WarWeekly #1 (Settimanale di Guerra)
Due registi di documentari, Robert Cibis e James Patrick, entrambi impegnati in progetti sulla Terza Guerra Mondiale, lanciano questo programma settimanale di analisi delle notizie per trattare le vicende belliche più significative — e spesso poco riportate — della settimana.
La “guerra dei meme” tra Stati Uniti e Iran Sia la Casa Bianca che il governo iraniano hanno prodotto video animati umoristici come forma di guerra psicologica — una mossa bizzarra e storicamente insolita, dato che questo tipo di contenuto satirico proviene tradizionalmente dai dissidenti, non dai governi stessi.
All’interno della strategia di meme della Casa Bianca per vendere la guerra con l’Iran | WSJ News
“Pete Hegseth! Questo nuovo video Lego è specialmente per te | Direttamente dall’Iran”
Ultimo film d’animazione iraniano in Lego che prende in giro gli USA – Cronache della Vittoria Parte 2
L’Iran colpisce i marines statunitensi sull’isola di Bubiyan: decine di morti e sei navi affondate a Dubai
Crescente sentimento anti‑guerra negli Stati Uniti
Un’ONG che sostiene gli obiettori di coscienza ha riferito un aumento di dieci volte nelle richieste di uscita dalle forze armate. I conduttori sostengono che Trump fosse stato eletto su una piattaforma di pace, ma poi sia rimasto coinvolto in quasi ogni conflitto attivo.
Pilotonline.com (potrebbe non funzionare fuori dagli USA)
HuffPost – « Non voglio morire per Israele »: crescono i dubbi tra i soldati sulla strategia di Trump verso l’Iran
Perdite militari statunitensi non riportate
Sono state attaccate fino a 27 basi militari statunitensi, ma gli Stati Uniti ne hanno ammesso ufficialmente solo 13 distrutte. Un resoconto dettagliato iraniano di una presunta imboscata alla 82ª Divisione aviotrasportata in Kuwait il 27 marzo — che avrebbe coinvolto attacchi con droni, jet F-14 e forze speciali — non ha ricevuto praticamente alcuna copertura da parte dei media occidentali.
L’82ª Divisione Aviotrasportata si dirige verso il Medio Oriente: sappiamo perché?
L’Iran colpisce i marines degli USA a Bubiyan: decine di morti e sei navi affondate a Dubai
L’Iran attacca le forze marine statunitensi di stanziamento nell’isola di Bubiyan (Kuwait): rapporto
La crisi dei fertilizzanti — la storia principale
La chiusura dello Stretto di Hormuz sta bloccando non solo le forniture di petrolio, ma anche una quota consistente dell’approvvigionamento mondiale di fertilizzanti, proprio all’inizio della stagione agricola nell’emisfero settentrionale. Considerando anche le restrizioni europee già in vigore sull’uso dei fertilizzanti, le sanzioni sulle esportazioni russe e la sospensione delle esportazioni cinesi di fertilizzanti verso l’Europa prevista per la fine del 2025, gli autori mettono in guardia dal rischio di carestie in Asia e nell’Africa orientale, nonché da gravi preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare in Europa.
La strategia di Trump e il rischio di un’escalation del conflitto – Trump ha pubblicamente invitato i paesi europei e le altre nazioni dipendenti dal petrolio a «presidiare» militarmente lo Stretto di Hormuz con le proprie forze: un tentativo deliberato di trascinare l’Europa occidentale nel conflitto. Nessuna operazione di scorta navale potrebbe realisticamente proteggere l’enorme volume di petroliere che transitano quotidianamente in quella zona, rendendo la diplomazia l’unica soluzione praticabile.
Il presidente degli USA Donald Trump si rivolge alla nazione sulla guerra con l’Iran (2 aprile 2026)
L’inviato speciale degli USA Steve Witkoff illustra le negoziazioni con l’Iran prima dell’inizio della guerra (pubblicato 26 marzo 2026)
Il quadro generale
Si intravedono sempre più collegamenti tra il conflitto iraniano, la guerra in Ucraina e il crescente sostegno di Russia e Cina all’Iran — compreso il supporto in materia di intelligence satellitare e di puntamento dei missili. Patrick e Cibis esprimono il timore che gli attacchi con droni ucraini nello spazio aereo baltico possano trascinare i paesi dell’UE e della NATO in un conflitto aperto. Non si tratta tanto di una necessità geopolitica, quanto piuttosto di un’escalation deliberata e orchestrata verso una qualche forma di nuovo ordine mondiale — una classica dinamica del tipo «problema, reazione, soluzione».
I nuovi episodi saranno pubblicati ogni settimana e conterranno sintesi delle notizie e approfondimenti di analisi geopolitica. Vi invitiamo a sostenere James Patrick e Robert Cibis!





