und Alzheimer droht. Das heißt, wir brauchen einen Lebenssinn, und ein Lebenssinn könnte sein, gegen dieses, was jetzt gerade passiert, anzugehen. Also, ich versuche, den Menschen einen Lebenssinn zu geben in der Aufgabe, andere zu finden, die man überzeugt. Das ist eine wichtige Aufgabe, die wir jetzt haben. Und es gibt das berühmte Konformitätsexperiment von Solomon Asch, der zeigt ja, dass 23 Prozent der Menschen, die damals getestet haben, in den 60er Jahren war das, 23 Prozent, der nicht der Masse folgen, sondern ihrem gesunden Menschenverstand, und ähnlich hoch war auch die Rate derer, die sich nicht injizieren ließen.
Und wenn ein gewisser Prozentsatz sich nicht injizieren lässt und dann auch die Nebenwirkungen zu sehen sind, natürlich für alle, dann gibt es plötzlich die, die sagen: Naja, da habt ihr doch recht. Und dann, wenn nur einer sozusagen, diese 23 Prozent, einen anderen überzeugen könnte, haben wir schon 46 Prozent. Also, diese Lebensaufgabe, wenn die jeder ernst nehmen würde, hätten wir relativ schnell eine Mehrheit, die nicht nur politisch, sondern auch auf der Straße irgendwas verändert, dass Menschen wirklich rausgehen und sagen: Hey, das können die mit uns nicht machen, das geht nicht. Also, wir müssen Mehrheiten bilden. Und der dritte Punkt, ich habe noch im dritten gesagt, das abgesehen vom eigenen Gehirn und dann das Gehirn zum Einflüssen, ist natürlich die Frage: Was ist unser Menschenbild? Wir werden seit Jahrzehnten oder Anbeginn aller Zeiten, eigentlich seit der Erbsünde, so weit gehe ich zurück, im Buch, wird uns gesagt, der Mensch ist schlecht, wir müssen uns gegen alles wehren, und der Mensch ist so schlecht, dass nur ein Sozialpunktesystem, KI-überwacht sozusagen, uns retten kann von Selbstzerstörern. Und dieses Menschenbild, das gehört hinterfragt. Da gibt es einen berühmten Historiker, der hat gerade ein Buch geschrieben, das heißt „Im Grunde gut“, habe ich mit Genuss gelesen, und dass wir zusammen trainieren müssen, dass Menschen gut sind, dass keiner uns a priori Böses will und dass wir zusammenarbeiten müssen. Das ist die Basis für eine Kooperation zwischen Menschen, die uns genommen wird durch das Menschenbild, das uns fälschlicherweise aufindoktriniert wird, dass der Mensch schlecht sei und nicht zum sozialen Handeln fähig. Also, wir müssen auch an der Schraube drehen, und das ist aber möglich, wenn der Hippocampus wieder funktionsfähig ist.
Robert CibisJa, und wir haben dann das Problem, dass die Menschen, die empathielos sind, eher die
Dr. Michael NehlsMenschen sind, die Macht über andere Menschen ausüben, als die Empathie haben. Ja, es ist noch etwas komplizierter. Ich rede von Acquired Sociopathy im Buch, da gibt es auch Studien dazu, dass Menschen, die Macht haben, und je mehr Macht, umso mehr werden die Spiegelneurone abgeschaltet. Also, alleine gut. Auch darüber schreibe ich ein ganzes Kapitel. Da gibt es, von Bloom heißt der Wissenschaftler, hat „The Case Against Empathy“ geschrieben, ein Buch. Empathie ist letztendlich System 1. Empathie greift sozusagen unsere angeborenen und erworbenen Reflexe, schnell zu handeln. Wir sehen, jemand leidet, und reagieren darauf. Ist eine gute Sache, aber wenn wir nur in System 1 verharren und Empathie sozusagen System-1-mäßig ausüben, über Empathie sind wir geködert worden, dass wir uns impfen lassen. Ja, hab Empathie für den älteren Mann, der jetzt röchelnd auf der Intensivstation liegt, ja, weil du dich nicht impfen lässt. Das ist, mit dem Bild wurde sozusagen Empathie geschaffen und ein Verhalten beeinflusst. Und was ich im Buch schreibe, ist sozusagen, es gibt eine Alternative zur Empathie, die wir nicht aus Augen lassen sollten, und das ist, was ich nenne: rationales Mitgefühl oder Compassion.
Ein Beispiel: Als meine Hausärztin mir gesagt hat, du sollst dich impfen lassen, ja, also lass dich impfen, und ich als Arzt, als Vorbild, und überhaupt, die röchelnden Menschen da, und genau dieses Bild hat sie mir ganz kurz nur, wenn wir hier wirklich über Fremdhilfe reden, also da gab es gute Studien schon dazu, sogar eine von der CDC, die dann dem Geimpften wieder empfohlen hat, sie soll sich wieder Masken tragen, das war zum Zeitpunkt schon bekannt. Aber was weniger bekannt war, dass die ganzen Lockdown-Maßnahmen ja finanziert werden mussten, und eine Konsequenz der Finanzierung war, dass man die Welthungerhilfe eingestellt hat und UNICEF hat gesagt: Aufgrund dessen werden jetzt Millionen Kinder verhungern. Als ich dann dem Hausarzt gesagt habe, hieß es nur: Ja gut, aber in diesen Ländern sterben sowieso jeden Tag Kinder. Also, keine Empathie für diese Zahlen, und diese Zahlen sind natürlich jetzt kein Bild vom Kopf, erst mal im Kopf, und deswegen kann man das nur durch rationales Nachdenken: Moment mal, da sterben ja auch Menschen. Wenn ich hier einen rette mit diesen merkwürdigen Maßnahmen, sterben dort zehn. Hier überlebt ein 85-Jähriger vielleicht ein Jahr länger, wenn es wirklich funktionieren würde, aber dort sterben Kinder, und das wurde aber nicht in Beziehung gesetzt. Das heißt, wir wie sich eine affektgetriebene Gesellschaft von einem Drama in das nächste leiten lässt und da aber scheinbar wie von Geisterhand bewegt das tut, was manchmal, leider viel zu oft, gegen die Interessen dieser selben Menschen ist.
Robert CibisVieles kann man sich so etwas leichter erklären, aber noch viel müssen wir beschreiben, noch viel müssen wir kommunizieren, damit wir Bürger lernen, uns besser zu schützen, uns besser zu behaupten und die Gesellschaft, die wir haben wollen, gestalten. Werden Sie Ovalplus-Mitglied, dann haben Sie auch Zugang zu allen Veröffentlichungen von OVALmedia. Wir brauchen Ihre Unterstützung, um weiterzumachen, denn wir wollen für Sie arbeiten und für niemanden Dritten. Wir wollen unabhängig bleiben, das ist jetzt wichtiger denn je, denn die gefürchtete Agenda, die Michael Nehls angesprochen hat, die schreitet voran. Aber wir können handeln, wir können handeln. Bitte lassen Sie uns zusammenhalten. schreitet schreit zu HIV oder schreit an schreit schreit
Robert CibisLa conversazione con Michael Nehls, che ho avuto l'onore di condurre, mi ha probabilmente fornito le intuizioni più importanti della mia vita. Grazie a questa analisi sono riuscito a gettare un ponte concettuale ad esempio tra la descrizione della formazione di massa di Matthias Desmet da da un lato e gli studi patologici del professor Arne Burkhardt dall’altro, che ha potuto dimostrare la presenza di proteine spike, ad esempio, nel tessuto cerebrale di esseri umani. E vediamo qui che gli aspetti psicologici, biologico, sociale, economico e militare si intrecciano. E l’ iniziativa e la progettazione di questo cosiddetto farmaco devono essere di natura militare e deve essere diretta contro la popolazione. Si tratta di ipotesi che erano già state molto ben argomentate sulla base dei contesti giuridici, ad esempio da Sasha Latypova, la quale aveva dimostrato che in realtà i produttori non erano affatto quelle grandi aziende farmaceutiche che poi commercializzavano i prodotti e che nemmeno le normali autorità avessero alcuna supervisione su queste sostanze, contenute nelle siringhe.
Das Gespräch mit Michael Nehls, was ich führen durfte, hat mir wahrscheinlich die wichtigsten Erkenntnisse meines Lebens gebracht. Ich habe durch diese Analyse die gedankliche Brücke schlagen können zwischen zum Beispiel der Beschreibung der Massenformation von Matthias Desmet auf der einen Seite und den pathologischen Untersuchungen von Professor Arne Burkhardt auf der anderen Seite, der Spike-Proteine zum Beispiel im Hirngewebe von Menschen nachweisen konnte. Und wir sehen hier, dass Psychologisches, Biologisches, Gesellschaftliches, Wirtschaftliches und Militärisches zusammenkommt. Und die Initiative und das Design dieses sogenannten Medikamentes militärisch sein muss und gerichtet sein muss gegen die Bevölkerung. Das sind Hypothesen, die schon sehr gut argumentiert waren durch die vertraglichen juristischen Zusammenhänge, zum Beispiel von Sasha Latypova, die belegt hatte, dass tatsächlich die Hersteller gar nicht diese großen Pharmaunternehmen waren, die sie die Produkte dann vertrieben haben und dass auch die normalen Behörden gar nicht die Aufsicht hatten über diese Stoffe, die in den Spritzen waren.
Ma anche se lo si sa già, anche se sulla base di queste informazioni si siano già formulate ipotesi e si siano ipotizzati giochi di potere è comunque tutta un’altra cosa quando si vede che queste iniezioni non solo causano danni alla salute, ma anche il carattere, la psiche, il pensiero, l’autobiografia delle persone, volevo dire «stravolgono», ma forse «distruggono» è ancora più appropriato. Quindi, per favore, guardate questa conversazione, soprattutto ascoltate fino alla fine e alla fine abbiamo anche qualcosa di positivo che si può fare e leggete il libro e credo che nulla sia più importante del diffondere questo messaggio adesso e naturalmente non c’è nulla che mi faccia più piacere che qualcuno, che sta guardando o ascoltando questa trasmissione, riesca a confutare le tesi espresse.
Aber selbst wenn man das schon weiß, selbst wenn man aufgrund dieser Informationen schon Hypothesen entwickelt und Machtzusammenhänge vermutet, ist es doch was anderes, wenn man sieht, dass diese Spritzen nicht nur gesundheitlichen Schaden zufügen, sondern den Charakter, die Psyche, das Denken, die Autobiografie von Menschen, ich wollte erst sagen umkrempelt, aber noch treffender ist vielleicht zerstört. Also bitte schauen Sie sich dieses Gespräch an, hören Sie vor allen Dingen zu bis zu Ende und am Ende haben wir auch Positives, was man machen kann und lesen Sie das Buch und ich glaube nichts ist wichtiger, als dass diese Nachricht jetzt verbreitet wird und natürlich ist mir nichts lieber, als dass irgendjemand, der diese Sendung sieht oder hört es schafft, die geäußerten Thesen zu widerlegen.
Chiedo quindi di inviarmi posta e lettere, se possibile. E se ci sono prove aggiuntive, ovviamente è sempre un bene. Vi auguro una buona giornata, nonostante le notizie sconvolgenti su Michael Nehls. Nel 2008 Wikileaks ha divulgato un documento intitolato *The Handbook of "The Handbook of Unconventional Warfare". E lì viene sostanzialmente descritta la guerra ibrida, ovvero, per così dire, come le forze armate debbano coinvolgere tutti i settori della società, per tenere sotto controllo, tenere a freno o sottomettere altre regioni, oppure per distruggerle. Secondo Julian Assange, questa è la sua rivelazione più importante ed è sorprendentemente poco discussa. E lei ora introduce qui un elemento di analisi, che ai miei occhi è assolutamente rivoluzionaria, con il libro *Il cervello indottrinato* e questa analisi rivoluzionaria offre un nuovo punto di vista su ciò che in realtà già sappiamo, cioè che la nostra coscienza, il nostro cervello, il modo in cui funziona, è anche un campo di battaglia. E questo campo di battaglia, è stato già descritto da Matthias Desmet, per così dire, sotto aspetti psicologici e psichiatrici nel suo libro sulla formazione di massa, ma ora facciamo un passo avanti.
Ich bitte also um Post und Briefe, falls das möglich ist. Und wenn zusätzliche Belege da sind, ist das natürlich auch immer gut. Ich wünsche einen guten Tag, trotz der erschütternden Nachrichten von Michael Nehls. 2008 wurde von Wikileaks ein Dokument mit dem Titel The Handbook of Unconventional Warfare geleakt. Und da wird im Grunde die hybride Kriegsführung beschrieben, wie sozusagen das Militär alle Bereiche der Gesellschaft mit einbeziehen soll, muss, um andere Regionen im Griff im Zaum zu halten oder zu unterwerfen oder zu zerstören. Das ist laut Julian Assange sein wichtigster Leak und es ist erstaunlich wenig besprochen. Und Sie bringen jetzt hier ein Analyse-Element hin, was in meinen Augen absolut revolutionär ist, mit dem Buch Das indoktrinierte Gehirn und diese revolutionäre Analyse gibt nochmal einen neuen Blick auf das, was wir eigentlich schon wissen, dass unser Bewusstsein, unser Gehirn, wie es arbeitet, auch Schlachtfeld ist. Und dieses Schlachtfeld, das hat Matthias Desmet schon quasi unter psychologischen und psychiatrischen Aspekten beschrieben, in seinem Buch über die Massenformation, aber jetzt kommen wir eine Stufe weiter.
Il suo libro inizia dove quello di Desmet finisce, ovvero le manipolazioni psicologiche hanno naturalmente anche conseguenze. Come mai riesce a capire tutto questo? Insomma, cosa la rende così competente?
Ihr Buch fängt da an, wo das von Desmet aufhört, nämlich die psychologischen Manipulationen haben natürlich auch biologische Auswirkungen. Wieso können Sie das alles verstehen? Also was macht Sie so kompetent?
Dr. Michael NehlsSì, proprio qualche giorno fa, la mattina davanti a un caffè con mia moglie, di come sia possibile perché ho scritto questo libro. L’abbiamo appena ritirato dalla tipografia. Come è possibile, in realtà, che sia stato proprio io a scrivere questo libro e non uno degli gli altri 8 miliardi di abitanti del nostro pianeta? I fatti sono evidenti. Sono tutti lì. Si tratta solo di capire come unire i punti in un'immagine, cioè unire i tanti pixel presenti in un'immagine e poi dire: ok, ecco come appare. E se poi tutti i pezzi del puzzle, per così dire, e l’immagine è perfetta, allora è molto improbabile che si possa ancora costruire un’altra immagine con gli stessi tasselli. Quindi può darsi che ci stiamo avvicinando moltissimo alla verità. E mi sono proprio chiesto e poi mi sono detto: sì, beh, è così: ho, per capire tutto questo, bisogna ovviamente conoscere un po’ di medicina. L’ho studiata. Poi bisogna capire un po’ di biologia molecolare, perché, in fin dei conti, si tratta anche di ingegneria genetica dei virus e dei principi attivi, cioè in questo caso questo materiale genetico, che dovrebbe essere regolarmente iniettato alle persone, che è stato anch’esso geneticamente modificato. E quindi forse bisogna capire qualcosa riguardo alla PCR. Questo test PCR è stato infatti molto pubblicizzato, che è stato introdotto nel 2020, come se fosse qualcosa di davvero speciale. Solo per fare un esempio, nella mia vita ho sicuramente sviluppato da 4.000 a 5.000 test PCR sviluppati personalmente. Era semplicemente necessario per la mia ricerca.
