Loredana FRASCA | NARRATIVE #52 by Franco Fracassi
L’immunologa Loredana Frasca racconta il suo studio per l’ISS approfondendo la questione dei “fragili” e dei “giovani”. Racconta anche la sua esperienza personale e la paura delle reazioni avverse avute.
L’onestà intellettuale di questa scienziata ci pare arrivi forte e chiara.
Salve, buonasera a tutti, benvenuti alla nuova puntata di NARRATIVE. Prima di iniziare con questa intervista, volevo ricordarvi di aiutarci in qualche modo perché Oval è una televisione totalmente indipendente e si regge esclusivamente, non avendo pubblicità, sulle vostre donazioni. Troverete tutte quante le informazioni che vi servono nel corso di intervista, appariranno tutto quello che serve per fare, per inviare i soldi se volete. Allora, l'intervista di oggi è con Loredana FRASCA, scusate se leggo, perché ha fatto talmente tante cose nella sua vita che almeno ne cito alcune, lei intanto è un'immunologa, è una biologa cellulare che non sapeva nemmeno che esistesse una cosa del genere, bene. Dirige un gruppo di studi sull'immunologia delle malattie autoimmuni e dopodiché ha, soprattutto concentrata sui soggetti fragili e con malattie autoimmuni, ha avuto un dottorato all'Imperial College di Londra, ha lavorato a Houston, ha lavorato in Svizzera, all'Università di Losanna, all'Università di Ginevra, ha lavorato alla Sapienza e adesso lavora all'Istituto Superiore di Sanità.
Io ho visto che ha detto di lei, penso di aver accumulato sufficiente esperienza per poter dire più o meno quello che vuole, insomma, sostanzialmente. Credo che sia così. Sì, nel campo dell'immunologia. Cosa? Nel campo dell'immunologia. Esattamente, esattamente. Allora, in particolare, ovviamente con tutto quello che è accaduto in questi tre anni, si è concentrata sui vaccini, anche perché, se ho capito bene, gliel'hanno chiesto. Cioè a un certo punto all'Istituto dell'Università d'Italia hanno chiesto di fare una ricerca? No, non è partita dall'Istituto Superiore di Sanità, è partita da una review che io ho fatto di un lavoro che riguardava la sicurezza. Spieghi cosa è una review, perché non lo so. Sì, quando c'è la pubblicazione su una rivista scientifica vengono chiamati degli esperti a decidere se il lavoro è fatto bene, è fatto male, si chiedono delle cose e in particolare, in realtà, io ero uno dei reviewer di un lavoro in cui si parlava della sicurezza dei vaccini Covid-19, in particolare i vaccini RNA, nelle persone con malattie autoimmuni.
E quindi ho fatto tutta una serie di richieste agli autori che riguardavano prevalentemente il problema della spike che non rimane nel sito di iniezione, c'erano già delle evidenze e soprattutto chiedevo, ho chiesto, diciamo, tanto questo processo di reviewer è pubblico in questi giornali e ho chiesto anche per esempio di analizzare i pazienti per un periodo più lungo, non solo per pochi giorni, una volta che avevano ricevuto il vaccino. E quindi poi l'editor ha detto che era stato interessante il modo come avevo discusso la cosa e se potevo fare un commentary su questo lavoro e poi allargarmi, un commento al lavoro. Che si mette in fondo al lavoro? Sì, che può essere pubblicato contestualmente o anche dopo, diciamo così, analizzando la questione in generale.
Intanto due cose, la prima da ignorante, una malattia autoimmunica, che cos'è esattamente? È una malattia cronica in cui c'è un'aggressione del sistema immunitario verso i propri organi, noi quelli che studiamo prevalentemente sono il lupus eritematoso sistemico, oppure che è una tipica malattia autoimmune, ma c'è anche l'artrite reumatoide, la stessa psoriasi. L'artrite è un... Sì, l'artrite di tipo autoimmune, reumatoide, oppure l'artrite psoriasica che è legata per esempio alla psoriasi, che pure è una malattia autoimmune. Noi anni fa abbiamo scoperto una delle proteine verso le quali c'è una reattività nella psoriasi che si chiama LL37 e abbiamo pubblicato un lavoro su questo. Quindi queste sono forse le più conosciute, la psoriasi è una delle più conosciute.
Poi c'è il diabete. Il meccanismo qual è della malattia autoimmune? Nel caso della psoriasi per esempio è un'iperinfiammazione a livello della pelle e noi abbiamo, diciamo si pensava che siccome è una malattia mediata da queste cellule che si chiamano linfociti T, autoaggressive, c'erano stati dei lavori che aggrediscono delle proteine che sono espresse nella pelle, riconoscono delle proteine espresse nella pelle. Una di queste che abbiamo studiato noi si chiama LL37 e noi abbiamo scoperto che i linfociti T reagivano a queste proteine che sono iperespresse nella pelle della psoriasi, delle persone con la psoriasi, producendo dei fattori infiammatori che causano un'infiammazione locale molto forte e questo poteva spiegare alcuni tipi di psoriasi perlomeno e succede anche nel systemic lupus erythematosus, anche lì ci sono una malattia mediata da tanti anticorpi che riconoscono degli antigeni self, li chiamiamo, cioè del corpo con formazione in quel caso di immunocomplessi che poi provocano problemi perché circolano, vanno nel rene, bloccano il rene, provocano la nefrite, quindi sono delle malattie molto gravi da cui non si guarisce mai ma che possono essere tenute a bada da vari tipi di cure.
