Prof. Giovanni Frajese | NARRATIVE #35 by Franco Fracassi
Ben ritrovati!
Paura, coraggio, ricerca di un senso: questi sono solo alcuni dei temi cari al prof. Frajese espressi con la sua consueta, ma rara, intensità nella nuova intervista di Narrative a cura di Franco Fracassi. Buona visione.
Buonasera a tutti quanti, come vedete ci siamo ancora, non siamo morti, nonostante una multinazionale che è altrove rispetto a qui, che si chiama Google, ci ha voluto far sparire, perché se ricordate a luglio YouTube ha cancellato tutti i canali di Oval in Italia, Germania, Francia e quelli in inglese, quindi quelli internazionali, senza motivo, non è mai saputo perché, però resistiamo, resistiamo ancora anche grazie a voi e grazie ai tanti che sono passati al sito, quindi anche per questo motivo vi rinnovo l'appello, iscrivetevi al sito, poi se volete potete anche, perché apprezzate il nostro lavoro, potete anche finanziarci, però iscrivetevi perché è l'unico modo per essere realmente indipendenti rispetto al mondo che ci circonda, che di certo bene non ci vuole.
Allora oggi abbiamo un graditissimo ospite, Giovanni Frajese, è graditissimo perché una persona è una di quelle rare persone che si muove, si è mosso come una sorta di chiamata, una sorta di, non lo so, mi viene a pensare a San Giovanni o San Francesco, non perché lui sia santo assolutamente, non credo proprio, però quelle persone che hanno sentito il dovere, era una sorta di chiamata di devo fare qualcosa, però questa chiamata forse è dovuta, io ho saputo che tuo padre era il medico di Giovanni Paolo II, adesso non so se la chiamata viene da qualcosa dall'alto, intanto è vera questa cosa? E come la si vive in casa una cosa del genere? Perché sicuramente è una cosa strana, insomma, dice dove vai? Vai, vado al Papa, vado a prendere la pressione, insomma.
Vabbè, mio padre era veramente un personaggio, era non solo il medico del Papa, era il medico di gran parte dei politici degli anni 80 e primi anni 90, quindi a studio si vedeva passare chiunque. Era trasversalmente amato perché mai stato un politico, mai fatto politica, ma sempre diciamo rappresentato l'arte della medicina che è l'arte dell'amore del paziente in realtà e per questo era molto voluto bene. Visto che è arrivata l'informazione posso anche raccontare che io ho avuto una prima esperienza molto interessante quando a 16 anni mi portò a conoscere il Papa. Io ero stato tirato su in una scuola cattolica e da ragazzino abbastanza sveglio notavo l'ipocrisia che c'era tra quello che mi veniva detto, che io sentivo come corretto, cioè la parola di Gesù e il comportamento dei preti che diciamo era diametralmente opposto a quello che raccontavano.
Questo da ragazzo mi aveva creato invece una repulsione ovviamente verso quel tipo di ambiente, per cui non volevo neanche andare a conoscere Giovanni Paolo II. Invece mio padre mi ci portò una volta, io andai anche abbastanza diciamo da ribelle un po' scocciato e invece fu un'esperienza che mi ha profondamente cambiato la vita perché ci portarono in questa piccola stanza dove c'era lui stava parlando con altre persone, poi finì venne incontro a noi, nel venire incontro mi guardò negli occhi e io mi persi in quegli occhi, come se non riuscissi a vederne il fondo, mi sembrava di guardare il mare. Tutta la mia arroganza, la mia tracotanza di sedicenne è sparita in un secondo, mi sarei messo in ginocchio, cosa che non avevo mai pensato di fare in vita mia, in un istante non l'ho fatto perché ero talmente intimidito che sono rimasto proprio gelato. Mi ricordo mi mise la mano dietro la testa, sempre guardandomi negli occhi, come se ti leggesse nell'anima e mi disse uno scienziato come suo padre, mi sorrise e questo è tutto quello che mi ha detto, io non sono riuscito a spiccicare una parola, uscendo da lì mio padre rideva, rideva e mi faceva com'è che dicevi ridimelo un po'. Quindi diciamo, io mi ritengo una persona estremamente fortunata, a cui la vita, il Signore ha donato tanto proprio, ha donato tanti talenti e una vita comunque privilegiata che devo riconoscere. Anche questa è stata la molla che nella vita mi ha sempre pensato e
spinto a donare qualcosa di me agli altri, proprio perché ritenevo di essere particolarmente fortunato e che in realtà questa fortuna fosse una responsabilità di condivisione con le altre persone, che è la ragione per la quale poi ho scelto di fare il medico. Però ho saputo che la tua è una dinastia di medici, si perde la notte dei tempi, no? Sì, il mio bisnonno… C'è qualche amoci rusico, qualche cosa, qualche romanzo di Manzoni potrebbe entrare qualche… Cioè… È una tradizione sì lunga, in realtà familiare, il mio bisnonno era il medico e il presidente dell'Argentina alla fine del 1800. Perché vivete lì? Sì, il bisnonno viveva lì. Poi tornò in Italia a Coperchia, frazione di Pellezzano, dove poi mio padre è nato e faceva il…
Come si trova Pellezzano? Salerno. Salerno. Dove mio padre è nato e poi lui è nato in mezzo alla Seconda Guerra Mondiale, quindi nella guerra con il sangue, con i soldati, con i feriti e mi raccontava che lui già a cinque anni aiutava lo zio, anche egli medico, nel curare le persone e da lì capì subito che quella era la sua strada, io ci ho messo di più. Ma anche tua mamma? Mia mamma pure. Mia mamma è endocrinologa e neuropsichiatra infantile. Quindi come te tu hai preso la strada di tua madre alla fine? Io ho preso una via di mezzo in realtà, perché l'endocrinologia era la mia passione, specialmente l'ipofisi, che è la parte del cervello, è una ghiandola endocrina, la metà è fatta di tessuto endocrino, cioè se c'è negli ormoni, per metà di cervello.