Ja, ich habe mich erst vor ein paar Tagen mit meiner Frau morgens beim Kaffee unterhalten darüber, wie es sein kann, warum ich das Buch geschrieben habe. Wir haben es ja gerade in die Hand bekommen aus der Druckerei. Wie kann es eigentlich sein, dass ich das Buch geschrieben habe und nicht einer von den anderen 8 Milliarden Mitbewohnern auf unserem Planeten? Die Fakten liegen ja auf der Hand. Die sind ja alle da. Es ist ja nur die Frage, wie man die Punkte zu einem Bild vereinigt, also die vielen Pixel, die da sind, zu einem Bild vereinigt und dann sagt, okay, so sieht es aus. Und wenn dann sozusagen die Puzzlesteine alle perfekt passen und das Bild perfekt ist, dann ist es sehr unwahrscheinlich, dass es ein anderes Bild noch zu konstruieren wäre mit den gleichen Puzzlesteinchen. Also dann kann es sein, dass wir uns sehr, sehr nah an der Wahrheit bewegen. Und ich habe mich halt eben auch gefragt und dann habe ich gesagt, ja, also es ist schon mal so, ich habe, um das alles zu verstehen, muss man natürlich ein bisschen Medizin verstehen. Habe ich studiert. Dann muss man ein bisschen Molekularbiologie verstehen, weil es geht ja schließlich auch um ein genetisches Engineering von Viren und von Wirkstoffen, also in dem Fall dieses genetische Material, was den Leuten regelmäßig gespritzt werden soll, was auch genetisch verändert wurde. Und da muss man also etwas über PCR verstehen vielleicht. Wurde ja groß gepriesen, dieser PCR-Test, der da eingeführt worden ist 2020, als etwas ganz Besonderes wäre. Nur als Beispiel, ich habe in meinem Leben mit Sicherheit 4.000 bis 5.000 PCR-Tests selbst entwickelt. Also einfach für meine Forschung musste das sein.
Ovviamente non sono stati venduti, ma semplicemente utilizzati, ma sono sempre stati sviluppati per identificare determinati geni bersaglio o clonarli. Insomma, non è niente di speciale. Ma è diventato proprio questo: per un profano è così che appare. Allora bisogna comprendere un po’ di neurobiologia e, soprattutto, un particolare processo che coinvolge, per così dire, il centro della memoria autobiografica. E si tratta proprio di un meccanismo molto particolare, di cui parleremo più tardi. E su questo meccanismo ho già scritto quattro bestseller del «Spiegel». E soprattutto negli ultimi tre, quattro anni ho fatto una scoperta che ora ha persino portato a dopo una conferenza tenuta all’Università di Monaco, che lì la professoressa, che mi ha invitato, sia anche redattrice presso Frontiers in Psychology, una delle più importanti riviste di psicologia al mondo, ho deciso di scrivere addirittura un articolo scientifico proprio su questa scoperta.. Devo dire, che in realtà, ormai, sono un privato cittadino, ma questa scoperta, beh, è una di quelle che si fanno, non serve un laboratorio per farlo, basta semplicemente riflettere sulle cose e poi si possono collegare i pixel e all’improvviso si ha una nuova idea creativa. Ciò significa che, nella mia carriera scientifica, ho fatto tantissime cose diverse cose, ho studiato i geni insieme a premi Nobel, quindi molta ricerca di base nel campo della genetica.
Die wurden natürlich nicht verkauft, sondern die wurden einfach benutzt, aber die wurden stets entwickelt, um bestimmte Target-Gene zu identifizieren oder zu klonieren. Also das ist nichts Besonderes. Aber es wurde halt das, für einen Laien sieht es so aus. Dann muss man etwas Neurobiologie verstehen und vor allem einen besonderen Prozess, der um das autobiografische Gedächtniszentrale sozusagen involviert. Und das ist eben ein ganz spezieller Mechanismus, über den wir nachher noch sprechen werden. Und dieser Mechanismus, über den habe ich jetzt schon vier Spiegel-Bestseller geschrieben. Und vor allem habe ich im letzten drei, vier Jahre eine Entdeckung gemacht, die jetzt sogar dazu geführt hat, nach einem Vortrag in München an der Universität, dass dort die Professorin, die mich eingeladen hat, die ist auch gleichzeitig Editorin bei Frontiers in Psychology, eines der wichtigsten Psychologie-Journale der Welt, habe ich eingeladen, jetzt genau zu dieser Entdeckung sogar einen wissenschaftlichen Artikel zu schreiben. Ich muss dazu sagen, ich bin eigentlich Privatperson in der Zwischenzeit, aber diese Entdeckung, die macht man eben, da braucht man kein Labor dazu, da muss man einfach nur über Sachen nachdenken und dann kann man die Pixel verbinden und hat plötzlich eine neue kreative Idee. Das heißt, in meinem Wissenschaftsleben habe ich eben ganz viele verschiedene Dinge gemacht, Gene aufgeklärt mit Nobelpreisträgern, also sehr viel Grundlagenforschung im Genetikbereich.
E tutte queste cose ora si ricongiungono, in pratica, nel contesto del coronavirus. Quindi l’attacco, come ne parleremo più avanti, alla memoria autobiografica, la metodologia, che comprende misure non solo genetiche, ma anche psicologiche e la consapevolezza proprio del fatto che qui non si attacca solo il software, per così dire nel cervello, ma anche l’hardware. Forse ancora una riflessione a questo proposito: recentemente mi è stato chiesto, sì, Desmet descrive in principio il software, cioè, per così dire, gli effetti o le, sì, e io lo descrivo in qualche modo come un attacco all’hardware, ma se si spinge davvero così lontano questa analogia con i computer, allora è già sbagliato, perché in un cervello del genere non c’è distinzione tra hardware e software. Se, ad esempio, dico: «Beh, ora ho una certa, minore resilienza psicologica e questo potrebbe essere un problema di software, allora si può dire chiaramente che c’è anche un hardware, che viene compromessa e che ne è responsabile. E viceversa, se ho una minore resilienza, allora questo processo di distruzione dell’hardware viene addirittura accelerato notevolmente. Ciò che poi si manifesta, ad esempio, come sindrome da stress post-traumatico e si nota anche che in questo caso, in effetti, il centro della memoria addirittura si restringe, e in modo molto accelerato.
Und all diese Dinge kommen jetzt praktisch bei Corona zusammen. Also der Angriff, wie wir da noch besprechen werden, auf das autobiografische Gedächtnis, die Methodologie, die genetische, aber auch psychologische Maßnahmen beinhaltet und die Erkenntnis eben, dass man hier nicht nur die Software angreift, sozusagen im Gehirn, sondern auch die Hardware. Vielleicht dazu noch ein Gedanke, ich bin vor kurzem mal gefragt worden, ja, Desmet beschreibt im Prinzip jetzt die Software, also sozusagen die Auswirkungen oder die, ja, und ich beschreibe es irgendwie wie die Hardware-Angriff, aber wenn man diese Analogie zu Computern wirklich so weit treibt, dann ist es schon falsch, weil in so einem Gehirn gibt es keine Unterscheidung zwischen Hardware und Software. Wenn ich mal zum Beispiel sage, naja, ich habe jetzt eine gewisse, geringere psychologische Resilienz und das könnte jetzt ein Softwareproblem sein, dann kann man ganz klar sagen, da gibt es auch eine Hardware, die zerstört wird und die dafür verantwortlich ist. Und umgekehrt, wenn ich die geringere Resilienz habe, dann wird dieser Hardware-Zerstörungsprozess sogar noch viel schneller vorangetrieben. Was man dann zum Beispiel als posttraumatisches Stresssyndrom sieht und dann sieht man auch, dass tatsächlich in diesem Fall die Gedächtniszentrale sogar schrumpft und zwar ganz beschleunigt.
Robert CibisMolti conoscono infatti questa idea secondo cui la memoria è fondamentalmente una connessione tra cellule cerebrali e che ogni, proprio perché sono collegate in questo modo, si ha quindi questa immagine nella memoria, per esempio.
Viele kennen ja diese Idee, dass Gedächtnis im Grunde Verbindung zwischen Gehirnzellen ist und jede, weil die so verbunden sind, hat man dann dieses Bild im Gedächtnis zum Beispiel.
Dr. Michael NehlsÈ vero. Sì, in linea di principio sono le funzionalità delle sinapsi, quindi non si tratta affatto di una vera e propria connessione, non si collegano realmente. Quindi c’è ancora uno spazio tra di loro. Questo spazio viene chiamato fessura sinaptica. Ma fisicamente si tratta di una connessione, perché attraverso di essa vengono trasmessi dei segnali. E l’intensità di questi segnali genera poi, in un modo ancora sconosciuto e nel nostro caso immagini nella mente, contenuti mnemonici, pensieri e anche nuovi pensieri. Sì, è proprio così.
Das ist richtig. Ja, im Prinzip sind es die Funktionalitäten der Synapsen, also gar keine richtige Verbindung, die verbinden sich nicht wirklich. Also da ist noch eine Lücke dazwischen. Diese Lücke nennt man dann den synaptischen Spalt. Aber physisch ist es eine Verbindung, weil dort drüber Signale vermittelt werden. Und die Stärke dieser Signale erzeugt dann auf eine unbekannte Weise und bei uns dann so lange Bilder im Kopf und Erinnerungsinhalte und Gedanken und auch neue Gedanken. Ja, genau das ist es.
Robert CibisCosa fa ora questa iniezione? Cosa succede quando si è sotto l'influenza della proteina spike?
Was macht jetzt diese Spritze? Was macht es jetzt, wenn man gespiked ist?
Dr. Michael NehlsSì, poco fa ha accennato al fatto che la guerra, per così dire, ha origine nell’ambito militare, quindi dai ministeri della difesa, come si chiamano, in fin dei conti. Non ministeri dell’attacco, ma ministeri della difesa.
Ja, Sie haben ja vorhin erwähnt, dass der Warfare sozusagen von Militär ausgeht, also von Verteidigungsministerien letztendlich nennt man die ja. Nicht Angriffsministerien, sondern Verteidigungsministerien.
Robert CibisHo sentito dire che questi nomi sono relativamente recenti nella storia dell’umanità. Un tempo si chiamavano ministeri della guerra.
Ich habe gehört, dass diese Namen auch relativ neu sind in der Menschheitsgeschichte. Früher hießen die Kriegsministerien.
Dr. Michael NehlsSì, sì, esatto. Ma oggi tutto è un po’ edulcorato. Quindi, naturalmente, i termini influenzano anche la nostra comprensione. E tutto sembra molto più innocuo. Ed è anche un bene che non vediamo, per così dire, alcun pericolo, quando in realtà c’è. Se ora torniamo al virus o al vaccino, cioè prima del vaccino c’era innanzitutto il virus. E il virus stesso presentava già una certa pericolosità. E in realtà è quasi impossibile distinguere quest’ultima dal vaccino. Tranne per il fatto che si presenta il problema che la probabilità di contrarre il virus sia bassa. Che di solito infetta solo il tratto respiratorio, per così dire. Mentre proprio quella parte contro cui si viene vaccinati, rappresenta proprio la parte più pericolosa del virus. E lo fa regolarmente e con una probabilità molto più elevata. Quindi, in Germania al momento solo dal 10 al 20 per cento delle persone ha mai visto il virus. Ma l’80 per cento ha già visto il vaccino più volte. Ecco, è proprio questo che lo rende in realtà così pericoloso. Inoltre, il fatto che raggiunga tutte le cellule dell’organismo, proprio perché viene somministrato per via sistemica e non, come nel caso del virus, solo al tratto respiratorio. Comunque sia. Ciononostante, entrambi sono geneticamente modificati, cioè prima il virus e poi subito dopo anche il vaccino.
Ja, ja, genau. Aber heute ist ja alles etwas verharmlost. Also Begriffe prägen natürlich auch unser Verständnis. Und es klingt alles viel harmloser. Und das ist ja auch gut so, dass wir sozusagen gar keine Gefahr drohen sehen, wenn sie eigentlich da ist. Wenn Sie jetzt auf das Virus zurückgehen oder die Impfung, also vor der Impfung war ja erst mal das Virus. Und das Virus selbst hatte ja auch schon eine gewisse Gefährlichkeit. Und die ist eigentlich kaum zu unterscheiden von der Impfung. Außer, dass man das Problem hat, dass die Wahrscheinlichkeit, das Virus einzufangen, gering ist. Dass es meist nur den respiratorischen Trakt hier sozusagen infiziert. Während halt das, was man geimpft bekommt, halt der gefährlichste Teil des Virus ist. Das regelmäßig und mit einer viel höheren Wahrscheinlichkeit. Also in Deutschland sind ja momentan erst 10 bis 20 Prozent der Menschen haben jemals ein Virus, das Virus gesehen. Aber 80 Prozent haben die Impfung schon mehrfach gesehen. Also das macht es eigentlich so gefährlich. Plus der Umstand, dass es eben alle Körperzellen erreicht, weil es eben systemisch verabreicht wird und nicht wie beim Virus eben nur den respiratorischen Trakt. Trotzdem. Trotzdem haben beide, sind so genetisch engineiert, also erst das Virus und dann daraufhin auch der Impfstoff.
Sono stati modificati geneticamente. Ormai tutti ne sono ben consapevoli. E ci sono anche segni distintivi molto chiari, che spiegano perché non si tratti di una mutazione casuale o di un virus casuale, che potrebbe essersi sviluppato da qualche parte nel regno animale. E soprattutto una zona del virus e in particolare nella cosiddetta proteina spike del virus, quindi stiamo parlando qui di coronavirus, che hanno una corona e la corona ha delle punte, che in inglese si chiamano “spike”. Ed è per questo che si chiama proteina spike, che caratterizza la punta. E geneticamente si tratta del gene spike. Per produrre la proteina, cioè affinché il virus possa produrre la proteina, iniettando nelle nostre cellule il proprio materiale genetico. Ed è proprio lì che si trova il gene della proteina spike. E proprio questo gene della proteina spike è stato geneticamente modificato. E lo è stato in modo davvero attivo. Non è successo per caso. Tra le mie mutazioni genetiche ce ne sono anche di casuali. Si chiamano mutazioni quelle che avvengono per caso. Ma questa mutazione è talmente improbabile, che può essere esclusa da ogni logica, che possa essersi verificata per caso da qualche parte in natura, soprattutto perché non esiste nulla di simile. E si è cercato davvero. Sono state esaminate oltre 100.000 specie. Insomma, esemplari, campioni. Quindi sono stati prelevati campioni nel regno animale, nei dintorni di Wuhan, su oltre 100.000 animali.
Die sind ja genetisch engineiert worden. Da sind sich inzwischen alle klar drüber. Und da gibt es auch ganz klare Signaturen, warum das nicht eine Zufallsmutation oder ein Zufallsvirus ist, der im Tierreich irgendwo entstanden sein konnte. Und vor allem eine Stelle im Virus und vor allem im sogenannten Spike-Protein des Virus, also wir reden hier von Coronaviren, die haben eine Krone und die Krone hat Zacken und die Zacken heißen im Englischen Spike. Und deswegen nennt man das Spike-Protein, was die Zacke ausmacht. Und genetisch ist es das Spike-Gen. Das Protein zu produzieren, also dass der Virus das Protein produzieren kann, injiziert er ja bei uns in die Zellen sein genetisches Material. Und da ist eben das Gen für das Spike-Protein. Und dieses Gen für das Spike-Protein ist eben genetisch modifiziert worden. Und zwar also wirklich aktiv. Das ist nicht zufällig passiert. In meinen genetischen Veränderungen gibt es auch zufällig. Mutation nennt man die, die zufällig passieren. Aber diese Mutation ist so unwahrscheinlich, dass sie als ausgeschlossen werden kann mit allem gesunden Menschenverstand, dass es irgendwo in der Natur zufällig entstanden sei, zumal es nichts Ähnliches gibt. Und man hat wirklich gesucht. Über 100.000 Spezies wurden untersucht. Also Spezimens, Aspecimens. Also man hat Proben genommen beim Tierreich, bei Wuhan herum, bei über 100.000 Tieren.