E quindi nei vaccini lei aveva riscontrato qualcosa che produceva questa autoimmunità? No, qui c'è da specificare, da una parte il lavoro che io avevo, di cui ero stata reviewer e poi quello che dovevo scrivere riguardava quale potesse essere l'effetto dei vaccini Covid-19 sulle persone con le malattie autoimmuni. Ah, che erano questo tipo di malattie? Sì, questo tipo di malattie. Poi dal punto di vista degli studi, eccetera, si è visto anche che sia con la malattia Covid-19 che con i vaccini c'è lo sviluppo di una tempesta citochinica che poi può portare a autoimmunità, quindi a iperattivazione del sistema immunitario. In soggetti particolari o chiunque? Eh, in generale nessuno ha mai studiato, siccome neanche si facevano analisi prima e dopo i vaccini non si è indagato molto su questo fenomeno, non si sa se queste malattie si sono sviluppate dopo in soggetti predisposti, probabilmente nei soggetti predisposti.
e poi ci sono invece soggetti che già avevano la malattia e che sono peggiorati dopo aver fatto il vaccino, per esempio, ma anche dopo aver avuto la malattia Covid. Quindi, insomma, le hanno ordinato di fare questa idea? No, mi hanno invitato. Le hanno chiesto di fare questo commento e le ha fatto una ricerca per poter fare questo commento? Sì, ho fatto una ricerca bibliografica perché poi i pazienti con le malattie autoimmuni tendono ad avere maggiormente infiammazioni al cuore, quindi siccome le miocarditi sono tra gli eventi avversi più interessanti che sono venuti fuori, anche più frequenti che sono venuti fuori dopo la vaccinazione, aveva senso andarla a guardare in questi pazienti e discuterli nell'ambito delle malattie autoimmuni.
Io non so se è questa la cosa che ha pubblicato, c'è un articolo sulla rivista, Pathogens. Pathogens. È questo? Sì, è questo. Che sarebbe Safety of Covid-19 Vaccines Patients with Autoimmune Diseases, eccetera, eccetera. Sì, sì, sì. È questa qui. Allora, lei, almeno da quello che ha detto, fra le varie cose, ha scoperto dei rischi derivanti alla somministrazione del vaccino anti-Covid in soggetti sani, con malattie autoimmuni o con problemi cardiaci addirittura. Sì, sì, diciamo che... E i rischi quanti sono? Cioè, se uno dei quanti fai è il rischio? Perché io, diciamo, ero curiosa, poi veramente ho fatto una ricerca a titolo personale, perché non è che io mi occupo dell'attività istituzionale dell'Istituto Superiore di Sanità, quindi questo l'ho visto rientrare nel mio ambito scientifico. E perché? Perché, appunto, come dicevo, le miocarditi possono essere più frequenti in alcune malattie autoimmuni, per esempio nello stesso lupus o in malattie come la sclerodermia, sono tutte malattie che noi studiamo.
E quindi aveva senso capire qual era... Però poi ci siamo allargati, diciamo, allo studio della popolazione sana, perché è da lì che si estraggono poi le frequenze di miocardite. E soprattutto sentivo sempre ripetere alla televisione o anche da persone che conoscevo che le miocarditi che venivano, insomma, che si osservavano durante la malattia erano sicuramente più frequenti e peggiori di quelle dopo la vaccinazione. E quindi sinceramente mi era venuta la curiosità di capire se questo era vero. In particolare tra i giovani, se ho capito. In particolare tra i giovani. Perché tra i giovani? Perché i giovani erano quelli che con il Covid-19 rischiavano meno di tutti. E qui ci sono tante pubblicazioni. Sì, ma perché hanno sviluppato più miocardite giovani rispetto agli ansiare emotivi? Allora, questo non si sa esattamente, ci sono delle ipotesi, intanto perché la reattività dei giovani è molto più forte, essendo dei soggetti giovani appunto montano delle risposte immunitarie molto più forti e poi c'era anche una, diciamo, per non andare nel tecnico, c'è un articolo che specificava che certi tipi di segnali che erano stati individuati a essere importanti nelle miocarditi sono più forti nei giovani, perché sono anche influenzati dagli ormoni, per esempio, dagli ormoni sessuali, eccetera.
Ma la differenza è marginale oppure la differenza nel senso che c'è 3, 4, 5, 6 volte, 10 volte il rischio? Qual è la proporzione? La differenza è tanta, perché molti lavori che hanno analizzato, per esempio, la frequenza di miocardite dopo vaccinazione in persone che avevano un'età media, per esempio di 57 anni ce n'è uno, dava una frequenza di 1 a 100 mila, 1 a 50 mila, 1 a 25 mila. Invece poi, piano piano, restringendo l'analisi ai giovani, sono state trovate delle frequenze anche di 1 a 2.700, 1 a 3.300 e così via. Quindi 50 volte di più? Sì, e poi soprattutto erano tutti sistemi di sorveglianza passiva, cioè quindi fortemente sottostimanti. Quindi in realtà sono molto di più questi? Tasse molto di più, infatti ultimamente erano usciti due lavori su giovani nelle scuole, in cui hanno fatto una sorveglianza attiva andando a guardare i parametri laboratoristici come la troponina, facendo ecocardiogrammi, hanno trovato, ad esempio in un lavoro tailandese, che il 29% degli studenti hanno sofferto di qualche problema cardiaco dopo la seconda dose di un vaccino RNA.