Quindi trasforma in biologia molecolare, cioè in molecole reali, quelli che sono i nostri pensieri. Se sto in ansia, per esempio, produco il cortisolo, se non sono in ansia e magari sono contento sto producendo il testosterone. Tutto passa dalla trasformazione della mia emozione in questa ghiandola. Quindi mi occupo soprattutto della neuroendocrinologia, cioè della parte che connette la mente al corpo e allo spirito, perché credo anche a quello. E in questo momento, secondo te, noi italiani che cosa stiamo producendo? Cortisolo go go da due anni in maniera costante. Tra l'altro il cortisolo è il cosiddetto ormone dello stress o della paura. È pensato per essere un meccanismo d'emergenza. Se adesso entra qui un leone e noi dobbiamo scappare, il corpo e la mente devono mettere in atto la secrezione degli ormoni giusti che ci consentano la sopravvivenza.
Per esempio, in quel momento gli ormoni sessuali non mi servono perché la parte riproduttiva sicuramente non serve e quella viene tolta. Invece si produce il cortisolo che letteralmente li fa sopravvivere allo stress. Però il cortisolo è un ormone che ha un costo, perché è l'analogo del cortisone che viene usato in farmacologia. Uno degli effetti principali è l'abbassamento delle difese immunitarie. Cioè in medicina si dà, se uno ha una reazione allergica si fa il cortisone. Se uno scappa da un leone gli si abbassano le difese immunitarie, posso dire una cosa del bene? Sì, ma perché in realtà in quel momento non ti servono le difese immunitarie, ti serve tutta l'energia per sopravvivere. Poi passata l'emergenza il sistema si riequilibria.
Il problema è che nella nostra mente, se per esempio lo stress o la paura rimane come è stato per noi per più di due anni, in realtà quel meccanismo iperstimolato abbassa le difese immunitarie. Vedete, questa è una delle cose per esempio che all'inizio di questa storia mi ha molto colpito, perché è veramente antimedico spaventare il paziente o la popolazione da parte dello Stato. Perché lo Stato, cioè chiunque ha conoscenze fisiologiche sa benissimo che se io ti tranquillizzo, anche di fronte a una malattia, tu intanto inizi a mettere insieme una serie di movimenti, chiamiamoli del corpo, endocrini per esempio, che ti aiutano nella guarigione. Se io ti spavento, sto ottenendo l'effetto opposto. Così come esiste l'effetto placebo, che significa che ti do una cosa che in realtà non ha un effetto farmacologico particolarmente importante, ma siccome tu pensi che ce l'abbia, in parte lo fa, così esiste l'effetto nocebo, cioè se io ti metto in una condizione di sofferenza costante nel tempo, di fatto abbasso il tuo sistema immunitario.
E nel momento in cui abbiamo una pandemia dappertutto che circola con i test, con le cose eccetera, lo Stato in qualche maniera ha pensato fosse una strategia intelligente quella di mantenerci in un costante stato di paura. Non solo lo Stato, i media, i medici stessi e andiamo avanti ancora così. Perché non si capisce che le cose si possono osservare se uno è calmo nella mente, se uno sta in preda all'agitazione. Purtroppo le decisioni che si fanno sono quasi sempre sbagliate. Io sono una passione di cinema e il tuo discorso mi ricorda un film molto buffo, strano, che si chiama Oltre il giardino, dove c'era un giardiniere che diventa famosissimo, diventa il consigliere principale del Presidente degli Stati Uniti, che parla solo di piante e attraverso queste tutti interpretano il mondo. La prima volta sento interpretare la situazione sociale, economica, politica di un paese attraverso le caratteristiche mediche e fisiologiche delle persone. Ma guarda che lo Stato in realtà è un organismo complesso, è fatto da diverse parti, esattamente come l'essere umano.
C'è il muscolo, c'è il neurone, c'è l'osso. Il problema è che noi viviamo invece in un organismo che è completamente squilibrato, dove il neurone prevale su tutto quanto il resto, dimenticandosi che il cuore… Però il neurone dovrebbe essere una cosa positiva. Sì, ma è positiva se riconosce di essere una parte integrante rispetto a tutto quanto il resto, non se pensa di essere superiore a tutto quanto il resto. Quello diventa un problema. Ma nel corpo esistono neuroni che possono diventare superiori? Neuroni che impazziscono? No, questo avviene nella società. Nel corpo, nella mente c'è una cosa che non è sviluppata in tutti nella stessa maniera, che si chiamano neuroni a specchio. Cioè lo stato per esempio di felicità nelle persone che le hanno molto sviluppate, che sono dette empatiche tipo me, se io vedo qualcuno soffrire io in realtà sperimento parte di quella sofferenza.
Questo dà la possibilità alle persone un pochettino più avanzate di comprendere perché la senti la sofferenza altrui. La condividi e allo stesso tempo condividendola e sentendola hai anche voglia di provare a risolverla in qualche maniera. Dall'altra parte hai i sociopatici, ce ne abbiamo qualcuno o ce ne avevamo qualcuno al governo che in realtà questa capacità empatica non ce l'hanno proprio. Quindi la sofferenza altrui non li tocca. Stranamente tendono a selezionare questo tipo di personaggi per governarci.
Tornando un attimo alla tua vita, hai avuto uno zio, Paolo Frajese, che è stato un grande giornalista della RAI. Non ti è mai venuta voglia di fare il giornalista? Con lo zio Paolo ci siamo visti in numero limitato di volte. Ah, quindi non era una persona che frequentava normalmente? No, vicina, ma lui era molto impegnato con la sua vita e noi eravamo molto impegnati con la nostra, quindi ci incontravamo ogni tanto. In realtà una volta gli chiesi, non so se lo ricordate, ma lui spesso faceva una faccia estremamente seria prima di dare le notizie, se lo prendevano in giro per questa ragione. E una sera gli chiesi, ma mi spieghi perché fai questa faccia così seria anche quando devi leggere delle notizie che non è che sono così drammatiche.
Io credo che stiamo intorno alla fine degli anni Ottanta quando mi disse queste parole. E lui mi disse, guarda Vanni, dice, io ho fatto il giornalista per tanto tempo, ma il giornalista come l'ho fatto io negli anni Sessanta, negli anni Settanta, era un lavoro completamente differente, era un lavoro che poteva portare a un Watergate in America, cioè era una missione di scoprire la verità. Dice oggi il giornalista è diventata un'altra cosa, è diventata che noi conosciamo la notizia che arriva, dopodiché viene elaborata in qualche maniera a me mi danno da leggere che faceva l'Anchorman al Tg1, una notizia che io quando lo vado a leggere in realtà non sto riportando la verità, ma sto riportando una versione che è stata preparata per passare un messaggio al pubblico.