Non è stato trovato alcun coronavirus da nessuna parte, che assomiglia solo vagamente a questo qui. All’epoca, infatti, non si era ancora diffuso e non era possibile essere individuato. Nel frattempo, ovviamente, è presente anche nel regno animale. Ma questa mutazione, che proprio suggerisce in modo così significativo un intervento di ingegneria genetica, è un cosiddetto sito di scissione della furina. E ora faccio subito un collegamento con il Ministero della Difesa degli Stati Uniti, perché esiste un collegamento diretto. E per capire tutto questo, devo ora fare un passo indietro. I coronavirus si legano, per così dire, alle cellule del corpo tramite questa proteina spike. Si tratta, per così dire, della parte più esterna della superficie. Con delle sporgenze. E poi si lega alle nostre cellule. E poi il materiale genetico viene iniettato nelle cellule, in modo che il virus possa nuovamente riprodursi. E affinché il virus diventi, per così dire, efficiente, durante la penetrazione questa proteina spike viene scissa. E questa scissione è un processo lento. Per rendere il virus, per così dire, un’arma biologica più efficiente in termini di infettività, un think tank, ovvero un centro di ricerca della cosiddetta DARPA, ovvero la Defense Agency for Research e così via. Si occupano, per così dire, della ricerca sulle armi biologiche, sulle armi nucleari, su qualsiasi cosa.
Man hat nirgends ein Coronavirus gefunden, der nur annähernd so aussieht wie das hier. Also es hat sich damals noch nicht verbreitet gehabt und konnte nicht gefunden werden. Inzwischen gibt es es natürlich auch im Tierreich. Aber diese Mutation, die da eben so signifikant für das Engineering spricht, ist so eine sogenannte Furin-Spaltstelle. Und ich mache gleich den Bogen hier zum Verteidigungsministerium der USA, weil da gibt es eine direkte Verbindung. Und um das alles zu verstehen, muss ich jetzt gleich ein ganzes Stück weiter ausholen. Die Coronaviren docken sozusagen an Körperzellen mit diesem Spike-Protein an. Das ist an der Oberfläche sozusagen das Äußerste. Mit Zacken. Und dann dockt es an bei uns in Körperzellen. Und dann wird das genetische Material in die Zellen injiziert, damit das Virus sich wieder vervielfältigen kann. Und damit der Virus sozusagen effizient wird, wird beim Eindringen dieses Spike-Protein gespalten. Und diese Spaltung ist ein langsamer Prozess. Um das Virus sozusagen als Biowaffe effizienter zu machen in seiner Infektiosität, hat ein Think Tank, also eine Denkzentrale der sogenannten DARPA, also Defense Agency for Research und so weiter. Die machen sozusagen die Forschung an Biowaffen, an Atomwaffen, was auch immer.
Insomma, fanno ricerca su tutto ciò che è un'arma. E lì un think tank di loro ha proposto di migliorare il coronavirus come arma biologica, si dovrebbe già studiare una di queste due scissioni, necessarie affinché il virus possa penetrare nella cellula, una delle quali andrebbe anticipata. Idealmente, inseriamo un sito di scissione della furina nella proteina spike. Questa era la proposta. Una furina di questo tipo, bisogna precisare, è un enzima presente nelle nostre cellule corporee. Cioè, con un colpo secco la proteina spike viene divisa in due parti. E così il virus diventa più infettivo e più facile da utilizzare come arma biologica. Ufficialmente, era il 2018, ufficialmente la DARPA ha dichiarato: che non lo facciamo. La realtà, però, è che che nel coronavirus è poi comparso un sito di scissione della furina. E precisamente proprio al centro della proteina spike. E questa sequenza della proteina spike, cioè il gene della proteina spike per questo sito di scissione della furina, cioè per questo sito di scissione, è stata brevettata già nel 2016 da Moderna. Ed è composta da 19 lettere. E la probabilità che ora 19 lettere nell’ordine perfetto e sequenza si verifichino per caso da qualche parte, è come se, non so, non l’ho calcolata, ma è più probabile vincere dieci jackpot del lotto di fila con sei numeri esatti, è più probabile. Quindi è praticamente impossibile, per così dire.
Also alles, was Waffen sind, erforschen die. Und da hat ein Think Tank von denen vorgeschlagen, um das Coronaviren als Biowaffe besser zu machen, sollte man schon mal eine dieser zwei Spaltungen, die notwendig sind, damit das Virus in die Zelle eindringen kann, eine schon mal vorwegnehmen. Idealerweise, wir bauen eine Furin-Spaltstelle in das Spike-Protein ein. Das war der Vorschlag. Eine solche Furin, Furin muss man sagen, ist ein Enzym, das unsere Körperzellen haben. Das heißt, es macht Schnipp und das Spike-Protein wird in zwei Teile geteilt. Und damit wird das Virus infektiöser und als Biowaffe besser zu verwenden. Offiziell, das war 2018, offiziell hat die DARPA gesagt, das machen wir nicht. Realität ist allerdings, dass eine Furin-Spaltstelle dann im Coronavirus auftauchte. Und zwar genau mitten im Spike-Protein. Und diese Spike-Protein-Sequenz, also die eben Gen von Spike-Protein für diese Furin-Spaltstelle, also für diese Schnittstelle, kodiert, die wurde 2016 schon patentiert von Moderna. Und die besteht aus 19 Buchstaben. Und die Wahrscheinlichkeit, dass jetzt 19 Buchstaben in der perfekten Reihenfolge und Sequenz irgendwo zufällig auftreten, ist so, wie wenn man, keine Ahnung, ich habe es nicht ausgerechnet, aber ich habe zehn Lotto-Jackpots hintereinander mit sechs richtigen, ist wahrscheinlicher. Also es ist sozusagen ausgeschlossen.
Robert CibisL'ho letto, curiosamente, di recente, circa uno su un trilione.
Ich hatte das witzigerweise neulich gelesen, eins zu einer Billion circa.
Dr. Michael NehlsSì, è incredibilmente bassa. E per questo bisogna supporre che questa sequenza di Moderna sia stata inserita lì a Wuhan con l’idea di un’arma biologica. Ok. Ora, il fatto è che mi sono posto la domanda: beh, si tratta solo di infettività? Può darsi. Ma ciò che era noto fin dai tempi della SARS-CoV-1, è che la proteina spike è neurotossica. E cioè, ed è qui che entra in gioco la mia conoscenza della memoria autobiografica, è necessario un determinato meccanismo, per poter pensare in modo efficiente. Per questo motivo mi spingo ora brevemente in questa direzione e poi riuniremo i due filoni di pensiero, come vorrei fare nella mia proposta. Quindi la memoria autobiografica ha una certa caratteristica. Ci permette di ricordare immediatamente tutto ciò ciò che abbiamo sentito una volta. Quindi, se ora stiamo conversando qui e qualcuno ci ascolta, oppure se entrambi cerchiamo naturalmente di ricordare anche noi quello che abbiamo detto, allora è possibile solo perché, grazie a questo centro della memoria autobiografica, che ha la capacità di fissare un pensiero dopo averlo sentito una sola volta o un pensiero, che abbiamo avuto solo una volta, di memorizzarlo immediatamente e in modo permanente. Si tratta di una funzionalità unica, se si pensa, quando vado in bicicletta, devo prima provarlo dieci volte finché non ci riesco.
Ja, es ist unfassbar gering. Und deswegen muss man davon ausgehen, diese Moderna-Sequenz wurde dort eingebaut in Wuhan und mit der Idee der Biowaffe. Okay. Jetzt ist es so, jetzt habe ich mir die Frage gestellt, na, geht es nur um Infektiosität? Kann sein. Aber was auch bekannt war seit SARS-CoV-1, dass das Spike-Protein neurotoxisch ist. Und zwar, und da kommt eben mein Wissen um das autobiografische Gedächtnis her, da ist ein bestimmter Mechanismus notwendig, dass wir effizient denken können. Deswegen hole ich jetzt mal ganz kurz in dieser Ecke aus und dann bringen wir die beiden Gedankenstränge zusammen, würde ich bei meinem Vorschlag. Also das autobiografische Gedächtnis hat eine gewisse Eigenschaft. Es erlaubt uns, alles sofort zu merken, was wir einmal gehört haben. Also wenn wir jetzt hier ein Gespräch führen und jemand hört zu oder wir beide versuchen natürlich uns auch zu merken, was wir gesagt haben, dann ist es nur möglich, weil wir über diese autobiografische Gedächtniszentrale, die die Fähigkeit hat, einen Gedanken nach einmaligem Hören oder einen Gedanken, den wir nur einmal hatten, ihn sofort zu merken und zwar dauerhaft. Das ist eine einzigartige Funktionalität, wenn man sich vorstellt, wenn ich Fahrrad fahre, fahre ich erst mal zehnmal runter, bis ich es kann.
Se voglio imparare un brano al pianoforte, devo ripeterlo un'infinità di volte, finché non mi viene abbastanza bene. Se voglio imparare una parola, un termine straniero, non so quante ripetizioni mi servano, prima di riuscire finalmente a impararla. Ma un pensiero che ci viene in mente, soprattutto se ci entusiasma, quello è importante, ce lo ricordiamo per sempre. So persino esattamente quando e dove ho avuto quel pensiero. E proprio quel «quando» e quel «dove» sono determinanti, perché proprio in quel momento e in quel luogo si trova l’ippocampo, ovvero il nostro centro della memoria autobiografica, e situata qui, grande quanto un pollice, nei lobi temporali, è l’ippocampo a stabilire il quando e il dove, ciò che, per così dire, abbiamo pensato, come ci siamo sentiti e memorizza anche questo contenuto da qualche parte. Per questo chiamo queste cellule nervose “del quando” e “del dove”. Per i neuroni «dove» c’è stato almeno un premio Nobel, quando sono state scoperte. Esistono anche i neuroni “quando”, i neuroni temporali, per i quali però non è stato ancora assegnato alcun Premio Nobel, ma ne varrebbe la pena. E insieme definiscono ciò che abbiamo pensato, quando e dove, e dove lo ritroviamo nel cervello. Ciò significa che anche per ricordare abbiamo bisogno di questi neuroni del «quando» e del «dove», per questo li chiamo anche neuroni indice. Questo è il termine. E per ora lavoreremo semplicemente con questo, i neuroni indice. E l’ippocampo possiede questi neuroni indice e ora, quando impariamo qualcosa durante il giorno, pensiamo o conversiamo, allora a un certo punto ci sentiamo stanchi, lo sente chiunque. Questa stanchezza, che si sviluppa, si chiama «ego-depletion». È un termine scientifico.
Wenn ich ein Klavierstück lernen möchte, muss ich es zigmal wiederholen, bis es einigermaßen sitzt. Wenn ich ein Vokabel lernen will, ein Fremdwort, ich weiß nicht, wie viel Wiederholung ich brauche, bis es endlich kann. Aber ein Gedanke, den wir haben, vor allem wenn er uns begeistert, das ist wichtig, den merken wir uns für immer. Ich weiß sogar genau, wann und wo ich diesen Gedanken hatte. Und dieses Wann und Wo ist auch entscheidend, weil über das Wann und Wo liegt der Hippocampus, das ist unsere autobiografische Gedächtniszentrale und daumengroß hier in den Schläfenlappen gelegen, das Wann und Wo legt der Hippocampus fest, was wir sozusagen gedacht haben, wie es sich angefühlt hat und speichert auch diesen Inhalt irgendwo. Deswegen nenne ich diese Wann- und Wo-Nervenzellen. Für die Wo-Nervenzellen gab es zumindest einen Nobelpreis, als die entdeckt worden sind. Die Wann-Neurone gibt es auch, die Zeit-Neurone, dafür hat man noch keinen Nobelpreis vergeben, das ist aber auch wert. Und in Kombination definieren die, was wir wann wo gedacht haben und wo wir es im Gehirn wiederfinden. Das heißt, wir brauchen auch zur Erinnerung diese Wann- und Wo-Neurone, deswegen nenne ich die auch Index-Neurone. Das ist der Begriff. Und mit dem arbeiten wir jetzt einfach mal, die Index-Neurone. Und der Hippocampus hat diese Index-Neurone und jetzt, wenn wir uns tagsüber etwas lernen, Gedanken haben oder Gespräche führen, dann sind wir irgendwann mal müde, spürt jeder. Diese Müdigkeit, die sich entwickelt, nennt man Ego-Depletion. Das ist ein wissenschaftlicher Begriff.
E quando siamo stanchi, non ci va più di mettere in moto la mente. Allora lasciateci in pace. E rimandare i pensieri importanti al giorno successivo, meglio così. E questo “ego depletion”, questo non attivare il pensiero, cioè questo non attivare il pensiero, per questo Daniel Kahneman ha persino ricevuto un Premio Nobel. Ha ricevuto un Premio Nobel per aver scoperto che esistono due sistemi di pensiero. Un pensiero veloce, che comprende, per così dire, le nostre azioni di routine, e un vero e proprio ragionamento. E ha scoperto che, che in determinate condizioni non vogliamo più riflettere. Ha quindi compreso che, in caso di “ego depletion”, una certa energia mentale venga persa. Ma quando fu assegnato il Premio Nobel nel 2002, all’epoca, non si sapeva cosa fosse questa energia mentale. E non lo si sapeva nemmeno fino a poco tempo fa. E ho scritto un libro che si intitola, "Il cervello esausto", in cui ho identificato questa energia. Segretamente spero che forse ci sia un Premio Nobel anche per la scoperta di questa energia. Sarebbe una cosa fantastica, soprattutto perché ha implicazioni incredibili. L’energia, la faccio breve, che è, per così dire, necessaria, per poter formulare continuamente nuovi pensieri, risiede nella produzione di nuovi neuroni indice.
Und wenn wir müde sind, dann schalten wir unser Denken nicht mehr gerne ein. Dann wollen wir unsere Ruhe haben. Und wichtige Gedanken lieber auf den nächsten Tag wieder verlegen, besser. Und diese Ego-Depletion, dieses Nicht-Einschalten des Denkens, also dieses Nicht-Einschalten des Denkens, dafür hat Daniel Kahneman sogar einen Nobelpreis bekommen. Er hat einen Nobelpreis bekommen, indem er herausgefunden hat, dass es zwei Denksysteme gibt. Ein schnelles Denken, was sozusagen unsere Routine-Handlungen umfasst und ein wirkliches Nachdenken. Und er hat herausgefunden, unter bestimmten Bedingungen wollen wir nicht mehr nachdenken. Er hat also begriffen, dass bei dieser Ego-Depletion irgendeine mentale Energie verloren geht. Aber der Nobelpreis 2002 vergeben, damals, man wusste nicht, was diese mentale Energie ist. Und das wusste man auch bis vor kurzem nicht. Und ich habe ein Buch geschrieben, das heißt, Das erschöpfte Gehirn, dort habe ich diese Energie identifiziert. Insgeheim hoffe ich, vielleicht gibt es einen Nobelpreis auch für die Entdeckung der Energie. Wäre eine coole Sache, vor allem, weil es unglaubliche Implikationen hat. Die Energie, ich mache es jetzt kurz, die sozusagen notwendig ist, dass wir immer wieder neue Gedanken fassen können, liegt in der Produktion neuer Indexneuronen.
È facile da immaginare. Quando i neuroni indice sono esauriti a causa di un intenso processo di riflessione, non ci sono sinapsi libere, allora non vogliamo più affaticare il nostro cervello. Perché quando ci vengono in mente nuovi pensieri, anche se tutti gli spazi sono già occupati, allora funziona solo sovrascrivendo i vecchi neuroni indice. Credo che sia comprensibile. Insomma, è come sfogliare le pagine di un diario. Ho un diario e riempio la pagina di scarabocchi. E se adesso non volo la pagina e continuo a scrivere, allora alla fine tutto diventa illeggibile. E il "voltare pagina" consiste nel fatto che produciamo nuovi neuroni indice. Questa è una seconda caratteristica particolare dell’ippocampo, che si trova proprio qui in alto, ovvero il nostro centro della memoria. Può farlo per tutta la vita, ogni giorno, o meglio, ogni notte, solo di notte, quando dormiamo, produrre migliaia di nuovi neuroni indice. E senza questi neuroni indice siamo cronicamente a corto di ego. Non siamo in grado, o semplicemente non vogliamo accogliere nuovi pensieri. Questo è il problema. Ciò significa che se ora, per così dire, volessi influenzare qualcuno, affinché, per esempio, smetta di riflettere, che, per così dire, accetti tutto, che non voglia guardare oltre il proprio naso, allora in realtà devo solo fare in modo che, che non produca nuovi neuroni indice. A quel punto sarà cronicamente esausto e accetterà tutto.