29% cioè uno studente su tre ha sofferto di palpitazioni, aritmie. Giovani di che età? Erano giovani delle scuole, quindi tra i 13 mi sembra i 19-18 anni, quindi studenti delle scuole superiori. Un altro studio ha trovato queste alterazioni nel 17% degli studenti, poi c'erano due miocarditi, una subclinica e una conclamata, quindi gli effetti avversi a livello cardiaco erano del 2,3%, quindi due persone e qualcosa su 100. Considerando i numeri di chi si è vaccinato, si tratta di una quantità mostruosa di persone, in Italia quanti sono i giovani? 10 milioni? Non lo so. Se fossero 10 milioni sarebbero 200 mila ragazzi che rischiano la vita. Sì, è molto alta, ma devo dire che sono rimasta stupita anche io, perché poi oltretutto si sono aggiunti due studi ancora di sorveglianza passiva, non erano neanche di sorveglianza attiva e in tutte e due c'era una frequenza di 1 a 1000, anzi in uno dei due di 1 a 660 di frequenza di miocardite come sorveglianza passiva, quindi è molto molto alto, sono rimasta stupita anch'io.
C'è uno studio, non so se è capitato di vederlo, c'è uno studio della FIFA, anzi no, del CIO, che è il Comitato Olimpico Internazionale. Sì, l'avevo visto. In realtà loro hanno fatto uno studio che era durato 30 anni sugli atleti amatoriali e professionisti tutti quanti nel mondo. È uno scoperto che di media nell'arco dei 30 anni ci sono stati 54 morti per infarto l'anno. La media è stata questa qui. Poi hanno fatto uno studio solamente mirato dall'estate del 2021, cioè da quando hanno iniziato a diffondersi i vaccini, fino a quello del 2022, di un anno, e in quell'anno ne sono morti quasi 4.000 rispetto ai 54. Sì, ho sentito di questo studio. Io non l'ho letto, però so che esiste questo studio. Quindi ha a che fare, cioè, stiamo parlando della stessa cosa?
Sì. Però è una percentuale molto super... Cioè, qui stiamo parlando di una percentuale assurda. Beh, se consideriamo queste frequenze... Considerate che sono giovani atleti, quindi sono gente che ha un fisico perfetto. Sono comunque giovani, poi si pensa che... Un atleta non è più sicuro in queste cose. Perché l'atleta poi ha questo rilascio di catecolamine. Io non ho studiato bene questa parte, però so che questo rilascio di catecolamine degli atleti durante l'esercizio fisico intenso, catecolamine... Che sarebbero? Ma sono delle sostanze, da quello che ho capito, rilasciate in condizioni di stress fisico e possono aumentare i problemi. Quindi ecco perché nei giovani atleti. Però io questa cosa non l'ho studiata in dettaglio, quindi non posso dirla in dettaglio, però so che è così, che quindi c'è anche una componente in più, in chi fa esercizio fisico molto molto intenso.
Perché gli atleti sono stati vaccinati ancora prima degli altri. Eh sì. Eh sì. Ma una curiosità, queste cose si sapevano prima di iniziare la vaccinazione? Allora, sulla miocardite non è venuto fuori dai trial. Dai trial di Pfizer, per esempio, l'avevo letto, non era venuto fuori che c'erano delle miocarditi. Quindi nei primissimi mesi non si sapeva. Però io... Quindi non era responsabilità dei politici, diciamo. Io ho sempre avuto tanta curiosità di capire, perché il meccanismo d'azione di questi vaccini RNA non mi aveva mai convinto. Per cui fin dal primo giorno che è iniziata la vaccinazione io ho cominciato a fare delle ricerche in italiano, in inglese e in francese. E ho trovato purtroppo che c'erano già molti casi di cronaca di gente che faceva il vaccino e moriva. E morivano sempre o di qualcosa relativo al cuore, oppure di ictus. E quindi dicevano che era una morte naturale.
Poi però, seguendo ancora la cosa, proprio nei primissimi mesi del 2021, sono incappata in uno scienziato della Guelph University, che era una Guelph University in Canada. E lui era stato intervistato da una radio, perché io andavo su tutti i siti, mi sentivo anche le cose in inglese e in francese, perché conosco abbastanza queste lingue, quindi anche senza la traduzione. E lui, diciamo, in maniera molto naive, gli avevano chiesto perché c'erano delle miocarditi, e quindi allora già si sapeva, erano i primi del 2021, forse era marzo. E marzo è l'inizio della vaccinazione. Marzo del 2021, marzo-aprile del 2021, gli avevano chiesto a questo ricercatore, ma secondo lei perché ci sono le miocarditi? E allora lui aveva citato un lavoro di biodistribuzione che era stato fatto dalla società, una specie di EMA, diciamo giapponese, che rivelava che l'RNA che veniva inoculato nel braccio non restava nel braccio, ma la maggior parte andava ovunque.