E mi disse, siccome io non ha senso che mi rifiuti di farlo perché tanto l'unica cosa sarebbe io per il posto di lavoro e qualcun altro venire a fare il posto mio, io quando devo dire una cosa che è palesemente falsa, metto quella maschera e poi parlo ai cittadini, È la mia maniera per dirvi… Se aveva sempre la faccia seria vuol dire che raccontava sempre un sacco di fregnacce. Non lui insomma, che le facevano raccontare. Ecco, però stiamo parlando di 30 anni fa, da allora oggi io credo che neanche lui… Io penso che oggi lui non ci starebbe più in quel mondo, sarebbe al di là del possibile reggere la menzogna e l'ipocrisia che ci circonda. Allora, la menzogna e l'ipocrisia, noi siamo stati letteralmente travolti negli ultimi tre anni da una cosa che non è mai successa credo nella storia, cioè un unico fiume impetuoso che ci diceva a tutti quanti, tu devi guardare lì perché è giusto guardare lì, punto, non importa, non ti devi chiedere perché, perché noi siamo la verità.
Improvvisamente è una sorta di cosa molto fideistica, cioè molto religiosa, no? A 360 gradi, sì. Prima attraverso la pandemia e oggi attraverso la guerra perché è cambiato solamente il soggetto ma il meccanismo è esattamente lo stesso. Allora tu prima di tutto quanto questo quanto eri cosciente del sistema? Ero poco cosciente. Come gran parte delle persone credo ero impegnato a vivere la mia vita che è una vita bella comunque che è stata una vita da medico, una vita da professore universitario, una vita da ricercatore, una vita da padre, una vita piena di amicizie e di servizio. Cioè servizio è il rendere servizio del tuo tempo per esempio ad altre persone che in realtà nel mio anonimato era estremamente dolce.
Fondamentalmente ero un po' un eremita. E so che vivi in mezzo al nulla, è possibile? Più o meno sì. Un romano che vive in mezzo al nulla, cioè da romano insomma. Io ho bisogno dei miei spazi, ho bisogno dei miei silenzi. Tipo la casa nella prateria con quello con il fucile? Poco ci manca, sì. Ho capito.
C'è tanto rumore. Roma era bellissima. Quando avevo vent'anni non potevo che ammirare la meraviglia di città in cui vivevo, ma non solo per le bellezze architettoniche ma anche per il modo di vita, per lo stile che c'era. Con il carabiniere che se ti fermava non ti faceva la multa ma magari ti dava un coppino dietro al collo e ti rimandava con tu che dicevi per favore non dite niente ai miei che mi menano. Cioè era un altro mondo proprio. Dove se arrivavi con un quarto d'ora di ritardo nessuno batteva un ciglio perché fa parte proprio del fluire romano morbido, il ponentino che si materializza in qualche maniera. E quindi era bella. E poi che è successo? E poi è successo che evidentemente questa fusione tra l'Italia e il nord Europa ha creato una sorta di milanizzazione di Roma che è impossibile sia per dimensioni sia per caratteristiche culturali.
Ha portato la città a essere nervosa, frenetica e quasi invivibile. Quindi io sinceramente la maggior parte del tempo la passo a casa mia perché non c'ho proprio voglia di uscire. Troppa maleducazione, troppa arroganza e anche troppa violenza in mille forme diverse. Se non fosse successo tutto quello che è successo probabilmente stavo già pensando di andare a vivere in montagna da qualche parte. Aria buona, acqua fresca. Ti guai di.
Poi in alto insomma c'è silenzio, il cuore ti si riempie di altro, puoi vedere la bellezza. E quando è che invece hai riuscito lo schiaffo e dici, oddio dove mi trovo, perché sta accadendo tutto questo? L'hai definito perfettamente perché lo schiaffo è stato un pugno nello stomaco. Il primo l'ho ricevuto il giorno del lockdown. Che era inizio marzo del 2020. Sì, ero appena tornato da un viaggio, rientro quindi trovo questa situazione un po' così caotica che non si capiva bene quello che succedeva, non ero molto preoccupato. Dopodiché arriva il lockdown. Quando arriva il lockdown io rimango basito perché nella storia dell'umanità non ha mai fatto nessuno una cosa del genere. Non hanno fatto i greci, non hanno fatto i romani, non hanno fatto gli etruschi, non hanno fatto le popolazioni medievali con la peste nera. Cioè uno stato e una medicina che arriva a dirti chiuditi in casa se no muori perché io non posso fare niente per te.
È una risposta talmente negativa, talmente catastrofica che dovevamo aspettare il 2020 e Giuseppe Conte per vederla realizzare. Tra l'altro io mi chiedevo scusate ma ci sono intere regioni che non hanno neanche un caso e tu li chiudi dentro casa? E questo la gente tra l'altro presa dalla paura. Io mi ricordo esponevano questi cartelloni, andrà tutto bene. Io dicevo andrà tutto bene un cazzo, sta iniziando così, dove volete andare? Abbiamo iniziato con una follia totale. In America hanno dimostrato che il lockdown ha avuto un'efficacia nell'inibire la replicazione virale dello 0,2%, cioè sotto l'1%. L'effetto che ci ha avuto sulle nostre vite, sulle menti dei bambini, sull'economia, sulla direzione dello Stato.
Questo mentre parlava Conte tu dicevi queste cose. Cioè la scena, Conte parla, tu parlavi in qualche modo. Ho iniziato. Da subito insomma. Ragazzi, ribadisco, è una cosa illogica. Se uno si ferma e non è preso dal terrore e analizza la cosa, hanno chiuso intere regioni dove non c'era niente, la gente dentro casa. Improvvisamente lo Stato è diventato efficiente. Macchine della polizia ovunque, droni ti beccavano sul mare, ti beccavano in montagna. Una cosa mai vista. Io non credevo neanche che noi fossimo capaci di un'organizzazione di questo tipo. Eppure, evidentemente, invece, se serve, lo siamo. Rimango perplesso di come tutto ciò è stato fatto verso il popolo. Perché verso la malavita prima di oggi, francamente, non ho mai visto niente del genere essere implementato.