Das kann man sich ganz einfach vorstellen. Wenn die Indexneuronen durch viel Nachdenken verbraucht sind, es gibt keine freien Synapsen, dann wollen wir unser Gehirn nicht mehr belasten. Weil wenn wir neue Gedanken haben, obwohl alle schon besetzt sind, dann funktioniert es ja nur, indem wir alte Indexneuronen überschreiben. Ich glaube, das ist verständlich. Also es ist wie so ein Umblättern im Tagebuch. Ich habe ein Tagebuch und kritzele die Seite voll. Und wenn ich jetzt nicht umblättere und weiterschreibe, dann ist nachher alles unleserlich. Und das Umblättern besteht darin, dass wir neue Indexneuronen produzieren. Das ist eine zweite besondere Eigenschaft des Hippocampus, der hier oben liegt, also unserer Gedächtniszentrale. Er kann lebenslang, täglich, beziehungsweise jede Nacht, das ist nur nachts, wenn dann wir schlafen, tausende neue Indexneuronen produzieren. Und ohne diese Indexneuronen sind wir chronisch ego-depletiert. Wir sind nicht fähig, oder wir wollen nicht neue Gedanken aufnehmen. Das ist das Problem. Das heißt, wenn ich jetzt sozusagen jemanden beeinflussen will, dass er zum Beispiel nicht mehr nachdenkt, dass er sozusagen alles hinnimmt, dass er nicht über den Tellerrand schauen will, dann muss ich eigentlich nur dafür sorgen, dass er keine neuen Indexneuronen produziert. Dann ist er chronisch erschöpft und nimmt alles hin.
E questo significa che i neuroni indice come bersaglio d’attacco sono un argomento molto interessante argomento. A ciò si aggiunge il fatto che i neuroni indice, che vengono prodotti di recente, hanno ancora molte altre proprietà. Ad esempio, sono responsabili della nostra resilienza psicologica. Meno neuroni indice produciamo, tanto meno siamo resilienti dal punto di vista psicologico. Di conseguenza, ciò significa che le persone che producono pochi neuroni indice tendono alla depressione. In casi estremi, la condizione diventa cronica. E quando diventa cronica, la produzione, cioè la mancata produzione di neuroni indice, la causa principale dell’Alzheimer. Ecco perché ho detto, quando ho esaminato tutte le misure anti-Covid del 2020 tutto ciò che stava accadendo, è in linea di principio già un attacco alla produzione dei neuroni indice. Perché la produzione di neuroni indice dipende dal fatto dal fatto che viviamo in modo adeguato alla nostra specie. Se non viviamo in modo adeguato alla nostra specie, allora essa si arresta. E ho già potuto dimostrare, in libri precedenti, che possiamo mantenere il nostro centro della memoria eternamente giovane, anche grazie a questo meccanismo, la neurogenesi ippocampale adulta. Si tratta cioè della formazione di nuove cellule cerebrali nell’ippocampo, anche negli adulti, è un fenomeno unico. E questa neurogenesi ippocampale adulta produce proprio questi neuroni indice.
Und das heißt, die Indexneuronen als Angriffsziel ist ein sehr spannendes Thema. Dazu kommt noch, Indexneuronen, die produziert werden neu, haben noch ganz viele weitere Eigenschaften. Zum Beispiel sind sie verantwortlich für unsere psychologische Resilienz. Je weniger Indexneuronen wir produzieren, umso weniger sind wir psychisch resilient. Im Umkehrschluss bedeutet das, Menschen, die wenig Indexneuronen produzieren, neigen zur Depression. Im Extremfall wird es chronisch. Und wenn es chronisch wird, ist die Produktion, also die Nichtproduktion von Indexneuronen, die Hauptursache für Alzheimer. Deswegen habe ich gesagt, als ich die ganzen Corona-Maßnahmen 2020 mir angeschaut habe, alles, was da passiert, ist im Prinzip schon ein Angriff auf die Produktion der Indexneuronen. Weil die Indexneuronenproduktion hängt davon ab, dass wir artgerecht leben. Wenn wir nicht artgerecht leben, dann steht die still. Und ich konnte schon zeigen, in früheren Büchern, dass wir unsere Gedächtniszentrale ewig jung halten können, auch über diesen Mechanismus, der adulten hippocampalen Neurogenese. Also die Bildung neuer Hirnzellen im Hippocampus, auch beim Erwachsenen, einzigartig. Und diese adulte hippocampale Neurogenese produziert eben diese Indexneuronen.
E questi neuroni indice, questa produzione costante, è il correlato della nostra naturale curiosità, perché vogliono, appunto, raccogliere nuovi ricordi. Se non lo facciamo, muoiono di nuovo, perché in quel caso le sinapsi non vengono utilizzate. E le sinapsi che non vengono utilizzate, sono un segnale di morte per le cellule, si chiama apoptosi. Ciò significa che solo se utilizzo davvero i miei neuroni indice, quelli nuovi, cioè se sono curioso e voglio davvero imparare qualcosa di nuovo, allora questi rimangono. E per questo mi sono chiesto: ok, quali sono i meccanismi che fanno crescere i neuroni indice, che ne stimolano la produzione, e quali sono i meccanismi che li bloccano. Perché nella nostra società si verifica, nonostante abbiamo il potenziale per far crescere l’ippocampo ogni anno di, uno, due, tre per cento, il potenziale di crescita, l’ippocampo si riduce. Nella nostra società l’ippocampo si riduce in media dall’1 all’ 1,5 per cento negli adulti. Ciò significa che viviamo già in modo così estraneo alla nostra natura, che il nostro ippocampo, il nostro centro della memoria, si sta riducendo, ed è per questo che la depressione, la malattia numero uno, già nel 2019, e la terza più diffusa, cioè nella lista delle malattie, per così dire, che causano la morte, al terzo posto c’è l’Alzheimer. E già nel 2020, quando sono state introdotte tutte quelle misure, sapendo cosa fosse necessario per produrre i neuroni indice, ho detto: «In pratica, lo stiamo paralizzando».
Und diese Indexneuronen, diese ständige Produktion, ist das Korrelat für unsere natürliche Neugier, weil die wollen ja neue Erinnerungen sammeln. Wenn wir es nicht tun, sterben die wieder ab, weil dann werden die Synapsen ja nicht gebraucht. Und Synapsen, die nicht gebraucht werden, sind ein Todessignal für Zellen, nennt man Apoptose. Das heißt, nur wenn ich meine Indexneuronen wirklich nutze, die neuen, das heißt neugierig bin und wirklich Neues lernen will, dann bleiben die erhalten. Und deswegen habe ich dann geschaut, okay, was sind die Mechanismen, die Indexneuronen wachsen lassen, die die Produktion anregen, und was sind die Mechanismen, die sie blockieren. Denn in unserer Gesellschaft findet, obwohl wir das Potenzial haben, den Hippocampus jedes Jahr ein, zwei, drei Prozent wachsen zu lassen, so ist das Potenzial des Wachstums, schrumpft der Hippocampus. In unserer Gesellschaft schrumpft der Hippocampus im Jahr im Schnitt von 1 bis 1,5 Prozent beim Erwachsenen. Das heißt, wir leben jetzt schon so artfremd, dass unser Hippocampus, unsere Gedächtniszentrale schrumpft, und deswegen ist Depression, die führende Krankheit Nummer 1, war schon 2019, und die dritte häufigste, also an der Liste der sozusagen Krankheiten, die Tod verursachen, an Stelle 3 liegt Alzheimer. Und ich habe schon, als sich 2020 die ganzen Maßnahmen eingeführt worden sind, mit dem Wissen, was notwendig ist, um die Indexneuronen zu produzieren, habe ich gesagt, wir legen das praktisch jetzt lahm.
E ho previsto che i tassi di depressione sarebbero aumentati, e che i tassi di Alzheimer dovranno aumentare. E questa è solo la punta dell’iceberg di una società, la cui memoria autobiografica non funziona più, e che dice “sì” e “amen” a tutto. E in effetti, nel corso del primo anno di pandemia, grazie alle misure che erano già in vigore all’epoca, a livello mondiale, rispetto al picco massimo, che l’OMS aveva dichiarato come picco massimo a livello mondiale nel 2019, i tassi di depressione sono triplicati. Per quanto riguarda l’Alzheimer, solo tra il 2018 e il 2021, i casi in Germania sono aumentati del 30 per cento. E a causa dell’accelerazione del processo dell’Alzheimer, ora ci sono molti più giovani, circa 100.000 persone sotto i 65 anni, che attualmente sviluppano l’Alzheimer. E questo fenomeno è destinato ad accelerare ulteriormente. Allora ho detto: «Sì, fantastico, questo è un attacco diretto alla memoria autobiografica, tutto ciò che accade lì. Ma la cosa più scioccante è stata in realtà la proteina spike. Insomma, l’inserimento di questo sito di scissione della furina è l’intervento definitivo e più duraturo nell’ intervenire sulla memoria autobiografica, nella produzione di questi neuroni indice, per noi vitali. Ed è proprio questo che mostro ora in questo libro, che a ciò si aggiunge anche questo. E questo appello, che proprio tre, quattro giorni fa sulla rivista «Ärztezeitung», che ricevo regolarmente, dice che dovremmo ricominciare a pensare alla vaccinazione, in autunno, contro il Covid, preferibilmente insieme al vaccino antinfluenzale, doppia vaccinazione, anche con mRNA, una novità assoluta sul mercato, vaccinazione regolare e, preferibilmente, vaccinare anche gli adolescenti off-label.
Und ich habe prognostiziert, dass die Depressionsraten hochgehen müssen, und dass die Alzheimer-Raten hochgehen müssen. Und das ist ja nur die Spitze des Eisbergs einer Gesellschaft, deren autobiografisches Gedächtnis nicht mehr funktioniert, und zu allem Ja und Amen sagt. Und tatsächlich, innerhalb des ersten Jahres von Corona, durch die Maßnahmen, die damals schon waren, hat sich weltweit von Höchststand, den die WHO als Höchststand weltweit deklariert hatte 2019, die Depressionsraten verdreifacht. Alzheimer hat sich allein von 2021 und 2018 ausgesehen, die Fälle in Deutschland haben sich um 30 Prozent erhöht. Und durch die Beschleunigung des Alzheimer-Prozesses sind sogar jetzt viel mehr Junge, um die 100.000 Menschen unter 65, kriegen wir momentan Alzheimer. Und das wird sich noch weiter beschleunigen. Dann habe ich gesagt, ja super, das ist ein direkter Angriff auf das autobiografische Gedächtnis, alles was da passiert. Aber der größte Hammer war eigentlich dann das Spike-Protein. Also der Einbau dieser Furin-Spaltstelle ist der ultimative und dauerhafteste Eingriff in das autobiografische Gedächtnis, in die Produktion dieser für uns lebenswichtigen Index-Neurone. Und das zeige ich jetzt in diesem Buch eben auf, dass das noch dazu kommt. Und dieser Aufruf, der gerade vor drei, vier Tagen wieder war in der Ärztezeitung, ich kriege die ja regelmäßig, wir sollen jetzt wieder an die Impfung denken, im Herbst, Corona, am besten noch gleichzeitig mit Influenza, Doppelimpfung, auch mRNA, ganz neu auf dem Markt, regelmäßige Impfung und am besten Jugendliche auch impfen off Label.
E mi sono anche già chiesto: perché si vaccinano persone che sono così giovani, sì, bambini, sì, neonati, sì, le donne incinte, che non appartengono affatto a gruppi a rischio. Che senso ha? Si tratta davvero solo di fare soldi con la vaccinazione? Oppure, dal mio punto di vista, non si tratta proprio di questo attacco alla memoria autobiografica che porta a rendere le persone docili. e questo fin dalla più tenera età. E ciò che ricorda un po’ «Il mondo nuovo», sì, la distruzione del cervello fin dalla nascita, sì, il fatto che si producano, per così dire, esseri umani Alfa, Beta, Gamma, Delta. E questo è un po’ azzardato, forse un po’ inverosimile, ma in un certo senso è ovvio, no? E ora torniamo forse a quel sito di scissione della furina. Perché è così importante per il nostro ippocampo e, soprattutto, per la formazione di nuove cellule cerebrali così drammatica e problematica? E perché si tratta di un attacco? Questo è in realtà il nocciolo della questione. Ciò che mi ha stupito fin dall’inizio è stato è l’inserimento di questo sito di scissione della furina dal punto di vista di che effetto ha avuto, oltre al fatto che che il virus diventi così leggermente più infettivo. e poiché sapevo già, grazie alle mie ricerche, quali siano, per così dire, le conseguenze, ovvero che la neurogenesi nell’ippocampo, cioè la produzione dei neuroni indice, che sono fondamentali per la nostra autostima, la nostra consapevolezza di sé, la nostra capacità di ragionare, tutti questi fattori, che sono facoltà così importanti, con le quali affrontiamo la vita, perché cosa lo ostacola? E mi è diventato chiaro abbastanza rapidamente, grazie alcuni studi, che oltre allo stress, gli alti livelli di cortisolo, che bloccano la neurogenesi, allo stesso tempo è neurotossico, ecco perché le persone che soffrono di stress cronico, sindrome da stress post-traumatico, tendono ad avere un ippocampo rimpicciolito, lo stress cronico porta infine alla depressione e, a lungo termine, all’Alzheimer, tutto aveva senso. Ma ciò che è estremamente efficace è per stimolare l’ippocampo nella produzione di queste cellule nervose, che sono importanti per noi, proprio questi neuroni indice, è l’infiammazione, l’infiammazione cronica, ovvero l’infiammazione acuta, che diventa cronica.
Und ich habe mich auch schon gefragt, wieso impft man Menschen, die so jung sind, ja Kinder, ja Babys, ja Schwangere, die gar nicht Risikogruppen sind. Was ist der Sinn? Geht es wirklich nur um Geld verdienen an der Impfung? Oder aus meiner Sicht eben ist es nicht dieser Angriff auf das autobiografische Gedächtnis, der dazu führt, Menschen gefügig zu machen. und zwar schon von klein an. Und was ein bisschen an Brave New World erinnert, ja, die Zerstörung des Gehirns schon von Geburt an, ja, dass man sozusagen Alpha, Beta, Gamma, Delta Menschen produziert. Und das ist ein bisschen weit, vielleicht weit hergeholt, aber es liegt irgendwie auf der Hand, ne. Und jetzt ganz zurück vielleicht zu dieser Furin-Spaltstelle. Warum ist die für unseren Hippocampus und vor allem für die Bildung neuer Hirnzellen so dramatisch und problematisch? Und warum ist das ein Angriff? Das ist eigentlich der Kern. Was mich eben ganz früh dann gewundert hat, ist das Einbau dieser Furin-Spaltstelle unter dem Aspekt, was hat es bewirkt, es noch außer dem Umstand, dass das Virus dadurch etwas infektiöser wird. und weil mir eben bekannt war aufgrund meiner Forschung, was alles sozusagen bewirkt, dass die Neurogenese im Hippocampus, also die Produktion der Indexneuronen, die für unser Selbstwertgefühl, unser Selbstbewusstsein, unsere Denkfähigkeit, all diese Faktoren, die so wichtige Fakultäten sind, mit denen wir durchs Leben schreiten, denn was behindert das? Und mir ist relativ schnell klar geworden durch Studien, dass vor allem ein großer Hemmer neben Stress, hohe Cortisol-Spiegel, blockieren die Neurogenese, gleichzeitig ist es neurotoxisch, deswegen Leute, die chronischen Stress haben, posttraumatisches Stresssyndrom, neigen dazu, einen geschrumpften Hippocampus zu haben, Dauerstress führt letztendlich dann zur Depression und langfristig zu Alzheimer, hat alles Sinn gemacht. Aber was auch extrem effizient ist, um den Hippocampus in der Produktion dieser Nervenzellen, die wichtig sind für uns, eben diese Indexneurone, zu blockieren, ist Entzündung, chronische Entzündung, also oder akute Entzündung, die chronisch wird.