Ma che vuol dire? Scusi, io nella mia cosa, se uno si fa un vaccino, la puntura, do per scontato che questo vaccino va in giro per il corpo, perché sennò come mi fa a proteggere? Se resta nel braccio come fa? No, invece no, perché nel vaccino tradizionale l'inoculato resta nel sito di inoculazione prevalentemente, lì si crea un'infiammazione locale, arrivano le cellule del sistema immunitario, captano l'antigene. E poi si distribuiscono e vanno nei linfonodi, dove avviene l'attivazione della risposta immune. Invece in questo caso dovrebbe funzionare più o meno nello stesso modo, si diceva che l'RNA rimaneva nel braccio, lì si produceva la spike e quindi avrebbe dovuto funzionare lo stesso meccanismo, però non è così, perché la spike non si esprime solo nel braccio, ma in realtà tutti questi liposomi vanno in circolo, quindi sono stati ritrovati nel cuore, nei polmoni, nella milza, nel fegato, eccetera.
E quindi la spike si può esprimere ovunque, per cui il sistema immunitario tenderebbe ad agire come se qualsiasi organo in cui si esprime la spike fosse infettato dal virus. E quindi le cellule reagiscono, quindi se vedono la spike nel cuore c'è la possibilità che vadano ad attaccare la spike. E nel fegato che succede? Nel fegato c'è una pubblicazione, per esempio, molto interessante, in una persona che ha avuto un'epatite subito dopo il vaccino, in cui sono state isolate delle cellule T che reagivano contro la spike nella sede dove c'era l'infiammazione, quindi nel fegato. E questo ha provocato l'epatite? Probabilmente sì, però gli autori non erano riusciti a trovare la spike nel fegato, però in risposta ci fu subito dopo un altro, come una lettera al giornale, in cui altri ricercatori dicevano di aver avuto un caso analogo e in questa volta all'interno del fegato avevano trovato l'RNA messaggero per la spike, il che metteva le cose insieme, quindi la spike non è stata trovata, però è stato trovato l'RNA messaggero per la spike, quindi quello potrebbe essere l'innesco della reazione sbagliata che poi può perdurare anche in assenza dell'antigene, quindi anche in assenza della spike, ci sono varie ipotesi su come può avvenire, c'è molto da studiare su questo.
Del resto anche io sono stata editor di un lavoro in cui avevano dimostrato che in persone che avevano avuto la miocardite dopo il vaccino, avevano fatto delle biopsie, avevano visto che c'era un infiltrato di cellule del sistema immunitario nel cuore e ci hanno trovato per immunoistochimica l'espressione della spike. Ma anche nel cervello? Nel cervello è stato trovato in un uomo che aveva già di suo una malattia neurodegenerativa, cioè era un fragile fondamentalmente, dopo la terza dose è morto, dopo 15 giorni, e da un'autopsia è risultato che avevano trovato la spike nel cuore, infatti era morto per problemi al cuore, ma in alcuni foci infiammatori del cervello era stata pure trovata la spike. Quindi la spike era riuscita a entrare nel cervello perché abbiamo almeno un paio di pubblicazioni, di cui una abbastanza quotata, che dice che la spike apre la barriera ematoencefalica, cioè quel passaggio tra il resto del corpo e il cervello.
In sostanza la barriera ematoencefalica serve per preservare il cervello, perché è la parte più importante. Di solito alcuni fattori non arrivano al cervello, ci arrivano quando la barriera si apre per qualche motivo, succede in alcune malattie, per esempio nella sclerosi multipla, in alcune malattie del cervello. E in questo caso la spike può fare proprio questo, aprire questo varco e far passare delle cose, degli anticorpi, qualcosa che infiamma a livello cerebrale. Questo è tutto documentato, diciamo. Sì, sì, noi. Perché io parlo solo di cose pubblicate. Fa impressione questa cosa. Ha fatto impressione anche a me, sinceramente. Allora, lei sostiene che intanto il vaccino anti-Covid non è efficace verso le attuali varianti, quindi la vaccinazione che si sta facendo adesso è totalmente, al di là che è dannosa, è totalmente inutile.
Sì, non lo sostengo io, lo sostengono delle pubblicazioni che fanno vedere che anche in presenza di una quarta dose la protezione cala notevolmente. Non è zero, però cala notevolmente. Perché prima la protezione quanta era, per curiosità? Allora, secondo quanto dichiarato dall'industria farmaceutica era di oltre il 90%. Invece? Adesso, da quello che vedo io, anche ho visto dei bollettini ISS, degli stessi, sarà intorno al 50, 60, dipende dai momenti. E in alcune pubblicazioni è caduta anche al 30%, al 40%, quindi poi dipende dal momento in cui si va. Tra l'altro protezione, bisogna pure capire qui che cosa si intende per protezione, perché di solito questi lavori vanno ad analizzare la quantità di anticorpi, cioè se il vaccino ripetuto riappregola, diciamo, fa aumentare di nuovo gli anticorpi, ma spesso non si capisce se questi anticorpi poi sono neutralizzanti, quindi se sarebbero efficaci di bloccare la malattia e soprattutto non ci sono dati epidemiologici tutte le volte in questi lavori in cui si dimostri veramente che c'è una protezione dalla malattia.