Tu pensa che alla fine del primo lockdown io ho scritto due articoli dove già iniziavo a dire un pochettino di cose, ma siccome credo che fossi, non so se ero l'unico in Italia, ma mia mamma mi dava ragione, ma nessun altro anche in casa mi guardavano strano. Perché? Perché non capivano. Però tutti medici, insomma, no? No, mia mamma è medico, ecco. Gli altri no. No.
Sono ancora fiduciosi in Conte, nello Stato? No, ma dicevano come fai a dire queste cose. Ecco, ho cercato di spiegarlo. Lo dico perché, a prescindere da qualunque cosa sia, è proprio il messaggio che è sbagliato. Se dai questo messaggio vuol dire che non sai letteralmente cosa fare. Se il governo ti dice guardate non so che fare, uno dice se non lo sai tu, chi lo sa? Infatti si è visto che non sapeva cosa fare da lì in avanti, è stata una catastrofe. Una cosa illogica dopo l'altra, dopo l'altra, dopo l'altra. E quando è che i tuoi hanno iniziato a crederti? Non troppo tempo dopo, guarda. Anche perché nel momento in cui più avanti ho iniziato a studiare per esempio la sperimentazione famosa di questi vaccini.
Ho iniziato a vedere 60 giorni di sperimentazione. Cioè due mesi per vedere se un cosiddetto vaccino che vaccino non è, lo dico per la milionesima volta, ma in terapia genica o a RNA o a DNA, che è stata sdoganata col nome vaccino così che nessuno di fatto se ne accorgesse. Infatti la gente ancora oggi viene usata impropriamente questa parola, magari qualche volta la uso anche io ma per far capire alle persone, altrimenti non ci si ritrova. Però hanno sdoganato un tipo di tecnologia che prima era riservato a patologie orfane, cioè vuol dire non c'è nessuna forma di trattamento, puoi provare questa cosa nei casi singoli. Moderna aveva fatto nuove applicazioni per i cosiddetti vaccini mRNA li avevano bocciati tutti perché se fai gli esperimenti fatti bene non funzionano.
Sono usciti dicendo che c'era il 95% di efficacia di non sviluppare i sintomi. Io leggo un articolo di Peter Doshi sul British Medical Journal che spiega perché questo è quello relativo al placebo e poi c'è l'assoluto. Cioè la differenza che c'è nei numeri tra il gruppo dei vaccinati e il gruppo dei non vaccinati. La differenza reale è dello 0,1%.
Voglio cercare di capire. Lo spiego in così, è più semplice. Una parte è stato fatto il vaccino e una parte è stato fatto il vaccino. La reazione che hanno avuto entrambi è identica? Sì allora tu immagina 15.000 persone da una parte e 15.000 persone dall'altra. 15.000 persone vaccinate e 15.000 non vaccinate. Vedono in due mesi non chi prende il virus che sarebbe stata un'informazione tra l'altro rilevante perché non l'hanno guardato, non serviva. Hanno visto chi sviluppava i sintomi del covid e esce fuori. Adesso i numeri non ce li ho presenti quindi li uso in maniera impropria ma giusto per renderli concetto. Allora metti che ci sono stati 50 casi che hanno sviluppato i sintomi su 15.000, chiaramente non erano 50, erano 5.000 faccio per dire, sul gruppo dei vaccinati e ci sono stati 100 casi nel gruppo dei non vaccinati.
Se tu li guardi così 50-100 in realtà in questo caso l'aumento di efficacia del vaccino rispetto al non vaccino sembrerebbe il 100%, cioè il doppio delle persone non se l'è preso. Ma se tu guardi quel 50 sui 15.000 o il 100 sui 15.000 la differenza è irrilevante ed è quello che è accaduto. Era sotto l'1%. Quindi nella realtà noi sapevamo già che avrebbe avuto un'efficacia nell'impedire la manifestazione dei sintomi sotto l'1%. Ma questo non l'ha detto nessuno. Io l'ho detto in Senato la prima volta e chiaramente mi hanno detto che non capivo di che cosa parlavo. A chi te l'ha detto? A tutti. Cioè i senatori che erano presenti lì? No, lì nessuno. Ma insomma fuori tra virgolette. Io ho stato uno dei cattivi maestri.
Uno di quelli che si provava a far ragionare le persone. Perché vedi mi spiegava David Conversi che è uno psicologo della Sapienza che per fare la manipolazione delle masse c'è bisogno di un primo elemento che è l'isolamento. Se non c'è l'isolamento questo non può avvenire. Allora se uno inizia a vedere quali sono le metodiche di manipolazione delle masse e si scopre che c'è bisogno di un isolamento altrimenti non riesce ad entrare nelle teste. Allora capiamo che il lockdown anche lì dove non serviva per esempio nei posti dove non c'era niente del virus aveva un altro scopo. Che era quello di metterti da solo in quello stato d'ansia. Con la paura della morte. Poi c'è stato un'altra cosa stranissima. Non è che ti dice adesso cerchiamo qual è la terapia migliore perché la gente sta morendo e contemporaneamente sviluppiamo i vaccini.
Perché sarebbe stata una mossa molto logica. Non ho detto non c'è terapia, non sviluppiamo terapie, possiamo solo aspettare l'arrivo dei vaccini. Non c'è speranza. Purtroppo c'è la speranza ma lasciamo perdere. Quindi quest'altra cosa illogica completamente già ti fa capire che perché devo aspettare l'arrivo dei vaccini che non so se arriveranno tra l'altro. Perché all'inizio non si sapeva sembrava una cosa che chissà se ce la facciamo non ce la facciamo non lo sappiamo. Poi decidete di sviluppare i vaccini ma decidete non di fare un vaccino normale proteico come tutti gli altri prima un vaccino. No, decidete di sdoganare una nuova tecnologia a RNA e a DNA senza spiegarlo alle persone in realtà. Quindi la manipolazione del pensiero e della verità è diventata sempre più pressante e la mia rabbia crescente.