La logica è molto semplice: in caso di infiammazione acuta, il corpo deve mobilitare tutte le energia per combattere l’ infiammazione acuta. È quindi logico che in questo stato si debbano bloccare le misure rigenerative vengano bloccate, dato che richiedono anch’esse energia. Quindi la guarigione della ferita viene compromessa, finché combattiamo un’infezione. Ciò significa che tutte le cellule staminali non si moltiplicano in quel momento, in cui siamo sotto stress, o meglio, lo stress, appunto, fa aumentare il cortisolo, e inibisce la produzione di cellule staminali, ovvero, non c’è neurogenesi. È logico, ma lo stesso vale anche in caso di infezioni, perché, e poi è così, ho controllato, sì, in effetti tutte le mediatori dell’infezione, comprese le interleuchine, ad esempio l’interleuchina 1, l’interleuchina 6, l’interleuchina 10 o anche il fattore di necrosi tumorale alfa, TNF-alfa, che sono potenti, anzi davvero estremamente potenti inibitori della neurogenesi nell’ippocampo. E l’ho scoperto già nel 2007, quando uscì una pubblicazione sul SARS-CoV-1, secondo cui la proteina Spike sovraregola proprio queste citochine. Ciò significa che già allora mi era chiaro che con la proteina Spike si può bloccare la neurogenesi.
Die Logik ist ganz einfach, in einer akuten Entzündung muss der Körper alle Energie mobilisieren, um die akute Entzündung zu bekämpfen. Logisch ist deswegen auch, dass man in dem Zustand ja regenerative Maßnahmen blockiert, die kosten ja auch Energie. Also die Wundheilung wird gestört, solange wir eine Infektion bekämpfen. Das heißt, alle Stammzellen vermehren sich nicht in dem Moment, wo wir unter Stress sind, beziehungsweise, Stress macht es eben auch, Cortisol geht hoch, unterdrückt die Stammzellproduktion, sprich, wir haben keine Neurogenese. Das ist logisch, aber auch bei Infektionen ist es eben so, weil, und dann ist es, habe ich nachgeguckt, ja, tatsächlich alle relevanten Infektionsbotenstoffe, Interleukine dazu, zum Beispiel Interleukin 1, Interleukin 6, Interleukin 10 oder auch der Tumor-Nekrose-Faktor Alpha, TNF-Alpha, die sind potente, also wirklich extrem potente Inhibitoren der Neurogenese im Hippocampus. Und das habe ich herausgefunden, 2007 schon, da gab es eine Publikation zu SARS-CoV-1, dass das Spike-Protein genau diese Zytokine hochreguliert. Das heißt, mir war damals schon klar, mit Spike kann man die Neurogenese blockieren.
E ora arriva la sorpresa: grazie all’ introduzione di questo sito di scissione della furina si formano ora, dopo il taglio operato dalla furina, la proteina Spike viene tagliata in due parti, quindi abbiamo due subunità, chiamate S1 e S2, S sta per Spike, S1 e S2, subunità. E quella esterna è la subunità S1 ed è quella che interagisce con le nostre cellule corporee. Ed è proprio questa che, ad esempio, fa sì che che i globuli bianchi producano l’interleuchina e il TNF-alfa, che bloccano l’ippocampo, vengano prodotti. Ciò significa che, attraverso il sito di scissione della furina, ora produco una grande quantità di subunità S1 nel corpo. E questa subunità S1 ha un’altra caratteristica davvero critica. È in grado di superare molto facilmente la barriera emato-encefalica. Mentre il virus, un virus respiratorio, non riesce affatto a superare la barriera emato-encefalica in modo significativo, la proteina spike invece sì. E soprattutto la subunità S1 è estremamente neurotropica. Ciò significa che non solo è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, ma è anche tossica per il cervello. Ciò significa che, con l’introduzione del sito di scissione della furina, ho creato un’arma biologica contro la memoria autobiografica. E questo spiega anche diverse cose. In primo luogo, perché si è creato, solo per il virus, per questo vaccino, cioè questo materiale genetico, che contiene questa proteina spike, compresa proprio l’interfaccia della proteina Spike nel codice genetico, perché si sono scelte come veicolo proprio queste nanoparticelle lipidiche come veicolo, cioè queste LNP?
Und jetzt kommt der Hammer, durch die Einführung dieser Furin-Spaltstelle entstehen jetzt nach dem Schnitt durch das Furin, schneidet es in zwei Teile des Spike-Protein, dann haben wir zwei Untereinheiten, man nennt die S1 und S2, S steht für Spike, S1 und S2, Untereinheit oder Subunit. Und die äußere ist die S1-Subunit und das ist die, die mit unseren Körperzellen interagiert. Und es ist die, die zum Beispiel dafür sorgt, über die weißen Blutkörperchen, dass diese Interleukin und TNF-Alpha, die den Hippocampus blockieren, produziert werden. Das heißt, über die Furin-Spaltstelle produziere ich jetzt ganz viel S1-Subunit im Körper. Und diese S1-Subunit hat noch eine weitere, ganz kritische Eigenschaft. Sie kann sehr leicht die Blut-Hirn-Schranke überwinden. Während das Virus, ein respiratorisches Virus, gar nicht über die Blut-Hirn-Schranke vernünftig kommen kann, das Spike-Protein kann es. Und vor allem die S1-Subunit ist extrem gehirngängig. Das heißt, sie ist nicht nur gehirngängig, sie ist auch gehirntoxisch. Das heißt, mit dem Einführen der Furin-Spaltstelle habe ich eine Biowaffe gegen das autobiografische Gedächtnis gebaut. Und das erklärt dann auch mehrere Dinge. Erstens, warum hat man allein um das Virus, um diesen Impfstoff, also dieses genetische Material, das dieses Spike-Protein hat, inklusive eben der Spike-Schnittstelle im genetischen Code, wieso hat man als Vehikel diese Lipid-Nanopartikel genommen, also diese LNPs.
Sono state sviluppate proprio per raggiungere il cervello. Quindi ecco un secondo indizio: si vuole che quella roba arrivi al cervello, forse. Insomma, posso solo fare delle ipotesi, ma perché si assume, per una malattia respiratoria, qualcosa che può raggiungere il cervello? A questo proposito vorrei citare, ad esempio, Anthony Fauci, il protagonista negli Stati Uniti dell’ intero programma di vaccinazione nei primi anni e forse anche uno dei protagonisti dietro le quinte nella produzione, si ipotizza questo, ma ovviamente si tratta solo di una speculazione al momento, ma si ipotizza che fosse coinvolto nella produzione a Wuhan. Ma a prescindere da ciò, lui ne ha fatto un forte sostegno, affermando che tutti dovessero essere vaccinati con questo vaccino a base di proteina spike. Nella primavera del 2023 ha pubblicato un articolo e l’ho letto molto attentamente; si tratta di nuovi vaccini e poi scrive o meglio, il suo gruppo, lui è l’ultimo autore, cioè in realtà l’autore principale, il capo del gruppo, è sempre l’ultimo autore nelle riviste scientifiche, poiché è il gruppo a scrivere e quindi anche lui, non è sorprendente che contro le malattie respiratorie, malattie, cioè virus respiratori, un vaccino somministrato per via sistemica non possa funzionare. Dice lui. O meglio, lui e il suo gruppo, e quindi devono, per così dire, e con questo in realtà spiega perché il vaccino contro il Covid non ha funzionato e bisogna proprio pensare a nuove soluzioni, a nuove possibilità, nuove strategie.
Die sind ja entwickelt worden für Gehirngängigkeit. Also hier ein zweiter Hinweis, man will das Zeug im Gehirn haben, möglicherweise. Also ich kann jetzt nur spekulieren, aber warum nimmt man für eine respiratorische Krankheit etwas, was ins Gehirn kann? Dazu möchte ich mal beispielsweise Anthony Fauci, den Protagonisten in den USA für das ganze Impfprogramm die ersten Jahre und möglicherweise auch einer der Drahtzieher bei der Produktion, das wird ja spekuliert, das ist auch eine Spekulation natürlich jetzt, aber es wird spekuliert, dass er da mit involviert war bei der Produktion in Wuhan. Aber unabhängig davon, er hat das ja stark propagiert, dass eben alle geimpft werden mit diesem Spike-Impfstoff. Der hat jetzt im Frühjahr 2023 einen Paper publiziert und ich habe das sehr sorgfältig gelesen, es geht um neue Impfstoffe und dann schreibt er beziehungsweise seine Gruppe, er ist der Last Author, also der Head-Autor eigentlich, der Chef der Gruppe, ist immer der Last Author in den wissenschaftlichen Journalen, da schreibt diese Gruppe und damit auch er, es sei nicht verwunderlich, dass gegen respiratorische Krankheiten, Erkrankungen, also respiratorische Viren, ein systemisch verabreichter Impfstoff nicht funktionieren kann. Sagt er. oder beziehungsweise er und seine Gruppe und dann müssen sie sich sozusagen, und damit erklärt er eigentlich, warum der Covid-Impfstoff nicht funktioniert hat und man muss eben jetzt über neue nachdenken, über neue Möglichkeiten, neue Strategien.
Ma si è semplicemente deciso di farlo e si è anche deciso di non farlo, contro un vaccino che, ad esempio, non si limitasse semplicemente a iniettasse, cosa che sarebbe stata la più semplice, ma qualcosa che non si replica. Si sarebbe potuto prendere anche una parte completamente diversa del virus, il cosiddetto nucleocapside. Quindi è quella che, se si osserva la corona, in pratica l’anello, cioè l’involucro del virus. Questo è il cosiddetto nucleocapside. Quindi “capside” significa, in pratica, “capsula”, mentre il “nucleo” è il materiale genetico, che racchiude il materiale genetico, il nucleocapside. E queste proteine, di cui è composto il nucleocapside, quando si sviluppano anticorpi contro di esse, che hanno, ad esempio, le persone che hanno appena superato l’infezione, più anticorpi si hanno contro il nucleocapside, tanto più si è resistenti a una nuova infezione. Questo, in realtà, è il vaccino migliore. Ma non è stato fatto così: si è utilizzata la proteina spike tossica, o meglio, il materiale genetico, il che è ancora peggio, perché produce in modo permanente la proteina spike nelle cellule dell’organismo. Poi si è inserito il sito di scissione della furina e, in un attimo, raggiunge il cervello. A parte il fatto che comunque una certa percentuale arriva al raggiunge comunque il cervello attraverso la somministrazione sistemica, le LNP, ovvero le nanoparticelle lipidiche, il loro involucro, consentono proprio anche il trasferimento nel cervello, proprio per questo sono state sviluppate, per trasportare sostanze tossiche, ovvero i farmaci chemioterapici, nel cervello.
Aber man hat eben sich dafür entschieden und man hat sich auch gegen entschieden, gegen einen Impfstoff, der zum Beispiel nicht nur das Spike-Protein einfach injiziert, was das einfachste gewesen wäre, etwas, was sich nicht vermehrt. Man hätte auch einen ganz anderen Teil des Virus nehmen können, das sogenannte Nucleokapsid. Also das ist die, wenn man die Krone anschaut, im Prinzip der Ring, also die Hülle des Virus. Das ist das sogenannte Nucleokapsid. Also Kapsel steht im Prinzip für Kapsel und Nukleon ist das Genmaterial, das umschließt das Genmaterial, das Nucleokapsid. Und diese Proteine, aus denen das Nucleokapsid aufgemacht ist, wenn man da Antikörper dagegen entwickelt, das haben zum Beispiel Leute, die eben die Infektion durchgemacht haben, je mehr Antikörper man hat gegen das Nucleokapsid, umso resistenter ist, man gegen eine erneute Infektion. Das ist jetzt eigentlich der bessere Impfstoff. Hat man aber nicht gemacht, man hat das toxische Spike-Protein genommen, beziehungsweise das Genmaterial, was noch viel schlimmer ist, weil es dauerhaft in den Körperzellen Spike-Protein produziert. Dann hat man die Furin-Spaltstelle eingebaut und zack, geht es ins Gehirn. Abgesehen davon, dass sowieso ein gewisser Prozentsatz ins Gehirn geht durch die systemische Verabreichung, gehen die LNP, also die Lipid-Nanopartikel, die Verpackung, erlaubt eben auch den Transfer ins Gehirn, denn dafür sind sie entwickelt worden, Giftstoffe, sprich Chemotherapeutika ins Gehirn zu transportieren.
Quindi c’era un interesse a far arrivare quella roba al cervello, non si può quasi negare. E allora sorge spontanea la domanda: perché, se si vuole davvero agire sul cervello, sì, perché, allora risulta in realtà quasi logico, che, se si vuole trasformare la società, bisogna partire dai bambini. Sì, quindi prima si inizia, meglio è, sì, se si vuole una società docile e si vuole si voglia limitare la capacità di pensare, allora non lo si fa solo con gli adulti, ma si vuole influenzare l’intera società, anche la prossima generazione già da ora. E questo spiega anche perché si trattino persone, cioè i giovani, che non rappresentavano assolutamente alcun pericolo, per i quali il virus non rappresentava alcun pericolo, perché sono stati spinti a vaccinarsi. Per me ha senso solo questo, si potrebbe anche dire: ok, si tratta di soldi, ma per me in realtà non è così, è meno probabile che si trattasse solo di soldi, perché c’era una pressione ben maggiore, al punto da oltrepassare le linee guida etiche. Insomma, un vaccino che viene testato sugli esseri umani, che non è stato affatto testato negli studi clinici. Le donne incinte sono state escluse. E improvvisamente si dice che le donne incinte debbano essere vaccinate. Perché? Perché questa idea è stata diffusa, per così dire, in tutto il mondo?
Also es war ein Interesse, das Zeug ins Gehirn zu bekommen, kann man fast nicht leugnen. Und dann stellt sich dann eben auch die Frage, warum, wenn man wirklich das Gehirn angreifen will, ja, warum, dann ergibt sich eigentlich schon fast logisch, dass man, wenn man die Gesellschaft transformieren will, bei den Kindern anfängt. Ja, also je früher, je besser, ja, wenn man ein gefügiger Gesellschaft haben will und die Denkfähigkeit einschränken will, dann macht man das nicht nur bei Erwachsenen, dann will man die gesamte Gesellschaft, auch die nächste Generation schon beeinflussen. Und dann erklärt sich daraus auch, wieso man Menschen, also junge Menschen, die absolut keine Gefahr waren, für die das Virus keine Gefahr war, warum man die zur Impfung gedrängt hat. Macht für mich eigentlich nur den Sinn, man kann auch sagen, okay, es geht ums Geld, aber das ist für mich eigentlich nicht, es ist unwahrscheinlicher, dass es nur ums Geld ging, weil da war schon mehr Druck dahinter, dass man so ethische Richtlinien überschreitet. Also ein Impfstoff, der an Menschen getestet wird, der in Studien gar nicht getestet wurde. Schwangere wurden ausgeschlossen. Plötzlich heißt, Schwangere muss man impfen. Warum? Warum wurde das sozusagen weltweit propagiert?