In alcuni sì e altri no. In altri analizzano solo il fatto che gli anticorpi si alzano ogni volta che uno fa una dose. Perché sono considerati validi questi lavori? Perché, diciamo, in generale nei vaccini il correlato di protezione è l'aumento degli anticorpi rispetto alla vaccinazione, quindi si fa così anche qua. Però questo non significa al 100% che poi questa persona sarà protetta dalla malattia. Da quello che so lei ha fatto sapere, lei ha dichiarato, ho fatto presente che la comunità scientifica sarà chiamata a discutere se dovrà ancora incoraggiare i vaccini o se dovrà fare una discussione più accurata sugli eventi avversi, sulla loro frequenza. Mi sembrava qualcosa di normale, ma l'hanno presa male.
In che senso? Cioè, intanto chi intende per comunità scientifica e poi chi l'ha presa male? Allora, intanto, diciamo, ho scritto questa review pensando alla comunità scientifica internazionale sull'argomento. Soprattutto perché ho visto anche un cambiamento di direzione in molti lavori, per fortuna, negli ultimi tempi. Questa review è stata scritta, questo articolo? Il mio? Allora, il mio è stato iniziato a settembre del 2022 e l'ho inoltrato la prima volta alla fine di dicembre. Poi ho fatto una revisione perché i reviewer mi hanno chiesto delle revisioni, uno dei due abbastanza importanti e poi l'ho risottomesso. Quindi insomma è stato preso adesso a febbraio. Quindi tutta la comunità internazionale ha letto le sue cose?
Non lo so chi l'ha letto, qualcuno l'avrà letto perché l'ho visto citato per esempio dalla società di reumatologia della Florida, per esempio. E poi è stato ripreso anche a livello internazionale da un'altra associazione, se no è stato ripreso qui a livello locale insomma da alcune associazioni. E chi è che l'ha presa male? Beh, sicuramente diciamo l'istituto nel quale lavoro perché si è dissociato. Perché? Cioè se è un lavoro fatto bene, tant'è vero che è stato pubblicato e tutto il resto, per quale motivo dovrebbe averla presa male? Dovrebbe essere contenti che un dipendente dell'istituto fa lavori importanti insomma in giro? Perché loro l'hanno considerato parziale. In effetti non ho parlato dei vaccini in generale, ma io ho parlato solo della parte della safety dei vaccini, cioè della sicurezza. Perché l'efficacia mi sembrava, l'ho data diciamo così per scontata, cioè ho detto che avevamo dei trial, in questi trial si è visto che proteggevano questi vaccini dalla malattia grave, che nel tempo poi questa protezione va a diminuire, ma questo del resto lo consideravo normale, visto che si tratta di un virus RNA, dobbiamo considerare che nella storia della medicina non sono mai stati fatti dei vaccini contro virus RNA perché sono altamente mutevoli. L'unico che c'è è quello dell'influenza, che tra l'altro non funziona sempre così bene, dipende dai momenti, dalle persone.
Quindi quella parte non l'ho voluta affrontare perché non è tanto il fatto che i vaccini abbiano perso di efficacia, e comunque l'hanno persa, ma è il fatto che sembrava che le varianti Omicron fossero più mild, più leggere, che qualcuno adesso sa come curare questa malattia e quindi a me non sembra nella vita di tutti i giorni, ma proprio parlo come cittadina, che in questo momento questo virus sia fondamentale nella nostra vita. Ci sono, per esempio, sembrava quasi che l'influenza di quest'anno fosse anche peggiore dei casi di Covid-19. Quindi mi sembrava questo il momento opportuno per riflettere su questo, ma vedo che lo stanno facendo anche tanti autori a livello internazionale. Allora, ripeto, perché l'hanno presa male?
Cioè dovrebbero essere contenti. Cosa hanno detto? Avrà parlato con alcuni di questi? No, io non ho parlato con nessuno, nel senso che... Comunque fa sapere che l'hanno presa male. Perché hanno fatto un comunicato stampa in cui si dissociavano. Del resto io avevo scritto comunque che le opinioni espresse non erano necessariamente quelle del... l'ho visto che lo fanno in molti e quindi l'avevo scritto anch'io, anche sul consiglio del mio caporeparto che era al corrente del lavoro che stavo scrivendo. Lui non l'ha presa male? No, lui mi ha detto vai avanti, mi sembra che sia sacrosanto discutere queste cose, diciamo perché... Cioè ovviamente non si potrebbero discutere... nella scienza non discutere tutto perché ci sono delle cose...
Io pensavo che si potessero discutere, anche perché avevo discusso a voce anche con altre persone. Però già la frase, mi sembra sacrosanto che si possa discutere queste cose, come presupposto il fatto che ci sono delle cose di cui non si può discutere. Sembrerebbe... Ma questo sì, altre no. Sembrerebbe forse perché... Ma l'è mai successo? Non è mai successo, ma non è successo neanche nella comunità scientifica internazionale perché per esempio io ho notato tante volte, ho letto tanti lavori in cui si fanno vedere per esempio gli eventi avversi e poi si dice che ci sono solo questi eventi avversi e che comunque il rischio è sempre minore del beneficio, anche quando questo tipo di affermazione è indifendibile.