Ero diventato insopportabile a casa. Me ne rendo conto perché me lo dicevano tutti. Chiunque veniva gli facevo una testa così perché sembrava che le cose le sapessi solo io. Mia mamma mi disse: guarda, cioè, smettila, cioè, ti stai rovinando la vita. Soprattutto quando hanno iniziato a dire: adesso vacciniamo i bambini, io ho smesso di dormire letteralmente, perché ho detto: ok, va bene tutto, però, però questo no. Se arrivate a fare sperimentazione a cielo aperto sui bambini e sulle donne in gravidanza senza nessuno studio clinico, nessuno, zero completo, spaccato. Quindi trasformate direttamente in cavie le donne in gravidanza, che sono, rappresentano letteralmente il futuro. Io penso che neanche i nazisti l'avrebbero mai fatta una cosa del genere, sinceramente.
Noi l'abbiamo fatta nel silenzio generale. Infatti io mi sono sempre arrabbiato, ho cercato di far capire soprattutto ai colleghi, che tanto non hanno orecchie per sentire né occhi per vedere, anche se adesso sta cambiando, che come è stata impostata questa ricerca è un'assurdità e la maniera in cui ci hanno trasformato in cavie è un'assurdità. E che il tutto venga fatto, tra l'altro, con i medici che quasi all'unisono si mettono a dire che va tutto bene, che è efficace, che è sicuro e che non ci sono effetti collaterali. Da quello che so, perché questa cosa è emersa in una delle trasmissioni in cui hai partecipato tu, eri compagno di studi di Sileri. Quindi era amico suo, immagino, ci conoscevamo, ha un buon rapporto. Alza il telefono e hai chiamato.
Il numero non ce l'avevo. Quando c'è stata quel... Sileri era un bravo studente, iniziamo a condire questo perché era bravo. Noi ci siamo laureati in sei tra tutti quelli della nostra classe in cinque anni e mezzo col massimo dei voti. Io ero uno, Sileri era un altro, quindi le capacità ce le aveva sicuramente. Poi però mi rendevo conto dalle cose che lui diceva, dalla posizione che aveva. Non vi racconto come c'è arrivato perché non è il caso. Che lui la sapeva, la verità. Non poteva non saperla, ma quando entri a far parte di un meccanismo che funziona in una certa maniera, sei tuo malgrado, secondo me, costretto a dire quella verità perché il tuo ruolo... L'ha fatto suo malgrado o l'ha fatto con, diciamo...
No, secondo me è suo malgrado. Cioè ha subito questa cosa? Credo di sì. Io alcune volte l'ho visto in imbarazzo. Poi in altri momenti invece diventava aggressivo, per esempio, però è comprensibile... Come di chi si sente in difetto.
Perché ribadisco, io non so come la maggior parte dei miei colleghi, specialmente universitari, non si sono resi conto, non hanno speso un attimo di tempo nel guardare come sono state fatte le cose a livello... Proprio metodologico, perché se l'avessero fatto... Francamente... Guardate, in Inghilterra hanno provato a mettere l'obbligo vaccinale ai medici, come da noi. Credo due giorni dopo si sono ritrovati, credo, in 200 mila a Londra, si sono tolti i camici e hanno detto... Noi ce ne andiamo tutti in Scozia. Il governo la sera stessa ha detto... Ma guardate che noi stavamo solamente così pensando, non ci pensiamo neanche e l'obbligo non ci è mai stato. Quindi purtroppo non è una questione di scienza, non è una questione di dati, è una questione di popolo.
Loro lì hanno avuto una dignità, almeno come classe medica, che mi dispiace noi non abbiamo avuto. Noi siamo il popolo che pensa al proprio giardino, al proprio posto, e se poi, tra l'altro, facendo il medico vaccinatore puoi guadagnare migliaia se non decine di migliaia di euro a seconda di quanto ti impegni. Stai sostenendo la narrativa, ti ci stai arricchendo, ma chi te lo fa fare di metterti da solo contro tutti?
E questa cosa una volta passata, non passata, una volta che il nuovo virus si chiama Putin, no? Perché improvvisamente da SARS-CoV-2 il virus è diventato Putin. Perché l'Italia, secondo te, ha deciso di continuare a tenere la testa a china nonostante questa sorta di secondo lockdown che alla fine ci ritroveremo tutti dentro casa col coprifuoco? Perché bisogna spegnere le luci. Non ve lo immaginate ancora quello che sta per finire. Secondo te sarà peggio di tutto quello che abbiamo vissuto fino ad adesso? Perché sarà un crocevia di problemi. Non ci vuole una palla di cristallo per vederlo, basta esaminare i dati e capire dove si va a finire. Avete presente quelli che si dicevano che ballavano sul Titanic mentre andava verso il ghiacciaio ad affondare?
Esattamente quello che stiamo facendo. La gente non realizza. Dove andremo a finire e che cosa comporterà? Tra l'altro nel 2010 la Rockefeller Foundation ha fatto quattro scenari che sono pubblici. Quattro scenari di cose che potevano capitare entro il 2020. Il primo si chiamava Lock Step. Se uno solo va a leggere, voi trovate con dovizia di particolari quello che noi abbiamo vissuto. Il lockdown, le mascherine, il distanziamento sociale, scusate se mi viene da ridere mentre lo dico. I vaccini. Poi c'è anche scritto che con il tempo c'è una crescente opposizione da parte del popolo che finisce a un certo punto, perché nel frattempo il potere è diventato estremamente autoritario, che era lo scenario preferito della Rockefeller Foundation, tutto scritto. A un certo punto ci sono problemi sociali che sfociano in violenza.
In quel momento entra la legge marziale. Non vi aspettate che questo sia uno scenario fantascientifico. Tutti gli altri punti li hanno indovinati. Io mi aspetto di vedere anche questo realizzato. La gente non ha compreso, noi non abbiamo al momento purtroppo, ma da tanto tempo, una classe politica che in realtà ha un qualche interesse nel rendere la vita dei nostri concittadini o il nostro paese stabile, sano e in buona salute. Ci stanno svendendo un pezzo alla volta, come hanno fatto con la Grecia. Adesso è tutto accelerato. Quello che la conseguenza energetica di una guerra non voluta da 9 italiani su 10, nel momento in cui il governo non solo la fa, ma sentiamo già le forze, quelle che andranno al potere, dire che proseguiremo in questa linea, che non è la linea voluta dal 90% degli italiani, significa che non stanno rappresentando il popolo.