Ci sono molti elementi che indicano che alla fine si voglia mettere a rischio il feto, in modo da interferire con lo sviluppo del centro della memoria autobiografica fase di sviluppo. In questo modo l’intero cervello, perché nel bambino la neurogenesi non avviene solo nell’ippocampo, ma in tutto il cervello, sì, è lì che avviene. Ciò significa che i danni saranno ancora molto più gravi. E poi c’è anche la regolarità della vaccinazione, che diventa un tema importante. Voglio dire, perché ogni anno? L’ultimo studio che ho visto, riguardava persone infette, era pubblicato, sottoposto a revisione tra pari, che ancora 15 mesi dopo l’infezione è possibile rilevare la proteina spike, cioè la subunità S1, nel cervello. 15 mesi dopo l’infezione, il che significa che dopo l’iniezione del materiale genetico non sarà affatto diverso. Quindi, anche se dovessi eliminare quella roba, dopo qualche anno, a causa del richiamo annuale si ha praticamente una presenza cronica di spike nel cervello e quindi un paralisi cronica della neurogenesi nell’ippocampo e quindi un blocco cronico delle capacità cognitive degli esseri umani, molto semplicemente.
Da spricht eben viel dafür, dass man letztendlich das ungeborene Kind belasten wollte, dass die autobiografische Gedächtniszentrale schon in ihrer Entwicklung stört. Damit ist das ganze Gehirn, weil beim Kind ist ja die Neurogenese nicht nur im Hippocampus, der ist im ganzen Gehirn ja, findet die ja statt. Das heißt, die Schäden werden dort noch viel größer sein. Und jetzt kommt auch dann die Regelmäßigkeit der Impfung ist dann ein großes Thema. Ich meine, warum jedes Jahr? Die letzte Studie, die ich gesehen habe, war von Infizierten, es publiziert, peer-reviewed, dass noch 15 Monate nach Infektion man das Spike-Protein, also die S1-Subunit jetzt, im Gehirn nachweisen kann. 15 Monate nach Infektion, das heißt, es wird nach der Injektion des Genmaterials kein bisschen anders sein. Also selbst wenn ich das Zeug abbauen sollte, mal nach ein paar Jahren, durch das jährliche Nachimpfen hat man praktisch eine chronische Spike-Präsenz im Gehirn und damit ein chronisches Lahmlegen der Neurogenese im Hippocampus und damit ein chronisches Lahmlegen der Denkfähigkeit der Menschen ganz einfach.
Robert CibisSemplice ma sbalorditivo. Agiscono come un
Einfach aber umwerfend. Sie wirken wie ein
Dr. Michael Nehlsinvestigatori che non lasciano tracce nella mente umana, dove, come già accennato, software e hardware sono la stessa cosa, e per fortuna si possono, per così dire, trarre conclusioni sul svolgimento dei fatti e anche sull’autore del reato e persino sulle intenzioni degli autori, perché qui si tratta di un lavoro ingegneristico in cui c’è una pianificazione e non di un atto impulsivo, emotivo scatto d’ira. Non si tratta di un omicidio passionale né di una ferita d’impeto. Sembra proprio il contrario meticolosamente pianificato, perché bisogna prima di tutto pensarci. È geniale e perfido allo stesso tempo. Lo scrivo così anche perché se fosse davvero così, sarebbe davvero geniale e perfido. Insomma, non posso dire che sia andata davvero così, ma i pezzi del puzzle, cioè tutti i fenomeni che vediamo, combaciano, perché si può ancora un passo oltre. Vorrei spiegare ancora una volta quale sia la come conseguenza secondaria. Si siamo meno capaci di ricorrere al pensiero di Sistema 2, come lo descrive Kahneman. Ciò significa che non riusciremo a guardare oltre il nostro orizzonte. Il secondo passo è che, in realtà, non è che non abbiamo comunque ricordi o che non viviamo eventi senza che vengano prodotti neuroni indice. Quindi il nostro cervello dispone di meccanismi di emergenza che, se non abbiamo neuroni indice freschi, quando la sera stanchissimi, possiamo comunque assimilare qualcosa se necessario, sì. Insomma, è non è proprio così: è vero che a quel punto non ne abbiamo più voglia, siamo in uno stato di esaurimento dell’ego, ma questo non significa che non siamo costretti a farlo comunque.
Spurensicherer im menschlichen Geist, wo, wie schon erwähnt, Software und Hardware dasselbe sind, und zum Glück kann man sozusagen so Rückschlüsse ziehen auf den Tathergang und auch auf den Täter und sogar auf die Absicht der Täter, weil wir hier von einer Ingenieursarbeit reden, wo es Planung gibt und nicht von einer impulsiven, emotionalen Ausschreitung. Es ist kein leidenschaftlicher Mord oder keine leidenschaftliche Verletzung. Es wirkt eben ganz im Gegenteil minutiös geplant, weil da muss man erst mal drauf kommen. Das ist genial und perfide gleichzeitig. So schreibe ich das auch, weil wenn es wirklich so wäre, ist es wirklich genial und perfide. Ich meine, ich kann nicht sagen, dass es wirklich so war, aber die Puzzlesteine, also alle Phänomene, die wir so sehen, passen zusammen, weil es geht noch einen Schritt weiter. Ich würde es gerade nochmal ausführen, was es als sekundäre Konsequenz hat. Es wir sind weniger fähig, System-2-Denken einzusetzen, wie Kahneman es beschreibt. Das heißt, wir werden nicht über den Tellerrand schauen. Der zweite Schritt ist, es ist ja nicht so, dass wir nicht trotzdem Erinnerungen haben oder Ereignisse auch ohne dass Indexneuronen produziert werden. Also unser Gehirn hat ja Notfall- Mechanismen, dass, wenn wir keine Indexneuronen haben, frische, wenn wir abends müde sind, trotzdem noch etwas aufnehmen können, wenn es sein muss, ja. Also das ist ja nicht so, wir wollen dann zwar nicht mehr, wir sind ego-depletiert, aber das heißt nicht, dass wir nicht gezwungen werden dazu, es trotzdem tun.
Il mio esempio pratico è sempre questo: sono stanco, mi sdraio davanti alla TV, guardo Netflix o qualsiasi altra cosa, mi sto semplicemente rilassando e all’improvviso sento un rumore giù in cantina e penso: Ok, un ladro, potrebbe essere, forse è solo il gatto che ha fatto qualcosa, comunque sia, ma vado a andare a controllare, ed è un’esperienza emozionante, cioè, me lo ricorderò il giorno dopo che che forse non si tratta solo di un gatto, ma proprio di qualcuno che ha fatto irruzione. Tutte queste cose suscitano emozioni, ma sono, e queste emozioni ora costringono l’ippocampo a ricordarlo comunque, e lo si può, è semplice logica: se non ci sono neuroni indice, freschi, perché la la produzione è proprio in fase di arresto, allora ne userà automaticamente alcuni che sono già utilizzati, e dato che i neuroni indice ovviamente possono memorizzare, per così dire, ricordi, in precedenza questo nuovo evento, che ora viene inevitabilmente appreso o ricordato, sovrascriverà quelli vecchi. Non ce ne accorgiamo, non è doloroso. Quindi, se ora dimentico quando vedrò un'immagine in un secondo momento e dirò: «Ah, lì c'era qualcosa, ma non me lo ricorderò più ricorderò esattamente, svanirà proprio per questo. È in realtà un processo normale, ed è va bene. Solo se ora abbiamo un’inibizione cronica della produzione dei neuroni indice, ma allo stesso tempo viviamo in un clima di panico e paura costanti, che si tratti dei decessi per Covid, di tutte le notizie che riceviamo, costantemente in un ora della sera, quando siamo già stanchi, nei telegiornali, nelle trasmissioni speciali, poi arriva la guerra, che è altrettanto inutile quanto le misure anti-Covid, e tutto quel panico sul clima. Sono tutte informazioni che ci piombano addosso e sempre con un forte contenuto emotivo. Ciò significa che siamo costantemente costretti ad assimilare questi contenuti e, inevitabilmente, con ogni contenuto che assimiliamo, cancelliamo una parte della nostra personalità, una parte della nostra individualità.
Mein praktisches Beispiel ist immer: Ich bin müde, fletze mich auf dem Fernseher, schau Netflix oder was auch immer, bin einfach nur noch am Relaxen und plötzlich höre ich ein Geräusch unten im Keller und denke: Okay, Einbrecher, könnte sein, vielleicht hat auch nur die Katze was gemacht, was auch immer, aber ich werde nachschauen, und es ist ein emotionales Ereignis, das heißt, ich werde mich am nächsten Tag erinnern, dass dass es vielleicht doch nicht nur eine Katze ist, sondern eben jemand, der eingebrochen ist. All diese Dinge sorgen für Emotionen, aber sie sind, und diese Emotionen zwingen jetzt den Hippocampus, es ist trotzdem zu merken, und man kann das, ist einfache Logik jetzt, wenn keine Indexneuronen da sind, frische, weil die Produktion eben da niederliegt, dann wird er automatisch welche benutzen, die schon benutzt wurden, und da Indexneuronen natürlich nur einmalig sozusagen Erinnerungen sich merken können, früher wird praktisch dieses neue Ereignis, was jetzt gezwungenermaßen gelernt wird oder erinnert wird, alte überschreiben. Das merken wir nicht, das ist nicht schmerzhaft. Also wenn ich jetzt vergesse, wann ich später mal ein Bild sehe und sage: Ah, da war was, aber ich werde mich nicht mehr genau daran erinnern, verblassen eben dadurch auch. Das ist eigentlich normaler Vorgang, und das ist okay. Nur wenn jetzt wir eine chronische Inhibition, Hemmung der Indexneuronen- Produktion haben, gleichzeitig aber in einem Klima der konstanten Panik und Angst leben, sei es nun Corona-Tote, die ganzen Meldungen, die wir kriegen, ständig zu einer Zeit abends, wo wir sowieso schon müde sind, in den Nachrichten, in den Sondersendungen, dann kommt der Krieg, der genauso sinnlos ist wie die Corona-Maßnahmen, und die ganze Klimapanik. Das sind alles Informationen, die ständig auf uns einprasseln, und zwar immer mit sehr viel emotionalem Content. Das heißt, wir werden ständig gezwungen, diese Inhalte aufzunehmen, und notgedrungen mit jedem Inhalt, den wir aufnehmen, löschen wir einen Teil unserer Persönlichkeit, einen Teil unserer Individualität.
Questa cancellazione, come dicevo, avviene in modo continuo, e alla fine ci ritroviamo con persone che, in linea di principio, non fanno altro che ricordare questi eventi, e a un certo punto, naturalmente, gli eventi diventeranno, in assenza di resilienza psicologica, difficilmente sopportabili, e le persone diranno: «Abbiamo bisogno qualcuno che metta fine a tutto questo». Quindi, in principio, la strada è già stata spianata per dire: «Abbiamo bisogno di un governo forte, un governo forte, magari mondiale» per i problemi mondiali, e per questo la strada viene spianata proprio in questo momento. Insomma, l’OMS è attualmente autorizzata a prendere le redini in tutte le situazioni di crisi che sono rilevanti in questo momento sono rilevanti, cioè potenziali pandemie, e persino questioni climatiche, e questo, in linea di principio, potrebbe già essere la strada da seguire; è uno dei motivi principali alla base di questo fenomeno, che descriverei come qualcosa che semplicemente rende le persone docili e in realtà lascia loro ancora la speranza che arrivi qualcuno a dirci quale strada prendere, e che un’IA non si limiti solo a vicino, per assicurarsi che non sia dannoso per il clima, e se controlla il sorveglia, allora naturalmente potrà sorvegliare anche me, e così avremo già un sistema sociale sistema a punti. E questa non è nemmeno una teoria del complotto: l’ si trova l’idea completa in documenti che il governo federale conserva sui propri server e l’anno fatidico in tutti questi documenti è sempre il 2030. Ma tornando a questo cervello: come si fa a uscirne? Sì, è un’ottima osservazione. Ho riflettuto a lungo riflettuto a lungo se scrivere il libro solo come distopia, come saggio distopico. Così ho ho parlato di “modalità zombie”. Sì, appunto, quella è la modalità zombie. Era un altro premio Nobel, Francis Crick, con cui Christof Koch, ricercatore nel campo della coscienza, ha dopo aver ricevuto il Premio Nobel per la scoperta della struttura del DNA, cioè la struttura del genoma, ha detto che in quel campo non ci sarebbe stato un altro Premio Nobel per lui che desiderasse o in cui credesse, e voleva riceverlo proprio per la coscienza, e poi già allora, un anno dopo il Premio Nobel del 2003, ha pubblicato un articolo su *Nature* insieme a Christof Koch, e lì parlano proprio del fatto che è fantastico che abbiamo un Sistema 2, il che ci permette di guardare oltre i confini, ma non è male, dal punto di vista evolutivo, che abbiamo il Sistema 1, una cosiddetta “modalità zombie”, che agisce senza coscienza. Quindi anche questo è un criterio importante. Il Sistema 1 funziona, in principio, senza consapevolezza. Ciò significa che, se siamo intrappolati nella modalità zombie, allora agiamo sempre più e più agiamo inconsciamente, perché solo quando facciamo qualcosa consapevolmente, attiviamo il Sistema 2, e questo proprio perché in questa “modalità zombie” siamo intrappolati nel Sistema 1, poiché ci viene capacità del Sistema 2, bloccando la produzione dei neuroni indice.
Dieses Löschen, wie gesagt, läuft kontinuierlich, und am Schluss haben wir Menschen, die im Prinzip nur noch sich erinnern an diese Ereignisse, und irgendwann werden die Ereignisse natürlich unter mangelnder psychischer Resilienz kaum noch auszuhalten sein, und die Menschen werden sagen: Wir brauchen irgendjemand, der das stoppt. Also im Prinzip wird auch schon der Weg gebahnt für: Wir brauchen eine starke Regierung, eine starke, möglicherweise Weltregierung für Weltprobleme, und dafür wird der Weg auch momentan geebnet. Also die WHO wird ja momentan auch ermächtigt dazu, in allen Krisensituationen, die jetzt gerade relevant sind, also potenzielle Pandemien, selbst Klimafragen, die Zügel zu übernehmen, und das ist im Prinzip, könnte das schon der Weg sein, das ist eines der übergeordneten Motive hinter diesem Phänomen, das ich so beschreibe, dass man einfach die Menschen gefügig macht und ihnen eigentlich noch die Hoffnung lässt, dass irgendjemand kommt, der uns sagt, wo es langgeht, und eine KI nicht nur den Nachbar überwacht, dass er eben nicht klimaschädlich ist, und wenn er den überwacht, dann darf er mich natürlich auch überwachen, und schon haben wir ein Sozial- Punktesystem akzeptiert. Und das ist noch nicht mal eine Verschwörungstheorie, die ganzen Gedanken findet man in Dokumenten, die die Bundesregierung auf ihren Servern hat, und das Schicksalsjahr ist in all diesen Dokumenten immer 2030. Aber zurück zu diesem Gehirn: Wie kommt man da raus? Ja, ist ein guter Punkt. Ich habe lange überlegt, ob ich das Buch nur als Dystopie schreibe, als dystopisches Sachbuch. So habe ich Zombie-Modus gesprochen. Ja, eben, das ist der Zombie-Modus. Es war ein anderer Nobelpreisträger, Francis Crick, damit Christof Koch, Bewusstseinsforscher, hat er nach seinem Nobelpreis über die Entdeckung der DNA-Struktur, also die Identatur des Erbguts, hat er gesagt, in dem Bereich gibt es keinen weiteren Nobelpreis für ihn möchte oder Glaube zu haben, und er wollte das eben fürs Bewusstsein haben, und dann hat er damals schon, ein Jahr nach dem Nobelpreis 2003, ein Paper in Nature publiziert mit Christof Koch zusammen, und da sprechen sie eben davon, dass es toll ist, dass wir ein System 2 haben, was uns erlaubt, über Tellerrand zu blicken, aber es ist auch nicht schlecht, evolutionär gesehen, dass wir System 1 haben, einen sogenannten Zombie-Modus, der ohne Bewusstsein agiert. Also das ist auch ein wichtiges Kriterium. System 1 läuft im Prinzip ohne Bewusstsein ab. Das heißt, alles, wenn wir nur im Zombie-Modus gefangen sind, dann werden wir immer mehr und mehr unbewusst handeln, weil erst wenn wir bewusst etwas tun, schalten wir System 2 ein, und das genau, weil wir in diesem Zombie-Modus System 1 gefangen sind, weil man uns die System-2-Fähigkeit raubt, indem man die Indexneurone blockiert in der Produktion.