Quindi, che ne so, per esempio se ci sono lavori in cui si vede che per esempio nelle malattie autoimmuni chiaramente questi ricercatori vedono che c'è una recrudescenza della malattia anche nel 5-10% delle persone. Non mi sembra questo un dato poco significativo? Perché una persona su 10 la devo far sentire male per fare questo vaccino? Questa era la mia concezione, anche perché tenere a bada questo tipo di malattie è un equilibrio molto delicato cioè il paziente soffre molto, quindi una volta che ha raggiunto un equilibrio perché sconvolgerlo se non è strettamente necessario? E parlo di adesso perché io ho visto che in questi lavori sulle malattie autoimmuni si tendeva sempre a dire che siccome questi pazienti, ed è vero, non rispondono bene al trattamento cioè non hanno un'induzione di anticorpi sufficienti allora questo non viene preso come un qualcosa, va bene, allora evitiamo, no viene preso come se questi pazienti dovessero avere dei continui booster e io non mi sembrava che questo fosse molto, diciamo, molto etico diciamo dire allora non rispondi bene, allora io te ne faccio, ti faccio fino a 5 dosi perché poi se il 5-10% delle persone sente male a fronte di una malattia che non è più così terrificante allora non vedo più il motivo, io personalmente non vedo più il motivo ma mi sembra che ci sono tante persone adesso nella comunità scientifica che la pensano così quindi mi sembrava che alcune mie riflessioni fossero in linea peraltro continui
booster, se ogni volta che uno si vaccina rischia miocardite e quant'altro aumenta ulteriormente il rischio siccome nelle persone con le malattie autoimmuni la miocardite è più frequente che nella popolazione generale e siccome la miocardite è uno degli eventi avversi peggiori immaginavo io magari un giovane con la sclerosi multipla una giovane che meglio sono quelli che sono stati vaccinati sono stati vaccinati ma anche più volte perché loro prendono degli immunosoppressori per tenere a bada la loro malattia e quindi non riescono a avere una risposta efficace del resto io però mi sono letta il trial della Pfizer e in effetti la Pfizer aveva escluso le persone trattate con immunosoppressori non le persone c'è proprio scritto c'è scritto sì e nonostante ci fosse scritto sì io mi chiedo come l'Unione Europea è stata una decisione dell'Unione Europea o del governo italiano?
penso dell'Unione Europea nonostante ci fosse scritto l'Unione Europea ha detto bisogna vaccinare quelle persone c'era scritto c'è scritto allora nel trial della Pfizer c'era scritto che non erano escluse le persone con le malattie croniche per esempio non escludevano i malati di epatite C o di HIV per esempio e hanno fatto degli esempi e dicevano queste sono delle malattie croniche che noi abbiamo incluso non sono le uniche senza specificare quali altre malattie croniche però specificatamente poi ho letto che però bisognava escludere quelli trattati con farmaci immunosoppressori almeno loro le avevano esclusi l'ho letto l'altro giorno perché mi sono riletta questa cosa è gravissima nel senso una cosa è facciamo finta di niente non lo voglio sapere e quindi prendo decisioni ma potrei informarmi ma non mi informo una cosa che c'è scritto nero su bianco e nonostante questo senza motivo perché a quel punto si obbligano delle persone sapendo che gli farà male a fare una cosa perché diciamo al momento in cui c'erano le varianti iniziali il virus era molto aggressivo e quindi anche probabilmente di fronte a questo si è pensato di trattare tutti i fragili per un...
ma se c'è scritto che gli fa male i fragili cioè è assurda non è che gli fa male erano stati esclusi dal trial perché ovviamente si poteva presumere che avrebbero risposto poco perché se io tratto con gli immunosoppressori del resto per esempio altre categorie che sono trattate con gli immunosoppressori sono i trapiantati per forza e però io so che anche chi si è sottoposto al trapianto poi ha fatto il vaccino quindi si è prediletto poi di vaccinare tutti i fragili per la paura del virus allora quello che io volevo dire io non volevo però entrare in polemica su questo io volevo semplicemente dire nel mio lavoro che una volta che abbiamo appurato che ci sono delle terapie una volta che abbiamo appurato che adesso il virus è mild cioè più leggero adesso non c'è più bisogno di fare così adesso forse ci dobbiamo fermare a pensare e dire ma davvero dobbiamo fare ancora questo vaccino per esempio a chi fa un trapianto visto che poi sarà trattato con farmaci immunosoppressori questo è quello che io volevo solo invitare a una riflessione perché io non sono un medico quindi volevo sulla base del meccanismo d'azione di questi farmaci che io ho descritto perché lì c'è una parte di analisi degli eventi avversi eccetera e poi un'altra parte di meccanismo d'azione e di meccanismi molecolari che potrebbero essere in funzione quando si fa questa vaccinazione quindi fare una panoramica così per portare una riflessione i medici