Però diciamo che il nuovo parlamento che si presenta è un parlamento tutto quanto chinato in quella direzione lì. Prevalentemente è un parlamento che è questo. Alla fine l'hanno votato gli italiani, queste persone. Il problema è la maniera in cui si fa la politica oggi. Questo è un problema che di tipo proprio anche questo è metodologico e ideologico. È esattamente come la storia del Covid. Se noi possiamo scegliere tra persone che hanno il desiderio di gestire economia e potere, ne fanno un cammino personale, magari non lavorando mai, come tantissimi di questi personaggi. Ma è chiaro che sacrificheranno la verità quantomeno, ma anche i propri credo, pur di arrivare a ottenere quello che hanno sempre desiderato. Nell'antica Grecia o nell'antica Roma, quando le cose funzionavano, venivano scelti personaggi particolari a fare la res publica.
C'era gente che aveva già dimostrato valori fuori dal comune nel vivere il cosiddetto civile o militare che fosse al tempo dei Romani. C'è gente che aveva coraggio, che aveva onore, che aveva disciplina, che aveva la capacità di sacrificare se stesso e lo aveva già fatto, lo aveva dimostrato. Gente che amava la polis, i propri concittadini, pur non essendo un politico. Quelli diventavano i politici. Quando poi l'impero è andato sgretolandosi è stato quando poi hanno iniziato a mettere i figli di coloro che stavano al potere, con il decadimento della società che diventa di tipo edonistico. L'abbiamo vissuto dalla seconda guerra mondiale a oggi anche noi nel nostro piccolo. La Rockefeller Foundation, che tu hai appena citato, era una fondazione nata per finanziare l'eugenetica.
Stiamo parlando di un secolo fa, diciamo quasi l'essenza stessa del nazismo, anche se si svolgeva negli Stati Uniti d'America. Però insieme a questa fondazione, e anche molte altre, hanno continuato a prosperare e a finanziare cose. Ti è mai successo, visto che hai fatto il ricercatore, il professore e così via, che bussasse alla tua porta una di queste fondazioni di finanzio? Vorrei capire come funziona questo meccanismo? Com'è che vengono cooptati questi... Io credo che tendano a selezionare intanto le persone che non sono particolarmente intelligenti. Non sto scherzando, perché sono molto più facilmente manipolabili. Poi se prendi un qualcuno che non è particolarmente intelligente o capace, lui ti sarà grato per qualunque cosa tu gli possa costruire, perché gli dà la possibilità di avere una visibilità e un'importanza che deriva dalla carica, non dalle capacità della persona.
Quindi si tendono a selezionare, credo, persone più malleabili, un po' più fragili, insicure, non ho idea di come sia il meccanismo. A me non è mai successo. Io l'unica cosa che ho fatto e che continuo a fare è il consigliere scientifico dell'Organizzazione Mondiale degli Agricoltori. Che cos'è? È un'organizzazione che racchiude le organizzazioni degli agricoltori, grandi, medi e piccoli, l'80% sono piccoli, su più di 2 miliardi di persone più o meno rappresentate, cercando di fare in maniera che, a livello internazionale, si possa metterle un pochettino al centro dello stage per quello che riguarda la produzione del cibo. Ma che cosa c'entri con l'agricoltura? Di là di avere una casa in mezzo al nulla. C'entro sotto il profilo, diciamo, nutrizionale, perché in realtà, vedete, la stessa scienza cosiddetta che è stata usata per guidare ciò che è successo in questi due anni e passa di pandemia, viene utilizzata per cambiare il metodo in cui si vorrà produrre il cibo nel mondo.
Cioè usano la scienza. Ci vengono a dire che il problema dell'anidride carbonica sono gli agricoltori. Che il problema del metano prodotto dalle vacche è un problema estremamente grave. Che la carne, in quanto tale, è un alimento pericoloso che fa avvenire il cancro, che fa avvenire il diabete. Non è vero. No. E una serie di altre cose. Dopodiché hanno proposto, per esempio, una dieta che secondo loro doveva salvare il mondo. C'è sempre questo salvare il mondo che ritorna in continuazione. Hanno pubblicato determinati gruppi collegati, invece quelli sì ai suoi gruppi di potere, che si chiamava EAT-Lancet. È stata pubblicata su Lancet, una rivista di medicina molto prestigiosa. E questo, per esempio, arrivava a dire che noi dovevamo mangiare 8 grammi di carne al giorno. Di più 6 grammi. 8 grammi.
Sì. Puoi immaginare che cosa significhi. Sì. Sì. Quindi puoi mangiare... Nel mentre dobbiamo mangiare tutta una serie di cose diverse, tra le quali le proteine alternative e via dicendo. Quindi loro usano la scienza per dire non siamo noi che lo vogliamo. Noi grandi produttori è invece quello che volete. Ma è la scienza che ci dice che per salvarci dobbiamo fare così. Io avevo un'amica nell'Organizzazione Mondiale degli Agricoltori, che sta qui a Roma, a Via del Tritone, che mi diceva: io non so come fare, perché noi andiamo a livello internazionale, cerchiamo di dire sì, ma noi abbiamo i suicidi degli agricoltori, abbiamo tutta una serie di problemi, non riescono a pagare i mutui per le macchine che servono, il problema dei fertilizzanti e via dicendo.
E questi ci rispondono che invece dobbiamo abbattere non so quanti numeri di animali perché c'è troppo CO2, che dobbiamo ridurre, che dobbiamo tutti coltivare la stessa cosa, che il cibo dovrà essere prodotto dalle grandi fabbriche e gli agricoltori dovranno produrre la materia prima che poi l'industria trasformerà in cibo per noi. E noi siamo agricoltori, dice, io non posso rispondere a questi, ho bisogno di qualcuno che abbia un certo tipo di capacità ragionativa e che possa fare da contraltare. E così è successo. Alla loro, per esempio, riunione annuale di, non mi ricordo, 3-4 anni fa, quando è stato in Lussemburgo, c'era Fabrice DeClerck, che è il capo di questo EAT-Lancet, e c'ero io dall'altra parte. Lui ci ha spiegato ancora una volta cosa c'era scritto in quel report e io ho tirato fuori 5, 6, 8 articoli che dicevano esattamente l'opposto.