Ma la questione va ben oltre, si tratta proprio della sovrascrittura dell’ individualità da parte dei contenuti narrativi che ci vengono forniti quotidianamente, e questa sovrascrittura dell’ individualità, che in definitiva costituisce la base anche per la creatività. Si tratta di qualcosa di molto più profondo della semplice “modalità zombie”. È infatti molto più incisivo: se perdiamo la nostra individualità, allora perdiamo in pratica la nostra capacità di reagire mentalmente alle cose e quindi a riprodurci. Questo è l’obiettivo, l’ imperativo: «Siate fecondi e moltiplicatevi». Quello che c’è scritto nella Bibbia avrebbe potuto scriverlo anche Darwin. È per così dire il modus operandi, per così dire, dell’evoluzione. È in base a questo che veniamo valutati: quanti discendenti abbiamo. È, per così dire, la moneta con cui l’evoluzione misura il proprio successo; e per avere successo e procreare, bisogna prima di tutto sopravvivere, e per sopravvivere dobbiamo difenderci, dobbiamo nutrirci, ma anche controllarci dai nemici, e tra questi ci sono proprio i microrganismi e i macroorganismi, e per i microrganismi abbiamo il nostro sistema immunitario classico, sistema immunitario fisico, mentre per i macroorganismi abbiamo qualcosa che io sistema immunitario mentale. E le armi del sistema immunitario mentale sono i ricordi che conserviamo nell’ippocampo.
Aber es geht eben noch viel weiter, es geht eben um die Überschreibung der Individualität durch die narrativen Inhalte, die wir täglich geliefert bekommen, und dieses Überschreiben der Individualität, und die letztendlich die Basis ist auch für Kreativität. Das ist noch viel tiefer greifender als nur der Zombie-Modus. Das ist ja noch viel eindringlicher, wenn wir unsere Individualität verlieren, dann verlieren wir im Prinzip unsere Fähigkeit, der mental auf Dinge zu reagieren und da sich zu vermehren. Das ist das Ziel, der Imperativ: Seid fruchtbar und mehret euch. Könnte auch Darwin geschrieben haben, was da in der Bibel steht. Das ist sozusagen der Modus Operandi sozusagen der Evolution. Daran werden wir gemessen, wie viel Nachkommen wir haben. Das ist sozusagen die Münze, mit der Evolution ihren Erfolg misst, und erfolgreich zu sein und sich zu vermehren, muss man erst mal überleben, und um zu überleben, müssen wir uns wehren, müssen uns ernähren, aber uns auch behehren gegen Feinde, und da gibt es eben die Mikroorganismen und die Makroorganismen, und für die Mikroorganismen haben wir unser klassisches Immunsystem, körperliches Immunsystem, und für die Makroorganismen haben wir etwas, was ich ein mentales Immunsystem nenne. Und die Waffen des mentalen Immunsystems sind die Erinnerung, die wir im Hippocampus haben.
Quindi, se per esempio un cane mi corre incontro, ho diverse possibilità di reagire. Se non ho mai visto un cane, probabilmente probabilmente reagirò in modo sbagliato. Se invece ho già visto un cane, avrò un ricordo, e forse anche una valutazione: è un cane piccolo cane, un cane grande, ha i denti grossi, ha un carattere piuttosto amichevole? Queste sono tutte cose che sono memorizzate in modo autobiografico nella mia mente e che definiscono, per così dire, la mia reazione, per così dire. Ciò significa che la mia reazione ai macroorganismi, in un caso del cane, nell’altro forse Bill Gates, sono cose di cui noi, l’esperienza. E lo stesso vale ora, quando blocchiamo la produzione di neuroni indice attraverso le misure che abbiamo sperimentato con il coronavirus e soprattutto attraverso le iniezioni di Spike, e la sovrascrittura causata da questa guerra permanente che conduciamo all’esterno contro tutto, contro il nostro cervello, e così perdiamo sempre più contenuti della memoria autobiografica contenuti. Ciò significa che il nostro sistema immunitario mentale crolla. E in fondo è proprio questo, come lei ha accennato all’inizio, quando si tratta della condurre una guerra, è proprio questo che si deve fare: distruggere il sistema immunitario mentale della società, per poterla controllare. Questa è la cosa più semplice che si possa fare ed è questo un aspetto. L’altro aspetto è che, con i ventenni e i trentenni, si pianifichi, come si può leggere anche nei documenti del governo federale, che si punta sempre si investe sempre di più nella sorveglianza tramite IA della società, e l’IA deve ovviamente non solo osservare il comportamento delle persone, ma deve anche prevedere. Sì, sul sito del Ministero federale dell’Interno c’è persino un articolo in cui si afferma che noi stessi, proprio perché l’IA sa meglio di come noi stessi, che alla fine sia l’IA a decidere per noi come plasmare il futuro. Ciò significa che stiamo entrando in una società post-voto, potremmo abolire la democrazia, perché l’IA sa bene cosa è meglio per noi. Perché non andare più alle urne, e perché mai dovremmo?
Also wenn ich zum Beispiel einen Hund auf mich zurennt, habe ich mehrere Möglichkeiten, darauf zu reagieren. Habe ich noch nie einen Hund gesehen, werde ich wahrscheinlich falsch reagieren. Habe ich schon mal einen Hund gesehen, habe ich eine Erinnerung daran, möglicherweise auch eine Einschätzung darauf: Ist es ein kleiner Hund, großer Hund, hat er dicke Zähne, ist es eher ein freundlicher Charakter? Das sind alles Dinge, die autobiografisch gespeichert sind bei mir und meine Reaktion sozusagen definieren. Das heißt, meine Reaktion auf Makroorganismen, in dem Fall Hund, im anderen vielleicht Bill Gates, das sind Dinge, die wir, die Erfahrung benötigen. Und jetzt ebenso, wenn wir jetzt die Indexneuronproduktion blockieren durch die Maßnahmen, die wir bei Corona erlebt haben, und vor allem durch die chronischen Injektionen von Spike, dann, und das Überschreiben dann durch diesen permanenten Krieg, den wir außen führen gegen alles, gegen unser Gehirn, ist dann verlieren wir immer mehr autobiografische Gedächtnis- Inhalte. Das heißt, unser mentales Immunsystem bricht zusammen. Und das ist ja eigentlich, Sie hatten es ja eingangs erwähnt, wenn es um die Kriegsführung geht, das ist ja das, was man machen muss: das mentale Immunsystem der Gesellschaft brechen, um sie zu übernehmen. Das ist das Einfachste, was man machen und das ist der eine Aspekt. Der andere Aspekt ist, dass man ja mit 20-30er eben plant, das kann man ja auch in der Bundesregierung nachlesen, dass man immer mehr in die KI-Überwachung der Gesellschaft geht, und die KI muss natürlich dann das Verhalten der Menschen nicht nur beobachten, es muss es auch vorhersagen können. Ja, beim BMI gibt sogar einen Artikel, wo es dann darum geht, dass wir sogar, weil die KI besser weiß, was wie wir selbst, dass die KI letztendlich für uns entscheidet, wie die Zukunft zu gestalten ist. Das heißt, wir kommen in eine Post-Voting-Gesellschaft, wir können Demokratie abschaffen, weil die KI weiß ja, was das Beste für uns ist. Warum man nicht mehr an die Wahlurne gehen, warum auch?
Beh, e l’IA può prevedere in modo ideale il nostro comportamento solo se disponiamo della minima creatività possibile, che è caotica e può provocare comportamenti imprevedibili. Per ridurre ciò, occorre ridurre l’individualità, e questa è una conseguenza, si possa o meno considerarlo un motivo principale è discutibile, ma è sicuramente un fenomeno collaterale molto preoccupante di questo processo. Wow. Come sto cercando di scrivere nel capitolo 7, l’ultimo capitolo, in tono di speranza, ci sono diverse cose. Da un lato, forse, ci sono tre aspetti che, a mio avviso, uno è ovviamente chiarissimo: se la lotta si svolge, per così dire, nel cervello, allora dobbiamo forgiare le nostre armi proprio lì. Insomma, dobbiamo affrontare la battaglia proprio lì. Le armi che abbiamo sono proprio quelle che il nemico, per così dire, vuole toglierci, ovvero la capacità di pensare in modo creativo pensare, guardare oltre i propri orizzonti, comprendere le connessioni, sviluppare una resilienza psichica, in modo che, nonostante tutte queste avversità, non crolliamo, psicologicamente, ma troviamo invece un modo per difenderci. Ciò significa che dobbiamo semplicemente semplicemente riattivare la neurogenesi nell’ippocampo. L’ho anche come formula contro l’indottrinamento: quali ambiti della vita dobbiamo esaminare e individuare dove si trovano eventuali deficit che potrebbero proprio bloccare la naturale dell’ippocampo e la produzione di questi neuroni indice. Esempio: carenza di vitamina D. La vitamina D non è solo un ormone immunitario, importante per il sistema immunitario è importante per questo, ed è ci sono fattori che indicano che probabilmente si verifica una tempesta di citochine, il che fa sì che le le misure anti-Covid possano essere applicate. Ecco perché ovunque si sostiene: non abbiamo più bisogno della vitamina D. È un argomento davvero interessante, sì. Non abbiamo bisogno di più della vitamina D, l’uomo ha compiuto un passo evolutivo. Se ne siete notato?
Naja, und KI kann es nur dann unser Verhalten ideal vorhersagen, wenn wir über möglichst wenig eigene Kreativität verfügen, die chaotisch ist und möglicherweise Verhaltensweisen hervorruft, die nicht vorherbestellbar sind. Das zu reduzieren, muss Individualität reduziert werden, und das ist eine Begleiterscheinung, ob es ein Hauptmotiv ist, kann man diskutieren, aber es ist mit Sicherheit ein sehr beunruhigendes Begleitphänomen dieses Prozesses. Wow. Wie ich in Kapitel 7, im letzten Kapitel, hoffnungsmachend versuche zu schreiben, es sind mehrere Sachen. Also einerseits sind vielleicht drei Dinge, wo ich so sehe, das eine ist natürlich ganz klar, wenn der Kampf sozusagen im Gehirn stattfindet, dann müssen wir auch dort unsere Waffen schmieden. Also wir müssen dort den Kampf annehmen. Die Waffen, die wir haben, sind eben genau die, die uns der Feind sozusagen wegnehmen will, also die Fähigkeit, kreativ zu denken, über Tellerrand zu schauen, Zusammenhänge zu begreifen, eine psychische Resilienz zu entwickeln, dass wir trotz aller dieser Widrigkeiten nicht einbrechen, psychisch, sondern eben einen Weg finden, uns zu wehren. Das heißt, wir müssen die Neurogenese im Hippocampus schlichtweg wieder ankurbeln. Das habe ich auch beschrieben als Formel gegen Indoktrination, welche Lebensbereiche wir anschauen müssen und gucken müssen, wo sind da Defizite, möglicherweise, die eben das natürliche Wachstum des Hippocampus, die Produktion dieser Indexneurone blockieren. Beispiel: Vitamin-D-Mangel. Vitamin D ist ja nicht nur ein Immunhormon, was im Immunsystem dafür wichtig ist, und es ist Dinge, wir haben wahrscheinlich einen Zytokinsturm, was dazu führt, dass die Corona-Maßnahmen durchgesetzt werden können. Deswegen wird überall propagiert: Vitamin D brauchen wir nicht mehr. Das ist ganz spannendes Thema, ja. Wir brauchen kein Vitamin D mehr, der Mensch hat einen evolutionären Schritt gemacht. Haben Sie mitbekommen?
L’ho letto proprio di recente, pochi mesi fa, quindi quasi un anno fa, ad esempio il New England Journal of Medicine, la più autorevole rivista scientifica in ambito clinico che si possa immaginare, insomma chiunque vuole il Premio Nobel, pubblica lì, e lì è stato pubblicato uno studio che è assolutamente assolutamente scandaloso. Ho realizzato un video al riguardo, soprattutto sull’interpretazione di questo studio, e lì viene poi pubblicato come risultato un editoriale, cioè gli gli editori stessi, per così dire, non si sono lasciati sfuggire l’occasione di esprimere un giudizio sulla vitamina D, e in sostanza si afferma che le persone smettere di assumere vitamina D, anche se ne sono carenti, solo per allungare la vita o a mantenersi in salute. è scritto lì, e questo significa che non abbiamo più bisogno della vitamina D, né dell’ormone della vitamina D. Ma, di conseguenza, abbiamo bisogno della regolare "spiking", come lo chiamo io, questa somministrazione a picco, per poter sopravvivere. Quindi abbiamo compiuto un passo evolutivo: niente più vitamina D, ma lo “spiking” garantisce la nostra sopravvivenza. Quindi, Se, ad esempio, si considera l’Alzheimer come, per così dire, un correlato biologico di una neurogenesi persistentemente compromessa, a tal proposito ho scritto un articolo su questo argomento: «Unified Theory of Alzheimer's Disease», in un articolo scientifico. Lì l’ho descritto in dettaglio, ed è su questo che si basa anche la strategia di prevenzione per morbo di Alzheimer. E se ora lo considero come un correlato, e come abbiamo appena visto, la neurogenesi compromessa sta portando ora a un aumento dei casi di Alzheimer in tutto il mondo in modo drammatico, se si osserva la situazione, allora è vero che anche la vitamina D è fondamentale, per quanto riguarda la neurogenesi. E la logica è questa: se ho una carenza, ho una maggiore probabilità di sviluppare l’Alzheimer.
Ich habe gerade gelesen, vor wenigen Monaten, also fast ein Jahr schon wieder her, hat zum Beispiel das New England Journal of Medicine, das hochrangigste Wissenschaftsjournal im klinischen Bereich, das man sich vorstellen kann, also wer Nobelpreis will, publiziert dort, und dort gab es eine Studie, die absolut hanebüchen ist. Ich habe ein Video drüber gemacht, vor allem die Interpretation dieser Studie, und dort wird dann als Resultat ein Editorial, also die Herausgeber haben dann selbst sozusagen über diese Studie sich nicht nehmen lassen, ein Urteil über Vitamin D zu fällen, und in der Quintessenz steht, dass Menschen aufhören sollen, Vitamin D zu nehmen, selbst wenn sie einen Mangel haben, nur um ihr Leben zu verlängern oder gesund zu bleiben. steht da drin, und das heißt, wir brauchen kein Vitamin D mehr, auch kein Vitamin-D-Hormon mehr. Aber im Umkehrschluss brauchen wir die regelmäßige Spiking, nenne ich das, diese Spike-Verabreichung, um überleben zu können. Also wir haben einen evolutionären Schritt gemacht, kein Vitamin D mehr, aber Spiking sichert unser Überleben. Also, wenn man zum Beispiel jetzt Alzheimer als sozusagen biologisches Korrelat einer dauerhaft gestörten Neurogenese sieht, da habe ich ein Paper darüber geschrieben: „Unified Theory of Alzheimer's Disease“, in einem wissenschaftlichen Artikel. Da habe ich das genau beschrieben, und da basiert auch die Präventionsstrategie für Alzheimer drauf. Und wenn ich jetzt das als Korrelat sehe, und wir sehen ja eben, die gestörte Neurogenese führt jetzt zu einer Erhöhung der Alzheimer-Raten weltweit dramatisch, wenn man das sieht, anschaut, da ist es so, dass Vitamin D auch kritisch ist, was das Neurogenese angeht. Und die Logik ist: Wenn ich einen Mangel habe, habe ich eine erhöhte Wahrscheinlichkeit, Alzheimer zu entwickeln.