ovviamente perché poi sono loro che decidono se fare il vaccino o no perché io non posso decidere io sono un biologo quindi faccio la ricerca Allora, lei ha dichiarato di essersi vaccinata col vaccino Johnson & Johnson giusto? Sì Quindi quello monodose no? E intanto come mai sapendo queste cose ha deciso di vaccinarsi? È qualcosa che mi chiede sempre mio figlio lo devo dire mamma perché ti sei vaccinata se tu sapevi benissimo che era pericoloso e io dico che ci sono dei momenti nella vita in cui noi non siamo lucidi cioè lo stress la situazione io dovevo andare a fare dovevo prendere l'aereo non c'era ormai non c'era ancora la variante Omicron dovevo prendere l'aereo per andare a fare un concorso che mi interessava per potermi trasferire all'estero se fosse stato possibile ancora anche io diciamo con tutta la paura che i mezzi di comunicazione avevano messo ho pensato che forse una dose la potevo fare e ho scelto questo vaccino perché era monodose allora si diceva che ci avrebbero dato un green pass per un anno io ero già entrata in ansia per questa storia del green pass di quello che non si poteva fare senza il green pass eccetera e avevo sapevo appunto da quello che avevo detto prima che l'RNA non rimaneva nel braccio ma andava in circolo ho sperato facendo delle come dire delle riflessioni scientifiche che essendo un vaccino di quel tipo mimando prevalentemente un virus perché è un virus un vaccino a vettore virale
potesse essere captato prevalentemente dalle cellule nel sito di iniezione invece? invece non ci sono tanti studi su questi vaccini se diciamo anche qui la spike circola però sempre in quel lavoro in cui è stato trovato la spike nel cuore c'erano anche alcune persone che erano state vaccinate con il Johnson facendo pensare che la spike circola però devo dire la verità ci sono stati ci sono degli articoli non tanto su Johnson ma sull'altro molto simile di AstraZeneca e già in un lavoro che avevo visto nel 2021 avevo dedotto da alcune cose che comunque i vaccini a RNA avevano più eventi avversi dei vaccini a vettore virale per questo ho pensato che una dose sola di un vaccino sicuramente che ritenevo meno pericoloso l'avrei potuta fare però sono stata male perché detto che gli è venuto più volte l'herpes sì no diciamo subito dopo mi è venuta una febbre non sono riuscita ad alzarmi dal letto per ore il giorno dopo ero stordita poi però è passato dopo 13 giorni ho avuto dei rialzi pressori che farebbe pensare a che se fosse rimasta nel braccio la spike non mi avrebbe fatto io di solito soffro di pressione bassa e invece avevo la pressione alta e ce l'ho avuta per diversi giorni poi è passato tutto poi ho avuto anche per due anni non mi sono presa il covid l'ho preso dopo neanche due mesi e mezzo e neanche così leggero comunque insomma l'ho passato e poi dopo qualche tempo ho cominciato ad avere tanti disturbi herpes a volte ho dei
bruciori alle gambe ho avuto dei dolori diciamo di tipo neurologico ho avuto dei problemi sì e quindi mi sono presa degli integratori delle cose insomma che mi potessero far bene e poi insomma da quello che ho capito il mio lotto non era poi tra i migliori lotti della Johnson ho capito che il mio non era di quelli proprio leggeri insomma mi ritengo fortunata di non aver avuto cose gravi devo dire la verità no perché nella nella sua condizione c'è un sacco di gente nel senso che ha che si è fatta o il vaccino Johnson Johnson oppure le prime due dosi insomma no per ignoranza insomma io totalmente ignorante in queste cose come così tantissime altre persone e e adesso sono in enorme difficoltà perché hanno paura anche io ho paura è umano penso che sia umano perché non si sa niente sugli effetti a medio e lungo termine e quindi io ho un po' meno paura perché ritengo sempre da quello che ho letto che dico nel mio caso che i vaccini RNA siano peggio perché c'è una a quanto pare il problema non è solo nella spike circolante ma è anche proprio nell'RNA messaggero in sé che può avere anche lui da solo specialmente se si degrada può dar luogo delle molecole di RNA molto più piccole che potrebbero interferire con dei meccanismi molecolari all'interno della cellula e quindi se avessi fatto onestamente se avessi fatto con l'RNA sarei veramente tanto tanto preoccupata però tranquilla non sono neanche avendo fatto cosa mi diceva che per esempio in una Pfizer c'è
insomma altera il colesterolo tra le varie cose allora qualcuno dice che si altera il colesterolo io recentemente ho letto la composizione lipidica di queste particelle lipidiche e dentro ci sono delle molecole di colesterolo pertanto sarebbe interessato nessuno l'ha mai indagato sarebbe interessante capire se ci fossero dei rialzi di colesterolo se possono essere dovute a queste particelle circolanti non c'è niente nella letteratura scientifica perché una credo sia la prima ragione di morte delle persone il colesterolo giusto quindi se se il vaccino influisce su quello si proverà una strage nei prossimi anni io sono molto curiosa quindi ho fatto delle ricerche per capire se c'erano stati dei rialzi di colesterolo non c'è niente nella letteratura scientifica al momento però secondo me è qualcosa da indagare perché è un'immissione di colesterolo attraverso le microparticelle seppure chiesta come si fa a tornare indietro si può tornare indietro dopo che uno si è inoculato non lo so perché per quanto riguarda i vaccini RNA c'è uno studio svedese che indica che la trascrittasi inversa potrebbe fare la retrotrascrizione diciamo del RNA è stato sempre detto che l'RNA non si integra nel genoma l'RNA resta nel citoplasma e lì delle cellule non nel nucleo nel nucleo c'è il DNA c'è il materiale genetico nel citoplasma ci sono gli organelli eccetera e lì avviene la sintesi delle proteine quindi l'RNA messaggero resta dentro il citoplasma e si