Per poi dirgli quindi: mi dispiace, non è la scienza che lo dice, siete voi che lo dite questo. E, conclusi tra l'altro, se poi uno volesse essere malizioso e dovesse andare indietro nel tempo a vedere un TED Talk della persona che vi sponsorizza, che è la Stordalen, che è la moglie di un miliardario svedese, si accorgerebbe che i risultati della vostra ricerca lei li ha enunciati due anni prima. Prima ancora che la ricerca partisse ha già detto: la soluzione è A, B, C, D, E. Voi avete fatto due anni di studio e la soluzione è A, B, C, D, E. E complimenti, così si fa la scienza. Forse hanno fatto al contrario. Cioè, questi risultati dovete tenere, dimostrate queste cose. Però pubblicato su Lancet. Eh, ma Lancet ha pubblicato pure nel gennaio del 2021 una famosa lettera firma Peter Daszak, no? Dove si parlava della trasmissione della zoonosi del virus e poi ce l'ha scritto sotto chi non la pensa come noi è complottista.
C'è scritto proprio questo. Mi sbaglio? È una cosa eversiva scritta in una... Direi proprio di sì. Ma oramai questi sono organi di propaganda, questi sono soppiuri, riviste scientifiche, sono private, sono sponsorizzate dalle case farmaceutiche e tu pubblichi solamente se loro ti dicono di sì, se no no. Eh, a proposito di agricoltura, la guerra in Ucraina... Ci sono due temi, secondo me, al di là della guerra in sé stesso, la geopolitica e così via, che questa guerra sta presentando. La guerra in Ucraina si svolge nell'area più ricca dal punto di vista agricolo del pianeta, che sta tra Ucraina e Russia, tutta quella zona lì. Da quello che risulta, che è emerso negli ultimi anni, tutte le grandi multinazionali sono fiondate del cibo, sto parlando, sono fiondate in Ucraina per mettere in possessarsi di quel grano.
Io ho letto in un report che l'Unione Europea aveva sponsorizzato, cioè la Commissione Europea aveva sponsorizzato questa cosa, perché quello che volevano fare era trasformare l'agricoltura ucraina, che era variegata, diciamo, in un'agricoltura di tipo genico, insomma OGM, e essendo in Europa questa cosa qui poteva penetrare il mercato europeo, dove non si può fare, cioè lo volevano fare entrare, gli OGM, la Commissione Europea, attraverso l'Ucraina. A te risultano cose del genere? Ne ho sentito parlare, ma diciamo io non ho dati ufficiali su cose di questo tipo, quindi diventano delle speculazioni plausibili ma su cui non ho certezza. Però potrebbe essere? Potrebbe essersi anche, perché l'altra parte, cioè l'altra grossa fetta di mondo che ha detto io faccio grano non OGM e sarò il granaglio d'Europa, è la Russia. Sembra quasi che appunto intanto è il monopensiero che ci deve essere ovunque. Quindi questa guerra è anche OGM contro non OGM?
Ma questa è una guerra che riguarda culture diverse che stanno entrando in contatto, riguarda i temi LGBT, riguarda il tema della religione, riguarda il tema dell'indipendenza culturale di una nazione. In realtà è bizzarro: noi abbiamo avuto un tempo, c'avevamo l'unione russa comunista che si comportava come oggi. Con la caduta del muro di Berlino si vede che da lì si è spostata da noi senza che ce ne accorgessimo, perché noi stiamo usando quei metodi per descrivere la realtà. La Pravda non ne abbiamo una, ne abbiamo 100 oggi in Italia, eppure dicono tutti quanti la stessa cosa. Alla fine sembra che la direzione del mondo occidentale sia stata presa da, comunque, dei poteri sovranazionali, italiani sicuramente che noi non contiamo niente.
L'Europa va in una certa direzione, ma l'Europa è anche abituata a prendere un telefonino e ordinare via sms i vaccini e una serie di altre cose. Ci stiamo parlando sì di un'oligarchia, non quella russa. I miliardari americani sono chiamati benefattori e filantropi, quelli russi sono gli oligarchi, ma poi abbiamo gli oligarchi europei, che sono quelli che di fatto fanno calare la loro legge, che non si capisce bene da dove venga o che interessi segua, a cascata su tutti quanti. Se uno come Orban prova a difendere gli interessi della propria nazione, gli fanno 20 miliardi di multa. Purtroppo l'Europa si è rivelata una trappola micidiale, piuttosto che uniti saremo tutti quanti più forti. Noi come italiani abbiamo perso potere d'acquisto da quando siamo entrati nell'euro. A oggi la Germania l'ha raddoppiato quello che era lo stipendio medio, nel mentre. Non può esistere un'unione dove c'è una popolazione che raddoppia il proprio reddito pro capite e una che invece in 25 anni finisce per perderlo rispetto al '96 quello che era, perché è ovvio che c'è qualcuno che sta giocando sulla pelle di qualcun altro. Sempre tornando all'Ucraina, c'è l'altro punto, che è quello del virus. Allora, in Ucraina ci sono, e lo hanno messo gli stessi americani, ben 30 laboratori militari americani che in realtà erano ex laboratori dell'Unione Sovietica, no?
Dove si producevano armi biologiche, di cui gli americani hanno proprio letteralmente preso possesso, sono diventati loro, e così via. Allora io adesso non so se la cosa, perché sto cercando di capire se la cosa sia vera oppure no, però alcuni scienziati sostengono che, diciamo, quello che è arrivato tra noi da capo e collo, cioè il SARS-CoV-2 prodotto a Wuhan, in parte ha avuto anche una collaborazione dei laboratori ucraini e che Omicron provenga da lì e che comunque lì ci sia, sia diventato il luogo di test di tanti tanti virus, diciamo, non esistenti o quantomeno di bombe biologiche che potrebbero capitarci tra capo e collo. Tutto questo ha un senso secondo te? Ora, secondo me, fare il gain of function è una follia, ma dovunque lo facciano, cioè andare a prendere i virus estinti, tra l'altro, praticamente altri di virus e modificarli dicendo "li rendiamo più patogeni perché se dovesse accadere in qualche maniera possiamo poi contrastarli". È abbastanza ovviamente, in realtà si stanno creando delle armi biologiche che possono avere dei risvolti micidiali, come abbiamo visto. Quindi io non so, non sono un esperto, non ho informazioni certe, quando non le ho non commento. Però secondo me è una follia che i governi nel 2022 abbiano ancora programmi di ricerca che comunque rappresentano una minaccia per la vita delle persone. Secondo me non dovrebbero essere possibili e basta, ma dovrebbe essere una moratoria in tutto il mondo. Ma tanto poi le persone che muovono miliardi,
che sono ben al di sopra del PIL dell'Italia, la pensano in maniera diversa, quindi ciò che pensiamo noi non conta. Ma uno di questi laboratori è stato messo in Italia dagli americani, a Sigonella. Non è stato mai smentito dagli americani ufficialmente, ufficialmente hanno preso un laboratorio al Cairo e hanno trasferito a Sigonella e fanno esperimenti di Gain of Function sulla SARS. Mi dispiace, lo Stato italiano non dovrebbe fare qualcosa? Cioè, io capisco che è territorio americano, ma insomma, lo Stato italiano l'unica volta che fece qualcosa per ricordare che noi saremmo un popolo e una nazione indipendente lo fece Craxi a Sigonella, sempre a Sigonella, e il risultato, e il risultato lo conosciamo tutti quanti: prima Mani Pulite, per poi seguire 25 anni di pseudo politici, uno dopo l'altro, che non hanno fatto altro che portare avanti i desiderata atlantisti. Noi siamo una colonia.