Ho riassumendo, hanno pubblicato, nel titolo: A 125 nanomoli la probabilità di morire di Covid è pari a zero. Quindi, in realtà sarebbe bastato solo aumentare i livelli di vitamina D e non ci sarebbero stati non ci sarebbero stati decessi per il coronavirus. Ok, lo ha detto anche il Centro tedesco per la ricerca sul cancro: 9 su 10 decessi da Covid sarebbero stati evitabili. È semplice, se si aumenta di 10 millimoli il livello, si riduce la probabilità di sviluppare l’Alzheimer del 7%. Ciò significa che solo questo aumento da 30 a 130 ridurrebbe l’Alzheimer del 70% a livello mondiale. La dose annuale costa 6 euro. Quindi, per ridurre l’Alzheimer del 70%, ci vorrebbero ci vorrebbero 6 euro all’anno e non avremmo morti per il coronavirus. Sarebbe così semplice, eppure solo l’Internet Journal sostiene che non abbiamo affatto bisogno di vitamina D. Insomma, non si può immaginare di peggio. Ma la carenza di vitamina D è in pratica un doppio attacco al nostro sistema immunitario contro i microrganismi e al nostro sistema immunitario contro i macroorganismi, e questo viene spiegato ora, ad esempio, nel libro come un nella mia formula c’è, ad esempio, il senso della vita. Ogni persona ha bisogno di un senso nella vita. Se non abbiamo uno scopo nella vita, secondo alcuni studi psicologici, allora il tasso di Alzheimer aumenta drasticamente. Perché? Perché non abbiamo un motivo per alzarci la mattina alzarci la mattina, non abbiamo nulla da fare, il nostro cervello non viene stimolato che siano interessanti, poiché non facciamo nulla di interessante, e l’ippocampo si atrofizza e l’Alzheimer incombe. Ciò significa che abbiamo bisogno di un senso della vita, e un senso della vita potrebbe essere quello di opporci a ciò che sta accadendo proprio ora. Quindi, io cerco di dare alle persone un senso della vita attraverso il compito di trovare altre persone che si possano convincere. Questo è un compito importante che abbiamo ora. E c’è il famoso esperimento sulla conformità di Solomon Asch, che dimostra che il 23 per cento delle persone sottoposte al test all’epoca, negli anni ’60, il 23 per cento, non la maggioranza, ma al proprio buon senso, e altrettanto elevata era anche la percentuale di coloro che non si sono fatti vaccinare.
Ich zusammengefasst, die haben publiziert, im Titel: Bei 125 Nanomol ist die Wahrscheinlichkeit, der Corona zu sterben, gleich null. Also, man hätte eigentlich nur den Vitamin-D-Spiegel anheben müssen, und es hätte keine Corona-Toten gegeben. Ok, hat auch das Deutsche Krebsforschungszentrum gesagt: 9 von 10 Corona-Toten wären verhinderbar gewesen. Einfach, wenn man um 10 Millimol anhebt, den Schritt, reduziert die Wahrscheinlichkeit, Alzheimer zu entwickeln, um 7%. Das heißt, allein diese Anhebung von 30 auf 130 würde Alzheimer weltweit um 70% reduzieren. Die Jahresdosis kostet 6 Euro. Also, um Alzheimer um 70% zu reduzieren, bräuchten wir 6 Euro im Jahr, und wir hätten keine Corona-Toten. So einfach wäre es, und das nur Internet Journal sagt, wir brauchen gar keine Vitamin D. Also, den Irrsinn kann man sich gar nicht größer vorstellen. Aber der Mangel an Vitamin D ist im Prinzip ein doppelter Angriff auf unser Immunsystem gegen Mikroorganismen und auf unser Immunsystem gegen Makroorganismen, und das erläutert jetzt zum Beispiel im Buch als ein in meiner Formel ist zum Beispiel der Lebenssinn. Jeder Mensch braucht einen Sinn im Leben. Wenn wir keinen Sinn im Leben haben, gibt es psychologische Studien, dann steigt die Alzheimer-Rate dramatisch. Warum? Weil wir keinen Grund haben, morgens aufzustehen, wir haben nichts zu tun, unser Gehirn wird mit neuen Informationen geführt, die interessant sind, weil nichts Interessantes tun, und der Hippokampus schrumpft und Alzheimer droht. Das heißt, wir brauchen einen Lebenssinn, und ein Lebenssinn könnte sein, gegen dieses, was jetzt gerade passiert, anzugehen. Also, ich versuche, den Menschen einen Lebenssinn zu geben in der Aufgabe, andere zu finden, die man überzeugt. Das ist eine wichtige Aufgabe, die wir jetzt haben. Und es gibt das berühmte Konformitätsexperiment von Solomon Asch, der zeigt ja, dass 23 Prozent der Menschen, die damals getestet haben, in den 60er Jahren war das, 23 Prozent, der nicht der Masse folgen, sondern ihrem gesunden Menschenverstand, und ähnlich hoch war auch die Rate derer, die sich nicht injizieren ließen.
E quando una certa percentuale non si fa vaccinare e poi si manifestano anche gli si manifestano effetti collaterali, ovviamente per tutti, allora improvvisamente ci sono quelli che dicono: Beh, avete ragione. E poi, se anche solo uno, per così dire, di quel 23 per cento, riuscisse a convincere un altro, avremmo già il 46 per cento. Insomma, se tutti prendessero sul serio questo compito della vita, avremmo relativamente rapidamente una maggioranza, che cambi qualcosa non solo a livello politico, ma anche per le strade, in modo che la gente esca davvero per strada e dica: «Ehi, non possono farci questo», non va bene. Insomma, dobbiamo formare delle maggioranze. E il terzo punto, l’ho già nel terzo punto, che a parte il proprio cervello e poi il cervello come influenze, la domanda è naturalmente: qual è la nostra visione dell’uomo? Da decenni o fin dall’inizio dei tempi, in realtà fin dal peccato originale, per dirla in modo così ampio nel libro, ci viene detto che l’ uomo è cattivo, dobbiamo difenderci da tutto, e l’uomo è così cattivo che solo un sistema di punti sociali, sorvegliato dall’IA, per così dire, possa salvarci dall’ autodistruzione. E questa visione dell’uomo, deve essere messa in discussione. C’è un famoso storico che ha appena scritto un libro intitolato «Fondamentalmente buoni», che ho letto con grande piacere, e che noi dobbiamo allenarci insieme a credere che le persone siano buone, che nessuno ci voglia fare del male a priori e che dobbiamo lavorare insieme. Questa è la base per una cooperazione tra le persone, che ci viene negata dall’immagine dell’uomo che ci viene viene erroneamente inculcata, secondo cui l’uomo sarebbe cattivo e incapace di agire socialmente. Quindi, dobbiamo anche cambiare rotta, e questo è possibile solo se l’ ippocampo torna a funzionare.
Und wenn ein gewisser Prozentsatz sich nicht injizieren lässt und dann auch die Nebenwirkungen zu sehen sind, natürlich für alle, dann gibt es plötzlich die, die sagen: Naja, da habt ihr doch recht. Und dann, wenn nur einer sozusagen, diese 23 Prozent, einen anderen überzeugen könnte, haben wir schon 46 Prozent. Also, diese Lebensaufgabe, wenn die jeder ernst nehmen würde, hätten wir relativ schnell eine Mehrheit, die nicht nur politisch, sondern auch auf der Straße irgendwas verändert, dass Menschen wirklich rausgehen und sagen: Hey, das können die mit uns nicht machen, das geht nicht. Also, wir müssen Mehrheiten bilden. Und der dritte Punkt, ich habe noch im dritten gesagt, das abgesehen vom eigenen Gehirn und dann das Gehirn zum Einflüssen, ist natürlich die Frage: Was ist unser Menschenbild? Wir werden seit Jahrzehnten oder Anbeginn aller Zeiten, eigentlich seit der Erbsünde, so weit gehe ich zurück, im Buch, wird uns gesagt, der Mensch ist schlecht, wir müssen uns gegen alles wehren, und der Mensch ist so schlecht, dass nur ein Sozialpunktesystem, KI-überwacht sozusagen, uns retten kann von Selbstzerstörern. Und dieses Menschenbild, das gehört hinterfragt. Da gibt es einen berühmten Historiker, der hat gerade ein Buch geschrieben, das heißt „Im Grunde gut“, habe ich mit Genuss gelesen, und dass wir zusammen trainieren müssen, dass Menschen gut sind, dass keiner uns a priori Böses will und dass wir zusammenarbeiten müssen. Das ist die Basis für eine Kooperation zwischen Menschen, die uns genommen wird durch das Menschenbild, das uns fälschlicherweise aufindoktriniert wird, dass der Mensch schlecht sei und nicht zum sozialen Handeln fähig. Also, wir müssen auch an der Schraube drehen, und das ist aber möglich, wenn der Hippocampus wieder funktionsfähig ist.
Robert CibisSì, e allora ci troviamo di fronte al problema che le persone prive di empatia tendono ad essere
Ja, und wir haben dann das Problem, dass die Menschen, die empathielos sind, eher die
Dr. Michael Nehlspersone che esercitano potere sugli altri rispetto a quelle che hanno empatia. Sì, è ancora un po’ più complicato. Nel libro parlo di sociopatia acquisita; ci sono studi che dimostrano che le persone che hanno potere, e più potere hanno, tanto più i neuroni specchio vengono disattivati. Quindi, già di per sé è interessante. Anche su questo scrivo un intero capitolo. C’è uno scienziato, di nome Bloom, lo scienziato, che ha scritto “The Case Against Empathy”, un libro. L’empatia è, in definitiva, il Sistema 1. L’empatia attinge, per così dire, ai nostri riflessi innati e acquisiti, agendo rapidamente per agire. Vediamo qualcuno che soffre e reagiamo di conseguenza. È una cosa positiva, ma se ci limitiamo a rimanere nel Sistema 1 e praticando l’empatia, per così dire, secondo il Sistema 1, siamo stati indotti con l’empatia a farci vaccinare. Sì, prova empatia per l’anziano che ora giace in terapia intensiva, ansimando, giace in terapia intensiva, ansimando, sì, perché tu non ti fai vaccinare. È con quell’ immagine, per così dire, si è creata empatia e si è influenzato un comportamento. E ciò che scrivo nel libro è, per così dire, che esiste un’alternativa all’empatia che non non dovremmo perdere di vista, ed è ciò che io chiamo: compassione razionale o «Compassion».
Menschen sind, die Macht über andere Menschen ausüben, als die Empathie haben. Ja, es ist noch etwas komplizierter. Ich rede von Acquired Sociopathy im Buch, da gibt es auch Studien dazu, dass Menschen, die Macht haben, und je mehr Macht, umso mehr werden die Spiegelneurone abgeschaltet. Also, alleine gut. Auch darüber schreibe ich ein ganzes Kapitel. Da gibt es, von Bloom heißt der Wissenschaftler, hat „The Case Against Empathy“ geschrieben, ein Buch. Empathie ist letztendlich System 1. Empathie greift sozusagen unsere angeborenen und erworbenen Reflexe, schnell zu handeln. Wir sehen, jemand leidet, und reagieren darauf. Ist eine gute Sache, aber wenn wir nur in System 1 verharren und Empathie sozusagen System-1-mäßig ausüben, über Empathie sind wir geködert worden, dass wir uns impfen lassen. Ja, hab Empathie für den älteren Mann, der jetzt röchelnd auf der Intensivstation liegt, ja, weil du dich nicht impfen lässt. Das ist, mit dem Bild wurde sozusagen Empathie geschaffen und ein Verhalten beeinflusst. Und was ich im Buch schreibe, ist sozusagen, es gibt eine Alternative zur Empathie, die wir nicht aus Augen lassen sollten, und das ist, was ich nenne: rationales Mitgefühl oder Compassion.
Un esempio: quando la mia dottoressa di famiglia mi ha detto: «Devi farti vaccinare, sì, quindi fatti vaccinare, e io, in quanto medico, in quanto modello di riferimento, e in generale, quelle persone che rantolavano persone lì, e proprio questa immagine me l’ha fatta venire in mente solo per un attimo, se qui stiamo davvero parliamo di aiuti esterni, quindi c'erano già studi attendibili al riguardo, persino uno del CDC, che poi ha nuovamente raccomandato alla persona vaccinata di indossare nuovamente la mascherina; questo era già noto all’epoca noto. Ma ciò che era meno noto era che tutte le misure di lockdown dovevano essere finanziate, e una conseguenza di tale finanziamento è stata che sospeso il programma di aiuto contro la fame nel mondo e l’UNICEF ha dichiarato: a causa di ciò, ora milioni di bambini moriranno di fame. Quando l’ho detto al medico di famiglia, mi ha risposto semplicemente: Sì, va bene, ma in quei paesi muoiono comunque bambini ogni giorno. Insomma, nessuna empatia per queste cifre, e queste cifre ovviamente non sono un'immagine che ci viene in mente almeno nella mente, e per questo si può affrontare la questione solo con un ragionamento razionale: un attimo, anche lì muoiono delle persone. Se qui ne salvo uno con queste strane misure, lì ne muoiono dieci. Qui un ottantacinquenne sopravvive forse un anno in più, se funzionasse davvero, ma là muoiono dei bambini, e questo però non è stato messo in relazione. Ciò significa che noi come una società guidata dalle emozioni passi da un dramma al un altro e lo fa, apparentemente come mossa da una mano invisibile, compiendo azioni che, purtroppo fin troppo spesso, va contro gli interessi di queste stesse persone.
Ein Beispiel: Als meine Hausärztin mir gesagt hat, du sollst dich impfen lassen, ja, also lass dich impfen, und ich als Arzt, als Vorbild, und überhaupt, die röchelnden Menschen da, und genau dieses Bild hat sie mir ganz kurz nur, wenn wir hier wirklich über Fremdhilfe reden, also da gab es gute Studien schon dazu, sogar eine von der CDC, die dann dem Geimpften wieder empfohlen hat, sie soll sich wieder Masken tragen, das war zum Zeitpunkt schon bekannt. Aber was weniger bekannt war, dass die ganzen Lockdown-Maßnahmen ja finanziert werden mussten, und eine Konsequenz der Finanzierung war, dass man die Welthungerhilfe eingestellt hat und UNICEF hat gesagt: Aufgrund dessen werden jetzt Millionen Kinder verhungern. Als ich dann dem Hausarzt gesagt habe, hieß es nur: Ja gut, aber in diesen Ländern sterben sowieso jeden Tag Kinder. Also, keine Empathie für diese Zahlen, und diese Zahlen sind natürlich jetzt kein Bild vom Kopf, erst mal im Kopf, und deswegen kann man das nur durch rationales Nachdenken: Moment mal, da sterben ja auch Menschen. Wenn ich hier einen rette mit diesen merkwürdigen Maßnahmen, sterben dort zehn. Hier überlebt ein 85-Jähriger vielleicht ein Jahr länger, wenn es wirklich funktionieren würde, aber dort sterben Kinder, und das wurde aber nicht in Beziehung gesetzt. Das heißt, wir wie sich eine affektgetriebene Gesellschaft von einem Drama in das nächste leiten lässt und da aber scheinbar wie von Geisterhand bewegt das tut, was manchmal, leider viel zu oft, gegen die Interessen dieser selben Menschen ist.
Robert CibisMolte cose si può spiegare più facilmente in questo modo, ma c’è ancora molto da descrivere, c’è ancora molto da comunicare, affinché noi noi cittadini impariamo a proteggerci meglio e a farci valere meglio e a plasmare la società che desideriamo. Diventi membro di Ovalplus, così avrete accesso a tutte le pubblicazioni di OVALmedia. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per andare avanti, perché vogliamo lavorare per voi e non per terzi. Vogliamo rimanere indipendenti, cosa che ora è più importante che mai, perché la temuta agenda, di cui ha parlato Michael Nehls, quella sta avanzando. Ma possiamo agire, possiamo agire. Per favore, restiamo uniti. avanza grida contro l’HIV o grida grida grida
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Fonte: OVALmedia, «Il cervello indottrinato – Dr. Michael Nehls». Trascrizione e traduzioni: OVALmedia.
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