ha la sintesi della spike eccetera e quindi non può entrare nel nucleo a modificare il materiale genetico delle nostre cellule però esiste un enzima trascrittasi inversa che noi esprimiamo perché è un retaggio anche dei virus che ce l'hanno dato e quindi c'è un lavoro in cui è stato visto in vitro che ci può essere una retrotrascrizione cioè l'RNA messaggero della spike può essere tradotto in DNA e il DNA a quel punto può entrare nel nucleo e quindi potrebbe andare a modificare perché le molecole e i DNA si ricombinano tra di loro ecco però non c'è una dimostrazione ma la cosa inversa qual è? cioè come si fa a tornare indietro? allora io immagino che la ricombinazione e quindi un cambiamento permanente sia almeno me lo immagino raro però certo non così raro se io faccio un'inoculazione a due miliardi di persone quindi ci sarà sicuramente potrebbe succedere secondo me il tempo può far tornare indietro per quanto riguarda il vaccino che ho fatto io io poi mi sono documentata comunque cioè questo l'avevo visto che questi vettori virali restano a livello così si dice al di fuori possono restare nel nucleo però restano al di fuori del materiale genetico piano piano però le cellule si dividono queste molecole si diluiscono quindi nel tempo dovrebbero scomparire o comunque diluirsi tantissimo nel tempo sarebbero un anno mesi no più di un anno più di un anno perché ho visto che alcuni di questi vettori adenovirali
restano anche fino a un anno in una pubblicazione quindi questo è per quanto riguarda invece l'RNA messaggero purtroppo l'RNA messaggero è stato modificato per resistere alla degradazione perché c'è questo pseudoridina e quindi bisogna sperare che a un certo punto si diluisca venga degradato all'interno della cellula quindi io mi rifiuto veramente dico di accettare che ci sia una modificazione permanente cioè che la spike si possa esprimere per sempre nel nostro corpo mi rifiuto di accettarlo ma secondo lei perché diciamo delle case farmaceutiche dovrebbero aver prodotto delle cose simili che che sono così dannose cioè superficialità dolo Ignoranza che cosa? È una cosa che mi sono chiesta fin da quando sono stati lanciati questi vaccini, perché non avevano senso. Infatti prima le dicevo di quel ricercatore in Canada: lui a un certo punto disse proprio la frase "ci siamo sbagliati, abbiamo fatto un grosso sbaglio, abbiamo preso, abbiamo fatto esprimere una tossina nel corpo umano involontariamente". Quindi sembrava un errore, però è stato proprio criticato, è successo un macello. Io so per questa persona eccetera, ha rischiato anche il posto per aver detto questo.
Se è un grosso errore, capisco che è difficile tornare indietro per le industrie farmaceutiche e per tutti coloro che hanno accettato questa cosa. Se ci sono altri, volevano probabilmente utilizzare questa metodica da anni, specialmente quella dell'RNA messaggero, e non riuscivano a farla accettare perché somiglia più a una terapia genica che a un vaccino. E poi hanno detto che sì, somiglia a una terapia genica, però le dosi sono molto inferiori, quindi è stato progettato per durare poco nel corpo umano. Onestamente io, come diciamo, che conosco un po' l'immunologia, mi sembra un'aberrazione questo tipo di vaccini, perché se non restano nel braccio, allora è assurdo far esprimere qualsiasi molecola all'interno di organi, perché poi comunque, al di là se la spike è tossica o non è tossica, poniamo che mettiamo dentro invece un antigene che non è tossico, comunque lui si va a esprimere nelle nostre cellule, comunque il sistema immunitario vedrà gli organi in cui si esprime come organi infettati dal virus, con le conseguenze del caso. Quindi dovrebbe essere sicuramente una cosa transiente, cioè questi vaccini dovrebbero essere transienti, dovrebbero rimanere al sito dell'inoculazione. Tutto questo li potrebbe rendere un po' più safe, ma questo non è con questi vaccini. Allora loro però, io penso che le case farmaceutiche non hanno studiato quanto restava la spike, quanta se ne produceva e per quanto tempo permane, per quanto tempo permane l'RNA.
Adesso sappiamo che l'RNA può permanere per due mesi, c'è un lavoro addirittura dove ci sono degli autori di Stanford e sappiamo che resiste in certe cellule del sistema immunitario fino a 16 mesi dopo l'inoculo, che può resistere tre mesi in particolare i microvescicole che circolano il nostro corpo. Queste cose non sono state studiate, credo, dalle case farmaceutiche, quindi io non lo so, che è strano, è strano, è molto strano. Va bene, grazie mille, allora. Se l'intervista di oggi vi è appassionato come anche quelle che abbiamo fatto in precedenza, come vi ho detto all'inizio, date una mano a OVALmedia, perché è l'unico modo che può avere per continuare a fare il lavoro che sto fatto fino adesso con tutte quante le cose che produce NARRATIVE, Collateral e così via. Grazie mille e buona serata. Grazie, buona sera.
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Sono una persona che ha avuto una reazione avversa da vaccino e che da tre anni e’ in contatto con danneggiati da vaccino. La dottoressa Frasca fa un esame molto equilibrato e completo sulle reazioni avverse e soprattutto con la curiosita’ intellettuale che dovrebbe essere tipica di un approccio veramente scientifico e non dogmatico. Bella intervista.