È una... Allora io volevo capire: noi sì, siamo una colonia, però il, il mondo in questo momento, no? Si sta spaccando in due, no? Ci sono delle potenze da una parte, delle potenze dall'altra, c'è una parte della nostra opinione pubblica sotto il potere che dice: no, noi siamo, noi dobbiamo servire il nostro padrone. Però c'è qualcuno che dice: no, bisogna andare dall'altro perché l'altro è più figo di questo. Invece, cioè, è così, bisogna scegliersi per forza un padrone? C'è, l'Italia è destinata a questo? Oppure il vero punto è questo: se noi riusciamo a svincolarci dalla mentalità di essere in realtà sudditi di qualche altro stato che controlla, per esempio, lo spread o quello che volete, ma comprendiamo che, intanto, noi potremmo rappresentare anche geograficamente, per il posto dove da sempre siamo stati. Ma Roma, perché è potuta anche essere Roma?
Perché è nata in mezzo all'Italia, che aveva il Mediterraneo dappertutto intorno, poteva fare commercio rapidissimamente tramite il mare con tutti i paesi dell'area del Mediterraneo. E di fatto, noi perché dobbiamo essere assoggettati a una parte oppure l'altra? In teoria l'Europa doveva rappresentare un polo diverso, non è così, l'Europa rappresenta un polo di sudditanza americano, lo abbiamo visto completamente adesso, salvo poi, di nascosto, permettere a chi ha la forza politica di farlo, vedete la Germania, in parte la Francia, l'Inghilterra, che se ne è andata direttamente, di regolarsi i propri affari in maniera differente. Quindi secondo me invece c'è un'altra, dovremmo proprio vedere un'altra visione. L'Italia dovrebbe essere un'evoluzione della Svizzera, quindi un paese assolutamente neutrale, in grado di dialogare con tutti, un centro di diplomazia internazionale dove possono stenersi. Siamo al centro, abbiamo l'America da una parte, la Russia e la Cina dall'altra. Questo è il paese della bellezza, perché è innegabile, nessuno ha niente di quello che abbiamo noi, dovunque voi andate. L'Italia è un paese talmente bello che è ovvio che lo vogliono comprare per due lire, perché altrimenti non se lo potrebbero comprare mai. Abbiamo le riserve private, comunque, come popolo più alte del mondo, abbiamo l'85% di persone che sono proprietari di una casa, abbiamo negli anni passati creato una politica che in realtà era diretta alla crescita economica
ma non solo, anche, insomma, intellettuale del paese. Questo processo è stato invertito da un certo momento in poi, portandoci dove siamo qui, non significa che non si possa interrompere. Una cosa personale: tu vivi in una sorta di eremo, però, diciamo, quello che ti è accaduto negli ultimi due anni, diciamo, lo posso, cioè, stai vivendo uno simolo in questo momento, ecco. Ecco, se posso, io, vedendo, diciamo, le situazioni in cui ti trovi, alcune le ho vissute dal vivo, sei una sorta di rock star, cioè hai tipo le groupie che si strappano i capelli, immagino peluche che ti trovi, che cosa, cioè come questa cosa, personalmente, cioè psicologicamente, come si vive, cioè si stacca oppure succede qualche cosa? Lo vivi con imbarazzo. Però, vedete, il mio modo di essere è frutto di un cammino, non è che uno nasce con determinate caratteristiche.
Poi se comprendi che la vita, per esempio io dico spesso, guardate che la vita ha un 0% di tasso di sopravvivenza, quindi moriremo tutti. Se uno ha in mente questo, il cammino che fa in questa vita può scegliere di dargli un significato e di cercare il proprio. Se si fa questo percorso, individuale, si evolve, è come se un germoglio inizia a crescere da una pianta, ma anche questa parte qui è frutto di un cammino, cioè anche questi due anni fanno parte di questo cammino. Assolutamente sì, tanto è vero che se non ci fosse stato questo, cioè, ma a me chi mi avrebbe mai conosciuto, per esempio? La cosa non mi interessa, in realtà, perché quando fai questo cammino, è la cosa, cioè tu metti uno schermo, no, perché se sei una persona empatica non potresti mettere, ma infatti io vivo il presente, se di fronte c'hai delle persone che stanno lì, infatti io le abbraccio, facciamo le foto e mi danno i baci, per fortuna pregano per me e io condivido tutto questo, però finisce lì, nel senso che appena la cosa finisce io rientro nella mia quiete.
Cioè, mi hanno preparato bene, cioè, devi rimanere sempre centrato, sempre equilibrato, non ti devi mai montare la testa, devi capire che sei al servizio. È una cosa molto diversa, queste parole la gente non le ha mai sentite, forse è il caso che torni a sentirle. Grazie, grazie mille. Allora, se io spero che questa intervista vi abbia appassionato, ma appassionato a me, io ho scoperto delle cose incredibili, il resto l'uomo vale tutta quanto quello che ci ha raccontato, e insomma, se volete continuare ad aiutarci e anche aiutare voi stessi, perché credo che imparate qualche cosa, queste interviste, per favore, iscrivetevi al canale di OVALmedia e magari aiutate anche finanziariamente il canale. Grazie mille, alla prossima intervista e buona serata. Grazie a te.
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